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avviene giorno dopo giorno e da' la misura delle difficolta', forse anche dell'impossibilita' di pensare un futuro che non meni alla catastrofe finale.
Questa preoccupazione centrata sulla fine dei tempi (e, dall'Ottocento in poi, sul rapporto eventuale che potesse intrattenere con l'altra categoria chiave, quella di progresso) percorre la cultura occidentale almeno da Giovanni di Patmos. e' solo apparentemente straniante il fatto che immaginari di tipo religioso rendano ragione del clima di questi ultimi giorni dell'Impero ben pi delle analisi o delle previsioni strettamente scientifiche. Sicut erat in principio... Improvvisamente la retorica rastafariana suona pi pregnante e pi attuale di pagine e pagine di dotta saggistica. La percezione che Babilonia cadra', gravata dal peso dell'ingiustizia e del dolore di cui si nutre, e che cadra' con uno schianto, una deflagrazione, con molte lacrime e stridore di denti, attraversa il corpo sociale dell'occidente industrializzato, e' patrimonio non pi di visionari, di catastrofisti, di autori di fantascienza o di rastamen. Diviene il fondo di ogni gesto quotidiano, il sottaciuto di ogni resoconto mediatico, il sottofondo silente e mostruso dei discorsi che attraversano il presente, futili o "importanti" che siano. Non e' un caso: la fantascienza che ha segnato gli ultimi decenni si e' occupata assai spesso di catastrofi e dopocatastrofi. Non e' un caso: uno dei pi grandi autori del secolo, Philip K. Dick, e' attraversato in maniera continua, ossessiva, da una tensione escatologica che interroga il presente, attraverso lo specchio deformante dei futuri ipotetici, sugli ultimi giorni dell'umanita'. Non e' un caso: la singolarita' che scrive, portavoce del collettivo noto come Wu Ming, scrive principalmente fantascienza. Scrive a ragion veduta; veduta nel senso che darebbe al termine uno sciamano di ritorno dal mondo degli spiriti. Futilita' e Visione. e' l'ossessione per i particolari che altri ritengono ininfluenti che definisce esteticamente uno stile; e' la capacita' di vedere mondi possibili a definire l'appartenenza all'uno o all'altro campo politico. Etica ed estetica collidono. Il futuro e' la punta affilata del pensiero di fronte al mare della non-consapevolezza: un modo per cercare di redigere nuove mappe, e affidabili, per sostituire l'hic sunt leones con...

Dal sito http://wwu,.wumingfoundation.com/, sezione Outtakes.




Bukkake
Wu Ming 5

Scrivo per bisogno. Non che mi interessi passare per artista. Il concetto risulterebbe ambiguo, e invece il bisogno e' cio' che spinge verso la tecnica, verso gli innumerevoli artifici tesi alla sopravvivenza. Nulla di ambiguo, come vedete. Scrivo, per far cadere la pioggia. Scrivo per bandire le guerre. e' la vita, secondo me, il sacrificio fondamentale. Non la morte. E l'arte popolare e' la forma pi alta di sacrificio, perche' riafferma la vita. Parole per scacciare i fantasmi, per riempire il ventre, per dichiarare senza paura cio' che si ama e si odia.
Havana Glam e' un romanzo politico? Certo. Romanzo che trasuda odio & amore. Al di fuori delle polarita' la politica, semplicemente, non e' possibile. L'equanimita' appartiene al radioso domani. Non all'oggi e alle sue tristi miserie, o esaltazioni, vittorie o maledette sconfitte. Nel 1967 Archie Shepp, nelle note di copertina del suo Mama Too Tight (Impulse), lamentava la defezione degli artisti dalla comunita'. Archie e' sempre stato il pi politico degli uomini del free. La sua non-forma free non escludeva nulla della tradizione nera. Per questo Archie affrontava volentieri riff R&B e tempi soul: perche' il suo free jazz apparteneva alla gente e al ghetto. Alla moltitudine, diremmo oggi.
Havana Glam vive della moltitudine. Ampio respiro, scenari vasti, la retorica del Grande Paese, dell'uomo contro la natura, la poesia delle periferie degradate, personaggi impegnati in un payback archetipico, spinti dalle pulsioni fondamentali della specie: avidita', odio, amore, fede politica.
Wu Ming non
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