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si e' aperto sotto la pressione degli eventi, lo spazio politico europeo, per la prima volta, dal 15 febbraio, popolato dalla societa' civile continentale e non solo da banchieri e guardie di frontiera. Questo spazio va usato tutto, quasi fosse una terra nuova da scoprire e da percorrere da capo.
Ancora non basta. I governi bellicisti sono gia' in bilico. Tocchera' a noi dar loro la spinta definitiva. E questo vale anche per Bush junior, presidente grazie ad ambigui risultati elettorali e ancora presidente grazie all' 11 settembre. L'America non e' con lui. Dagli attivisti per la pace che vengono schiacciati dai bulldozer israeliani (Rachel Corrie, marzo 2003 a Rafah, striscia di Gaza) alle star strapagate di Hollywood, si respira solo disapprovazione per la sua linea di governo. Non c'e' un intellettuale americano che si sia fatto reclutare per la sua crociata.
Missili piovono su Baghdad, edifici in fiamme dietro gli occhi sbarrati di un'inviata mentre impazza la disinformazione di guerra. "Va tutto bene, va tutto bene, non si sente la puzza..." Ridanciani salotti bellici spandono melassa, arruolano ogni sorta di leccaculo, accreditano ogni balla preconfezionata. Tutto inutile, il mondo e' per strada, diserta la guerra catodica, va a incontrare i suoi simili nelle piazze, per pensare a qualcosa di meglio da fare, per trasformarsi nel pi grande medium di massa che la Storia dell'umanita' abbia conosciuto. Non in nostro nome, e nemmeno in quello del loro presunto dio blasfemo. Isolati, disperati, pericolosi, seduti sopra la gigantesca polveriera di una stolta volonta' di potenza. Con accanto solo una parrucchiera, poverina, costretta a un impossibile maquillage, e una telecamera cui fare smorfie dementi prima di annunciare l'attacco...
Com'era quel motto? "Voi G8, noi sei miliardi..."

20 marzo 2003.





Quinta parte
Da Frankenhausen a Palm Springs



Da Frankenhausen a Palm Springs, ovvero dalla battaglia descritta all'inizio di Q al luogo di residenza di Cary Grant, in cui scorre un frammento dell'intreccio di 54. Il titolo allude a un florilegio di interventi, note a margine, chiarimenti nel merito e sulla forma della produzione letteraria, scampoli di discussioni tra i Wu Ming e i giapster.
Gli scritti che seguono, inoltrati prevalentemente sulla newsletter, sono stati divisi in cinque sottosezioni, tre delle quali corrispondono ai romanzi collettivi e una ad Havana Glam. ucronia fantapolitica di Wu Ming 5, pubblicata nel 2001 per l'editore Fanucci. Una colta digressione sul turpiloquio scandisce il tempo del ragionamento circa lo stile di Q. Il significato dell'eterodossa militanza di Vitaliano Ravagli, coautore-protagonista di Asce di guerra, introduce i temi pi attuali del dibattito politico, mentre sulle note del jazz di Archic Shepp, "il pi politico degli uomini del free", procede una secca riflessione a proposito della politicita' di Havana Glam.
Da Frankenhausen a Palm Springs rappresenta la selezione di un invisibile e ipotetico apparato critico e paratestuale, idealmente posto a pie' di pagina.
Conversando di questioni tecnico-letterarie raccoglie ampi stralci dell'intervista-fiume rilasciata da Wu Ming 1 al giornale tedesco "Jungle World" e alla rivista "Arranca", cui si aggiunge il fitto scambio di vedute tra un giapster e Wu Ming 2 sulle procedure di scrittura collettiva. Per completezza di argomentazioni e molteplicita' di contenuti questi due testi forniscono una dettagliata summa dell'esperienza politico-letteraria dell'atelier Wu Ming.



Q

- Non c'e' niente di nuovo sotto il sole, - disse un vecchio Modo Di Dire.
- Accade in un'ora quel che accade in cent'anni, - ribatte' un Proverbio Ottimista.
Il povero Modo Di Dire, per la sorpresa, cadde in desuetudine e mor.
GIANNI RODARI, Favole minime.



Ne' con lo Stato ne' con le Br?

Sono sicuro che ve lo ricordate, giallo senza foto o simboli, austero come erano quei nostri anni di piombo. Ho terminato in una settimana Q, seppur lavorando molto qua
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