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politiche. Asce di guerra, essendo una storia vera e' condannata a essere una storia "impolitica" da cui difficilissimo e' il trarre una verita' storica. La coerenza e' nei personaggi, non nella trama.
Per quanto riguarda il dibattito moderno sul "comunismo"... be', rileggetevi (tutti) L'homme revolte' di Albert Camus. Scriveva nel 1950 e non ho trovato ancora nessuna risposta pi moderna. E lasciate perdere i nuovi filosofi, che non sono ne' nuovi, ne' tantomeno filosofi. E per finire... Diffido chiunque dal darmi del borghese solo perche' le rate dei miei debiti superano di pi lunghezze uno stipendio normale. La Ghigliottina e' pronta... Vive la Re'publique (come diceva De Sade: "Francesi, ancora uno sforzo per essere repubblicani").

Sbancor

"Giap", n. 30/ter, Ancora opinioni su Vitaliano,
la violenza politica eccetera, 28 febbraio 2001.

* * *

Premessa storica: il giorno in cui e' uscito Adg l'ho comprato e tre giorni dopo l'ho finito. il motivo x cui ho acquistato il libro e' stato Q.
Giudizio: Adg mi e' parso angosciante, agghiacciante, commovente, talvolta spudoratamente ammiccante, in complesso privo dell'impianto epico di Q, ma forse non era neppure nell'intento degli scrittori. Mi e' servito. A ricordare - ho ventotto anni, la Storia "imparata" a scuola l'avevo scordata o non l'avevo neanche mai letta... - mi e' servito a chiarirmi qualche passaggio politico.
Io non ho fatto il servizio militare, svengo solo se vedo in lontananza un'arma, odio a prescindere sbirri, militari, e gente in uniforme, mi viene da vomitare se vedo qualcuno picchiare qualcun altro, e tutte le altre palle che accadono a un coniglio-fifone-cacasotto-pacifista-incazzoso come me. Quello che voglio dire e' che non ho esperienza sul campo della violenza, istituzionalizzata come la guerra o perseguita come il ladrocinio, l'omicidio, e tutto quello che accade in "tempo di pace".
Ho detto - in quest'ultima frase - varie cose su cui varrebbe la pena riflettere: "violenza istituzionalizzata", cioe' a dire che le azioni criminose sono consentite da quello che si considera sociologicamente essere una parte del binomio che e' alla base del sistema sociale a capitalismo avanzato: lo Stato (l'altra parte del binomio e': il Mercato). In altre parole: lo Stato conferisce un Senso positivo - ammette cioe' le azioni dei soggetti che le compiono - a omicidio, ladrocinio, rapimento eccetera, quando c'e' una guerra in corso, ovvero quando due o pi nazioni - puah! - se le stanno dando di santa ragione per ottenere una superiorita' politico-economica sull'altra/e.
Poi ho detto: "Tempo di pace", cioe' un'epoca storica in cui tutte le nazioni vivono armoniosamente, le persone si spostano liberamente da nazione a nazione senza impedimenti particolari, le fabbriche di armi sono ovviamente dismesse o convertite alla religione capitalista eccetera. In questa situazione storica, l'omicidio, il ladrocinio, il rapimento eccetera hanno da parte dello Stato un Senso negativo: esso nega le azioni dei soggetti che le compiono attraverso il meccanismo della punizione legalmente conferita. Se rubi la mela, ti sbatto in galera. Azione negata, punizione conferita dall'istituto statale grazie all'intervento delle varie polizie. Ora: e' evidente che sta tutto nel senso che si conferisce alle azioni e soprattutto alle cose; ovvero, quando vado alla Coop e per pagare utilizzo per esempio mille lire che sono uscite dal circuito monetario, la cassiera mi dice: non posso accettare quel denaro, mi dispiace, non vale pi... e' carta straccia. Ha perso cioe' il suo senso, quel denaro - inteso come mezzo di comunicazione generalizzato - non dice pi niente.
Allo stesso modo: dare la morte con un colpo, o con venti, tagliare i coglioni a un quindicenne o freddarlo con un colpo di pistola, impalare una quattordicenne o tagliarle di netto la gola, fare tutto questo non deve avere comunque un senso. Se [si] conferisce senso, ovvero istituzionalizza un'azione compiuta da uno o pi soggetti, all'atto di
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