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della rivolta narrata: nella prima parte, con la rivolta dei contadini a Frankenhausen abbiamo ad esempio l'invenzione del volantino; poi a Mnster troviamo lo spettacolo; ad Anversa, con la truffa ai danni dei banchieri Fugger, abbiamo la conoscenza dei rapporti economici di potere; fino ad arrivare al libro Il Beneficio di Cristo, attorno alla cui diffusione e circolazione si costruisce la pratica sovversiva. La struttura del libro racconta anche la storia della sua produzione, della vostra prassi politica e dei vostri rapporti con il movimento italiano. Vorrei che mi raccontassi questa storia...
WM1 Va precisato che Q e' stato scritto tra il 1995 e il 1998, quindi prima delle Tute bianche e del movimento "antiglobalizzazione". Tutta questa allegoria sul movimento riscontrata dentro il romanzo in realta' e' un effetto di prospettiva, per il fatto che il romanzo e' uscito pochi mesi prima della battaglia di Seattle e quindi chi lo leggeva era calato all'interno di quel tipo di realta' e della sensazione provocata dall'irruzione del movimento sul palcoscenico pubblico. Chi leggeva ha trovato dentro il romanzo riferimenti che gli sembravano diretti e che in realta' diretti non sono. L si racconta una stagione di rivolte. Di fatto ogni stagione di rivolte riecheggia tutte quelle precedenti e successive. La nostra idea della narrazione storica consiste nell'isolare istanti precisi in cui tutto sembra possibile ed esaminare a trecentosessanta gradi questo infinito arco di possibilita'.
In quei trent'anni, dal 1524 (l'inizio della guerra dei contadini) al 1555 (la pace di Augusta tra protestanti e cattolici) sono state sperimentate praticamente tutte le strade della trasformazione sociale. Ogni tipo di strategia e di tattica e' stata messa in campo e noi abbiamo voluto farle attraversare tutte dal protagonista. Questo protagonista e' una specie di sintesi di diversi personaggi storici trovati nelle cronache, infatti gran parte delle personalita' che assume sono personaggi realmente esistiti. L'arbitrarieta' della scelta stava nel fingere che tutti quei nomi che trovavamo fossero la stessa persona che cambiava identita'. Cosa che pero' non era infrequente all'epoca, perche' non esisteva alcun modo di verificare l'identita', non esistevano la fotografia e i documenti personali. Lo stesso Eloi, l'animatore della comunita' protohippy di Anversa dell'epoca, usava altri nomi e altri usavano il suo nome in modo da confondere l'Inquisizione.
La cosa interessante di quei trent'anni e' che, nonostante fosse il primo tentativo di rivoluzione moderna, conteneva gia' in se' tutto quello che sarebbe successo in seguito, ogni tipo di tentativo, dalla parola d'ordine di Mao delle "campagne che devono circondare le citta'", molto mntzeriana, all'emergere di un nuovo legame sociale, quindi della figura del proletario. In alcune citta' conquistate dai contadini si e' cercata una comunione di beni simile a quella teorizzata qualche secolo dopo dai primi pensatori socialisti utopisti: Fourier, Owen, Saint Simon. Poi c'e' il tentativo leninista, il putsch a Mnster la cui degenerazione riecheggia la Cambogia di Pol Pot, uno stalinismo portato alle sue estreme conseguenze fino a diventare una specie di Armageddon, lo scontro tra la mentalita' borghese e la moralita' proletaria. Poi c'e' la via pi interessante, e credo si capisca leggendo il romanzo che secondo noi quello e' il momento piu' alto, anche di teorizzazione della pratica antagonista del conflitto, che e' quella di Eloi ad Anversa, che riesce a costruire un legame comunitario molto forte, e ha la comprensione pi avanzata delle dinamiche sociali ed economiche dell'epoca. Non a caso abbiamo fatto dire a lui delle cose contenute nel I Libro di Il Capitale di Marx. Era molto avanzato il suo discorso sul convertire i ricchi mercanti in modo da fargli sciogliere i cordoni della borsa. La truffa ai Fugger l'abbiamo in realta' inventata noi, ma non e' inverosimile che questo tipo di idee fossero balenate nella testa di
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