<A HREF="antologiap070"><</A>
Bravi, ci siete riusciti proprio bene!)
E Lot lascia la posizione vetero-radicale, fa i soldi (perche' sempre fa bene tutto nella sua vita: il chierichetto, lo studente di Filosofia, il capitano del popolo...) e invecchia, mentre il Piano va avanti con una chirurgica repressione di innocui iguali. Il ciclo riprende ma in toni minori: delusione, fuga, voglia di gettare la tonaca alle ortiche. I soldi e l'eta' attutiscono tutto (l'ho provato anch'io). E via di salotto in salotto (siamo nell'Italia degli anni Novanta).
Ed e' la Terza Fase.
Ma e' la "curiosita' di sapere come andra' a finire e non i guadagni, la guerra o le donne" che spingono l'imborghesito protagonista a rischiare di nuovo per conoscere il finale (che poi non c'e', voi e io lo sappiano, lui ancora no). Parole del grassottello Perna che gli fanno balenare davanti il poter incidere nel reale nuovamente, e che reale! La dimensione e' da Consiglio di amministrazione della Microsoft-Inquisizione, cambiare il cammino della Storia (lo avete anche voi sperato/creduto come me, a volte). E per questo di nuovo il fine giustifica i mezzi. Cos Tiziano regala, consapevole, futuri roghi a ignari ignoranti diseredati (ma lui sa cosa pagheranno...) Entra in clandestinita', mette su una copertura che sembrerebbe da pappone ma in realta' e' una societa' di mutuo soccorso di libere prostitute. Ed e' un altro successo. Su un piatto d'argento gli arriva l'amore di una donna affascinante, elegante, colta e ricca e misteriosa. Partecipa ai grandi giochi e perde proprio all'ultima mano. Ma non lo hanno vinto, e' libero, sano e con tutte le ossa (vecchie) al loro posto, libero di solcare il mare su una comoda nave ammiraglia insieme ai compagni e alla sua compagna. E che culo! Maremma bona! Poi tutto quel casino da Wittemberg per che cosa? Per finire in un caldo bagno turco con diseredati come servi suoi a esportare caffe', come un impresario qualunque; ma che si puo' permettere di far aspettare Solimano/i potenti. Elaborando le frustrazioni di una vita in una delega in bianco ai futuri che diserteranno, che proseguiranno la lotta, perche' non si prosegua l'azione secondo il piano. Il povero non sa che dal suo Cpu si passera' all'organizzazione per la liberazione dei delfini: ma che i colombiani e ruandesi si ammazzino questo e' secondario.
Ed e' la Quarta e Ultima fase.
Q merita una nota separata.
Q il celerino, che cresce, prende coscienza come in Gi la testa Rod Steiger. Inizia da Calabresi e finisce da Annarumma. Che si riscatta al finale con la nuova fedelta' regalata ai rivoltosi (anche se solo per stanchezza e dubbi generali, non per una scelta lucida di cambio di fronte), che gli regala un fuoco espiatore che lo purifica da tutti i peccati (un po' troppo cattolico-patetico, come l'inventore della bomba al neutrone poi leader del pacifismo). Forse Q meritava di pi. Donne pagate, un ideale in crisi, una vita considerata sprecata da lui. Ma aveva una colpa. Poteva scegliere se fare il carabiniere o lanciare molotov e ha sbagliato. Io lo promuovo con pi voti di Gert ben prima del suo rogo del purgatorio.
Da obiettore di coscienza per fede, gli imitatori di San Paolo sulla via di Damasco non mi hanno mai affascinato, il bello e il pi difficile e' farlo prima di aiutare il nemico. Al toscano del gruppo dico che e' meglio che a Gaiole (sono d'accordo, il Chianti senese e' il migliore) non sappiano chi e' chi gli ha dato del villaggio, nemmeno se nel 1500 lo accetterebbero. Occhio!
Il credente senza Dio, meglio senza metafisica, capisco che san Francesco lo attiri, e' ovvio, anche lui sogna una radicalita' pi radicale di quella a volte vissuta. Salva la ecclesia a volte, memore degli incontri fatti quando era lupetto. Distrugge storicamente e teologicamente i pensatori del coro, in linea con il Piano come Lutero e Calvino, e resta oramai membro della Chiesa terrena come la definiva La Pira.
Come avrete capito il vostro libro mi e' piaciuto molto, vi faccio i miei umili complimenti e lo raccomandero' a 
<A HREF="antologiap072">></A>