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questa comunita' loista, perche' i presupposti c'erano tutti.
Dopo Mnster il nostro protagonista finisce con gli Armati della spada, che sono un gruppo prototerrorista, le cui pratiche, per chi le legge sono sinistramente simili a quelle che abbiamo conosciuto in Italia con il partito guerriglia di Senzani, questa costola delle Brigate rosse che a un certo punto diventa una scheggia impazzita; o in Peru' con Sendero Luminoso. Sono dinamiche di fughe in avanti che pero' non sono fughe in avanti, sono fughe verso il nulla, verso la follia.
Dopo la fine dell'esperienza loista per mano dell'Inquisizione, il nostro protagonista finisce nella cosidetta risacca, quella che in Italia si definisce "il Riflusso", la riscoperta del privato; e lo ritroviamo a Basilea, dove ha rinunciato a qualunque ipotesi di riprendere la lotta, pero' vede in questo commercio clandestino o semiclandestino di libri (alcuni dei quali messi all'Indice) un'occasione per seminare zizzania, spargere dissenso e anche per consumare una sua vendetta privata. Qui abbiamo un riecheggiare di pratiche nostre, del Luther Blissett Project: la deriva identitaria, l'uso dei falsi, la costruzione di un personaggio virtuale, che e' Tiziano, che in realta' abbiamo trovato nelle cronache. Queste cose sono state scoperte da Prosperi e Ginzburg nello studiare lo stranissimo caso del Beneficio di Cristo, un libro in realta' assolutamente innocuo, che dava una visione annacquata del calvinismo a uso dei cattolici pi aperti, e che tutto a un tratto conosce un vero e proprio processo di semiosi infinita, di deriva ermeneutica, per cui dentro ci si vede di tutto, un po' come si vede di tutto in Q, anche robe cui noi non avevamo pensato. Del resto su questo i decostruzionisti hanno ragione: una volta terminato, il testo non appartiene pi all'autore. Sicuramente Il Beneficio di Cristo non apparteneva pi a frate Benedetto Fontanini da Mantova, perche' a un certo punto ha iniziato ad avere interpretazioni di stampo anabattista, assolutamente campate in aria. E quindi e' un vero e proprio mistero la storia della distribuzione di questo libro, la circolazione, l'influenza che ha avuto. Carafa l'ha fatto circolare volontariamente in modo da usarlo come strumento di ricatto? e' la conclusione a cui siamo arrivati leggendo gli strani giri che ha fatto il libro.
Anche il fatto che nella confessione di Pietro Manelfi manca quella famosa pagina che noi abbiamo cercato di ricostruire. e' un esempio di mitopoiesi, appunto di produzione di mito, che, questo si', rimanda volontariamente a quello che e' stata una pratica nostra nel Luther Blissett Project: l'uso dei miti, delle leggende metropolitane, della reputazione infinitamente ricostruibile e decostruibile di un personaggio immaginario che pero' compie azioni vere, quindi l'astratto che produce il concreto. Questa e' forse l'unica cosa che abbiamo messo dentro intenzionalmente. Per il resto di intenzionale ci sono alcuni personaggi di Mnster che sono caricature di persone che conosciamo: Frate Pioppo nella terza parte e' un nostro amico, un poeta che si chiama Alberto Rizzi, che compare anche come carabiniere in Asce di guerra e in tutti i nostri romanzi; in 54 e' un poeta irredentista triestino. In realta' per noi infilare riferimenti a persone che conosciamo e a cose che abbiamo fatto noi e' stato un divertissement e l'approccio non e' stato sistematico, non c'era un piano, come invece molti hanno pensato. L'ultima frase del romanzo era anche una strizzata d'occhio, per dire: in questo libro verra' vista molta intenzionalita'; in realta' "Non si prosegua l'azione secondo un piano" significa: questo libro trasformatelo pure in una cassetta degli attrezzi, vedete un po' voi cosa ci trovate dentro senza approcci prestabiliti.
D Le chiavi di lettura non sono intenzionalmente date, pero' il romanzo nasce anche dall'esperienza e dalle azioni politiche che avete fatto a Bologna, come Luther Blissett prima e dall'uscita di Q come Wu Ming. Raccontami della posizione di 
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