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cena dagli studenti organizzatori, allo studentato appunto. Il bis del pranzo ci schianta. Malloreddus, salsiccia e vino a otri. Ciliegina sulla torta: la grappa di prugna donata da uno studente rumeno, la cui gradazione alcolica deve aggirarsi sui settantacinque gradi. Quando il sottoscritto ormai strascica le parole, il marchese di Mongolfier ci carica tutti in macchina e ci porta a dormire nelle due case in cui veniamo ospitati.
La mattina dopo partiamo per Villacidro, ridente cittadina del Campidano, a ridosso dei monti, guidati dal nostro sherpa locale, che per comodita' chiamero' John Grady Cole. John e' riuscito a coinvolgere l'assessorato alla Cultura del suo paese nell'organizzazione della presentazione, che si tiene alla biblioteca comunale. Ma prima siamo invitati a pranzo a casa sua. Le abili mani della sua gentilissima genitrice ci offrono la terza prova di forza gastronomica. Olive, funghetti, salame, prosciutto, formaggio, malloreddus, carne rossa e bianca, macedonia. Tutto buonissimo, tutto tantissimo. Poi il marchese batte l'indice sull'orologio e dice che e' ora di andare al lavoro. Ringraziamo chi ci ha sfamati e andiamo.
Alla biblioteca il pubblico e' poco, ma buono. L'assessore alla Cultura arriva in ritardo e non puo' introdurci, perche' essendo anche assessore al Turismo ha dovuto inaugurare la sagra della ciliegia. Quando arriva ci invita a partecipare al premio letterario di Villacidro, di cui ignoravamo l'esistenza e che invece pare sia piuttosto prestigioso a giudicare dal palmares. Gli diciamo che prenderemo in considerazione l'ipotesi, pero' se non vinciamo vogliamo almeno tornare a casa con una valigia di ciliegie perche' ne andiamo ghiotti. Nonostante il poco pubblico, la discussione e' avvincente e il banchetto dei libri viene ripulito. Very good.
Finita la presentazione ci mettiamo di nuovo a tavola. Questa volta al ristorante, insieme al bibliotecario. Menu a base di pesce, con la solita esclusione di Uno, che e' vegetariano. Mongolfier si alza pi enfio che mai e ci porta a dormire in albergo.

Seconda parte. Dal tramonto all'alba.

Il risveglio e' a base di caffe', cornetti e partite del Mondiale. Il tempo di avere la mente sgombra e risaliamo in macchina. Destinazione Macomer, dove arriviamo nel pomeriggio. La libraia Luciana, i suoi soci e gli amici dell'associazione letteraria sono splendidi. A noi continentali sembrano un po' degli impavidi pionieri della cultura in un paese dei monti sardi, ma in realta', che sia cos o no, hanno idee e capacita' organizzativa al di sopra della media continentale. La presentazione questa volta si tiene direttamente in un ristorante, tanto per non doversi nemmeno alzare da tavola, e ci vede davanti a una settantina di persone. Dura almeno due ore e mezza. A cui seguono sei ore di strascico. S, perche' la presentazione diventa cena e la cena diventa dopocena con chitarra e litri di vino, limoncello, mirto e chi pi ne ha? Verso le quattro di mattina la ristoratrice vuole chiudere e ci viene proposto di proseguire la nottata in un locale. Nel locale veniamo identificati come stranieri, ma ci vogliono tutti bene. Cerco traccia del marchese, ma ha deciso di prendersi la serata libera. e' la fine. Uno ha dato forfait e si e' fatto portare in albergo. Io resisto ancora un'oretta, poi, prima di svenire a peso morto sul tavolo, lo seguo.
Tre invece, colto da loggorea etilica, si lancia in una discussione con tal "Dannazione", che lo mette alla prova continuando a offrirgli whisky e birra fino alle sette della mattina dopo, quando andranno in un bar a vedere la prima partita della giornata e tal "Angelino" lo riportera' a casa. Io e Uno incontreremo Tre sulle scale dell'albergo mentre usciamo per raggiungere il mare e lui torna a dormire. Sono le dieci di mattina passate. Lui sembra aver retto la prova di valentia. L'onore di Wu Ming e' salvo.
Tre ci raggiungera' in spiaggia nel pomeriggio, accompagnato da Luciana e dalle sue amiche. Io faccio il primo bagno della stagione e prendo 
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