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nostri
Wu Ming

Chi ci conosce sa che non ci siamo mai stracciati le vesti sbraitando contro i "revisionismi", ne' abbiamo mai presidiato i mausolei della Memoria storica. Il passato va rimesso in gioco, costantemente, radicalmente. Non si puo' che essere revisionisti, nel senso che bisogna ri-vedere, adottare nuovi sguardi, giocare d'anticipo.
Siamo una "stecca" nel coro di proteste indignate contro Storace e la sua proposta da Minculpop, ma e' il coro che stona, non noi(18).
Questa querelle e' solo la pi recente conseguenza di gravi errori della sinistra, in particolare di quella istituzionale, togliattiana, il filone della realpolitik che va dal Pci ai Ds.
Per decenni ci e' stata proposta una stucchevole oleografia, "pedagogia resistenziale" fondata sull'edulcorazione, rimozione degli aspetti pi controversi della guerra partigiana a vantaggio di una rappresentazione patriottica-frontista sciapa come il testo di Bella ciao (c'erano canzoni partigiane molto pi forti e belle, da Pieta' l'e' morta alla Badoglieide).
Nel 1990 le facolta' occupate pullulavano di superficiali cultori di una non-violenza a-storica, trascendentale; ebbene, a volte capitava di sentirli cantare Bella ciao, e se gli facevi notare che i partigiani erano armati, sparavano, condannavano a morte, ecco che gli sguardi si spegnevano. La Resistenza era diventata uno dei tanti elementi di un'identita' di sinistra fai-da-te, annacquata, buonista, tipo foto del "Che" Guevara incollata su una pagina della Smemoranda (il Che era un guerriero coriaceo e spietato, altro che non-violenza!)
In questa ricostruzione sembra quasi che i partigiani non sparassero, non fucilassero, non spargessero sangue ne' toccasse loro rimestare nelle interiora umane. Effetto boomerang: l'edulcorazione fa il gioco dell'avversario, che non fatica a rovesciarla in demonizzazione. La destra propone come oggetto di scandalo il fatto che i partigiani... uccidessero. Bella scoperta!
Eppure e' una scoperta, o perlomeno una riscoperta. Le foibe, le esecuzioni sommarie di Moranino, il "Triangolo della morte"... Tutte cose perfettamente comprensibili, una volta inserite nel contesto di uno scontro violentissimo, guerra civile fatta di torture e rappresaglie, dove ci si doveva difendere da spie e infiltrati e c'era poco tempo per il "garantismo". "Nel dubbio sopprimete". Una cosa tanto all'ordine del giorno che tocca farla anche al partigiano Johnny (di cui molti parlano bene senza aver letto il libro).
Certo, ci andarono di mezzo anche degli innocenti, perche' l'odio puo' farti volare col pilota automatico e la guerra (qualsiasi guerra) non fa sconti a nessuno. Questo non autorizza gli eredi delle Brigate nere - che il pilota automatico non lo staccarono mai - a farci discorsi ex cathedra.
[N. B. I suddetti innocenti non erano mica tutti anticomunisti: c'erano anche un trotzkista (Pietro Tresso) e qualcuno della Sinistra comunista. Ci furono (per fortuna pochi) episodi di "fratricidio", come nella Guerra civile spagnola. Ma questi, per dirla con Vitaliano Ravagli, "son poi cazzi nostri"].
Le foibe, poi... guai a narrare gli antefatti, senno' diverrebbe comprensibile la reazione degli sloveni dopo angherie, espropriazioni di terre, rastrellamenti, persecuzioni razziste da parte del regime d'occupazione italiano che li considerava uentermenschen, subumani.
Quanti libri sulla guerra partigiana fanno davvero sentire il tanfo di morte e di merda, vermi che rimestano nelle piaghe aperte, esalazioni di viscere putrefatte?
e' colpa della sinistra storica, delle eccessive cautele consociative del Partito "di lotta e di governo", se tutto questo non e' senso comune: l'uso della violenza andava spiegato, se non sempre rivendicato, con chiarezza e decisione, anche per quel che riguarda gli episodi "equivoci". Se rimuovi parti della tua storia, sara' il nemico a impadronirsene per riscriverla in toto. Se improvvisi a vanvera sul tema della "riconciliazione" e sulle "ragioni" di chi stava dall'altra parte, con SS e
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