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sincero fin che si vuole, ma destinato nel migliore dei casi alla sconfitta e nel peggiore alla tragedia? Abbiamo gia' dato, da questo punto di vista. Turarsi il naso, dite. Certo, votare oggi e' un turarsi il naso, ma lo e' anche perche' non si e' fatto quasi niente per impedirlo, e si e' lasciato che tutta un'area di antagonismo finisse o nel non voto o attratta da Rifondazione comunista che forse e' pi un ostacolo che altro alla presa di coscienza politica di una generazione [...].
Sappiamo della legge bavaglio a Internet; forse chi non lavora, beato lui, ascoltando le sedute parlamentari non sa che la settimana scorsa l'unico articolo della legge sulla navigazione che non e' passato (perche' mancavano i deputati della maggioranza) e' quello che riteneva responsabili le multinazionali del petrolio in caso di disastro ambientale causato da una carretta del mare noleggiata per risparmiare due lire marce. I deputati della maggioranza non c'erano, non abbastanza. Fate voi. E allora andare oltre il Novecento forse vuol dire andare oltre i paletti posti da una malintesa idea di sinistra, liberare la mente dai Revelli, dai Bertinotti, dai dibattiti sul comunismo e appunto, come avete scritto, battersi per obbiettivi concreti, anche perche' questo aiuterebbe a capire davvero chi c'e' e chi non c'e': il reddito di cittadinanza chi e' che lo vuole? La Cgil no, per fare un esempio. E sulla droga? Sull'immigrazione? Tutto viene dimenticato, in nome di un antifascismo a volte giusto e meritorio, a volte strumentale.

Giovanni Francesio

Addendo a "Giap", n. 28, 6 giugno 2001.

* * *

Fatemi intervenire. Mi sembra che la discussione intorno ad Asce di guerra stia degenerando. Con tutti i rischi del caso. Insomma che il giudizio storico sulla Resistenza e sul comunismo reale passi per un romanzo o anche per la storia personale di Vitaliano mi sembra davvero troppo. O non capisco niente di letteratura o non capisco niente di politica. "O il mio orologio e' rotto, oppure quest'uomo e' morto", diceva Marx (Groucho). Puo' darsi. Ma vorrei che voi provaste a immaginare a quale delirio storico si metterebbe mano se tutte le tragedie del secolo fossero narrate dai protagonisti.
Un ufficiale cattolico polacco e antisemita che racconta le fosse di Katyn a un ebreo comunista sopravvissuto al ghetto di Varsavia, che a sua volta ha partecipato al socialismo del Kibbutz e alla prima guerra arabo-israeliana il quale incontra a sua volta un ex tenente nazista che, reduce dal massacro di Varsavia, e in cristallina coerenza, addestra truppe siriane e organizza i primi nuclei di Al Fatah, insegnandogli a sparare agli ebrei con mitra russi. Portati in Israele da un Monsignore grazie a manovre di gerarchie cattoliche.
La storia del Novecento e' la storia dei movimenti e delle idee tradite. e' il nihilismo. Nel secolo di Hiroshima non ci sono innocenti. Neanche le vittime.
Cio' che invece spiega Vitaliano e' una verita' assai piu' semplice e assai pi poetica. E che nel Novecento le rivoluzioni che vincono tradiscono le rivolte che le avevano generate.
E le ragioni della rivolta non sono di ordine politico: se Togliatti non avesse inventato il togliattismo i comunisti italiani sarebbero stati annientati, come avvenne in Grecia, col silenzio-assenso sovietico, e quindi il primo traditore della Resistenza italiana e' chi ha sottoscritto Yalta. Ora gli ex comunisti italiani si sono annientati di noia e suicidati da soli. Prima la rivoluzione era impossibile senza i sovietici, poi e' divenuta impossibile perche' c'erano i sovietici. Adesso e' impossibile dire di no agli americani quando seminano uranio "impoverito" fra Paesi gia' poveri per conto loro.
Il partito degli "impossibilisti" rende ormai impossibile anche votarli. Evidentemente era inevitabile.
Insomma mi sembra che Adg non sia poi molto diverso da Q. Solo che Q era un romanzo "storico" con personaggi di fantasia. E quindi, come tutte le opere della fantasia aveva una assoluta coerenza storica e logiche conclusioni
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