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uccidere, [se] ne ammette l'adozione. Se ti freddo con un colpo in testa, va bene, il resto e' sadismo... e' come dire: io non sono razzista, pero'...
Gli uomini agiscono orientando razionalmente le proprie azioni, diceva pi o meno Weber, poi distingueva i vari sensi dell'agire razionale in base agli scopi da perseguire. Poi sono venuti degli altri che hanno detto, caro Weber, gli uomini credono di orientare le loro azioni razionalmente, in realta' essi sono spinti ad agire in un certo modo da un sistema che li obbliga e determina (Carletto Marx, pi o meno), poi sono arrivati degli altri ancora che hanno detto, caro Weber e caro Carletto, gli uomini hanno relazioni tra loro e tra loro e il sistema, le loro azioni scaturiscono da un continuo scambio simbolico tra le varie parti che compongono la societa' eccetera.
In altri termini: non esiste un metodo per capire come agiscano gli uomini, perche' e quando, dunque bisognerebbe fare in modo da limitare i danni il pi possibile, eliminare tutto cio' che puo' comportare certi atteggiamenti o comportamenti, modificare lo status quo, riportare il giudizio sulle cose e sugli uomini da un'altra parte che non sia quella del denaro: ovvero, smettere di considerare tutto in base alla sua redditivita', esistono altri parametri. Insomma: non lo so, sono almeno dodici anni che sto pensando a come cambiare il mondo, ma ancora non ho trovato soluzioni. Grazie dell'attenzione e della pazienza.

Fabio G.

"Giap", n. 30/ter, Ancora opinioni su Vitaliano,
la violenza politica eccetera, 28 febbraio 2001.



Una storia "resuscitata"
Dopo la presentazione di Asce di guerra alla libreria Tra le righe di Pisa

Sono appena rientrato a casa dopo aver assistito a una vostra presentazione, per essere precisi a Pisa. E stata un'esperienza densa di emozione soprattutto per la presenza di Vitaliano. Era incredibile, avevo davanti ai miei occhi un uomo che aveva vissuto per un ideale, un uomo che ha smosso montagne per questo ideale. Un indelebile filo rosso mi lega a lui, e a quelli come lui che hanno lottato e hanno tentato di far trionfare un mondo pi giusto. Forse un sogno ingenuo, ma cos'e' un uomo senza sogni? Scusate se mi faccio prendere la mano e doppie scuse per il mio italiano approssimativo. La memoria storica, se viene intralciata, filtrata dagli organi ufficiali e dal politically correct, non puo' essere bloccata dal colloquio diretto, dal conoscere queste memorie viventi di un periodo oscuro e strano, ma non voglio dilungarmi pi di tanto. Quello che tengo a raccontarvi e' la storia di un'altra di queste memorie. Avevo tredici anni pi o meno e mi trovavo in Grecia in vacanza con i miei, precisamente a Cefalonia. Ero nel giardino dell'amico che ci ospitava (ex partigiano greco che tra l'altro aveva salvato, insieme a tanti altri greci, molti soldati italiani della divisione sterminata dai tedeschi proprio l) e leggevo, guarda caso, Per chi suona la campana (mio nonno era un operaio comunista, mio padre anche, quindi per me era quasi una lettura obbligatoria), quando, passando di l, una persona si ferma sulla strada e in italiano mi dice che sto leggendo proprio un bel libro. Mio padre l presente inizia a chiacchierare con questa persona. Lo conosciamo un po' meglio e in breve diventiamo buoni amici. Ci frequenteremo pi o meno per tre anni. La sua e' una storia incredibile. Gherasimos, questo e' il suo nome, ha speso una vita a combattere i fascismi. A diciassette anni insieme a uno zio parte per la Spagna, fa appena in tempo a tornare a casa sua in Grecia che gli tocca la guerra partigiana prima e quella civile dopo, sempre nelle file comuniste. Catturato dagli inglesi, si fa un po' di anni di prigione in Libia tutto a spese di sua maesta' britannica. Appena fuori si trasferisce in Francia dove, insieme ad altri, minano le navi che riforniscono i francesi in Indocina. Catturato, si fa svariati anni di prigione in Francia, dopodiche' il racconto della sua vita si fa pi nebuloso e ricordo solo che anche
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