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in Germania si fara' qualche anno. Il motivo rimase sfuggente. Una persona, che per sua stessa ammissione era un ignorante totale, ora parla cinque lingue. Chi dice che il carcere non serva a qualcosa. Una vita incredibile non puo' essere raccontata in poche righe, magari ci potrete scrivere un altro romanzo, chissa'. Un uomo come Vitaliano, con una fede assoluta, immaginate che questo villaggio greco (diciassette abitanti di inverno e un duecento d'estate) aveva una sezione del Partito comunista greco (Kke) organizzatissima, con riunioni settimanali e ovviamente lui era il segretario. Inutile che tenti di riprodurvi l'atmosfera dei suoi racconti, non sono bravo con le parole, ma sicuramente anche a voi sara' capitato, ascoltando Vitaliano, di sentire un brivido freddo dietro la schiena, di sentire un'emozione forte che va dritto al cuore e che subito dopo ti riscalda. Cavolo, appena finita la presentazione mi sarebbe piaciuto dire tante cose, parlare con lui, ma un po' la timidezza, un po' la paura di dire banalita' mi hanno fatto tacere ma almeno la mano gliel'ho stretta. Complimenti e continuate cos, la Storia non si puo' far tacere e che sia ora o tra dieci o venti o trenta anni prima o poi verranno fuori anche queste storie. Seppellite e scomode per coloro che finora ci hanno governato e che purtroppo continueranno a governarci.
Ciao a tutti.

D. E.

"Giap", n. 28 cit.




Havana Glam

La ridondanza e' un fenomeno linguistico che nella maggioranza dei casi, contro l'opinione corrente, non agisce come uno "sperpero" economico-linguistico; al contrario, agisce come un consumo addizionale di energia, necessario alla comunicazione effettiva. Nella desinenza dei verbi ("sono") esiste una indicazione della persona ("io"), da cui risulta soverchio il dire: "Io sono". Nondimeno, nelle lingue neolatine, "sono" e "io sono" non esprimono la stessa forza di comunicazione. Il consumo addizionale ha un senso espressivo.

LUDOVICO SILVA, Lo stile letterario di Mari.



Novosibirsk brucia
Wu Ming 5

Cos scrivo del paradiso,
fumo per la scena,
voglio portare tutti
diritti al sogno.
JACK KEROUAC, Mexico City Blues,
centonovantaseiesima strofa.

La maggior parte dei segreti e' nota, ma non viene rivelata.
'ABD AL-QADIR AL-JILANI, Sirr al-Asrar.

Il passato e' un bidone d'alluminio. Metallo d'elezione nell'estetica della nazione in guerra contro il mostro di Frankenstein, questa volta dotato di libro sacro e turbante. Bidone che arrostisce al sole, sul retro del Presente - il presente della cronaca e' un fast food affollato di camionisti in T-shirt con bandiera Usa. La pesantezza del contenuto - fatti, eventi, oggetti, storie, traiettorie - sembra rendere stabile il contenitore. Basta un calcio ben assestato, in realta', per rovesciare tutto sull'asfalto dell'essere. Quale differenza esisterebbe allora tra gli oggetti del passato e quelli del futuro? Non sono mai stato sicuro che la freccia del tempo seguisse una direzione univoca. Nel nostro concetto di tempo c'e' molto di convenzionale, troppo di numerico.
Pieno zeppo di cose, il bidone. Alcune a me care (immagina, hypocrite lecteur, un'espressione da giovane fottuto letterato italiano mentre parla di issues di vitale importanza come la qualita' della lana che la nonna usava per fare i maglioni). Cose come: chitarre Vox, chelsea boots, capelloni sul Sunset Strip, 1966; pedali fuzz e minigonne in acrilico; scooter cromati abbandonati ad arrugginire su uno dei mari meno salmastri del mondo, presso Brighton; divinita' hindu, Shiva e Devi, Ganesh e Hanuman, giacche con frange, montoni afghani; lampade mathmos, The Standells: Dirty Water; i Byrds: Turn, Turn, Turn; Ginsberg, Remo Remotti e Kerouac, e infinite lattine e bottiglie di birra, piante magiche, piante psicotrope, sostanze benigne e maligne, un poster di Muhammad Ali; Malcolm X, Eldridge Cleaver, Huey P. Newton, Angela Davis, My Favorite Things e Attica Blues, e i Count Five: Psychotic Reaction, i Seeds: You're Pushin' Too Hard, e 
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