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lavoro immateriale massificato hanno reso superflue certe pose dell'Intellettuale vecchia maniera. Al sofferto engagement novecentesco si sostituiscono le meticolose procedure di una conoscenza resa immediatamente produttiva nelle fucine dell'intellettualita' diffusa. Da un tour di presentazioni in Sardegna fino al rendez-vous piu' blasonato del milieu editoriale, si dipana una narrazione leggera che "marca la diversita'", chiarendo come l'assenza di nome non implichi opacita' nei riguardi delle comunita' di lettori e in che modo sia possibile aggirarsi con critica disinvoltura tra i capannoni dell'industria culturale.
Il libro si chiude con una raccolta di testi militanti a sostegno della campagna contro il copyright e gli atti di recinzione proprietaria introdotti dalle parassitarie aristocrazie monopolistiche. E proprio a quest'attualissima mobilitazione, avversa a tutte le limitazioni sostenute dai satrapi tardomoderni, e' dedicata la sottosezione Do it yourself. "Fallo da te!", opportuno e sacrosanto consiglio per incrementare la diffusione orizzontale dei saperi.




Dichiarazione d'intenti di Wu Ming
(gennaio 2000)

Wu Ming e' un laboratorio di design letterario, all'opera su diversi media e per diverse committenze.

Il marchio Wu Ming e' gestito da un collettivo di agitatori della scrittura, costituitosi in impresa indipendente di "servizi narrativi". L'accezione che diamo al termine e' la pi vasta immaginabile, fino a coprire attivita' di raccordo tra letteratura e nuovi media.

Fondatori di Wu Ming sono Roberto Bui, Giovanni Cattabriga, Luca Di Meo, Federico Guglielmi (membri del Luther Blissett Project nel quinquennio 1994-99 e autori del romanzo Q) e Riccardo Pedrini (autore di diversi saggi e del romanzo Libera Baku Ora), tuttavia i nomi anagrafici hanno scarsa importanza, tant'e' che in mandarino "w mng" significa "nessun nome". In Cina, quest'espressione viene spesso usata per siglare pubblicistica dissidente. Il nome rende conto della nostra ferma intenzione di non diventare "personaggi", romanzieri pacificati da salotto o scimmie ammaestrate da premio letterario. All'opposto, nel nuovo progetto sopravvivono, opportunamente modificate, molte delle caratteristiche che hanno reso grande il Luther Blissett Project: radicalita' di proposte e contenuti, slittamenti identitari, eteronimie e tattiche di comunicazione-guerriglia, il tutto applicato alla letteratura e, pi in generale, finalizzato a raccontare storie (qualunque sia il linguaggio o il supporto: romanzi, sceneggiature, reportage per organi d'informazione, concept per videogiochi o giochi da tavolo eccetera) o curare/lanciare storie scritte da altri (editing, talent scouting, consulenze editoriali, traduzioni da e in diverse lingue).

Come nei mesi che seguirono l'uscita di Q, la nostra linea di condotta sara': "Essere presenti, ma non apparire: trasparenza di fronte ai lettori, opacita' verso i media". Tale comportamento e' molto diverso dal non-concedersi di Thomas Pynchon o di J. D. Salinger: Wu Ming si "sporca le mani" con le attivita' promozionali (interviste, presentazioni pubbliche di libri), a condizione che cio' non degeneri nel tedioso culto del "personaggio" (servizi fotografici, comparsate in Tv, gossip). A ogni richiesta di posare per riprese o fotografie, Wu Ming opporra' un cortese rifiuto e chiedera' invece la messa in onda o pubblicazione del proprio logo ufficiale, composto dai due relativi ideogrammi.
La scelta di un nome cinese e' dovuta anche alla convinzione che il futuro della comunita' umana dipenda in larga misura da cio' che succedera' e sta succedendo sul versante del Pacifico. Nessuna coscienza ecologico-sociale, nessuna critica pratica degli squilibri esistenti tra sovrappopolazione, controllo delle risorse e razzia capitalistica puo' oggi prescindere dalla creazione di ponti culturali con l'estremo Oriente, e in particolare con la Cina continentale: e' la' che si gioca quasi tutto, tanto in termini di catastrofe globale (umana,
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