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rifugiati politici comunisti del 1949, all'invasione sovietica del 1968 e al crollo dei regimi stalinisti nel 1989. Nada mas.
Tra il 24 e il 27 settembre 2000 ho visto sfilare un corteo internazionale anticapitalista; i cingolati presidiare le strade; barricate in fiamme; elicotteri col faro direzionale "all'americana" che sorvolavano il centro in continuazione; ho visto utilizzare tutto, ma veramente tutto per costruire protezioni corporali e gommoni (la gommapiuma dei materassi da campeggio, cuscini, palloncini colorati, cartelli, pezzi di tenda); ho visto la prima fila di Tute bianche italiane avanzare contro la polizia, prima con i gommoni, poi a mani nude, o con pistole ad acqua e scudi ricavati dai coperchi della spazzatura; padovani dall'aria truce gridare "Democra'cia! Democra'cia!"; un tizio di Bophal venuto l da solo con il suo striscione personale; un uomo nudo in cima a un palo, con una banconota da un dollaro infilata sull'uccello e due nelle orecchie (l'ho rincontrato la sera: si era rivestito, ma aveva ancora le banconote nelle orecchie); don Vitaliano, parroco di Sant'Angelo a Scala (Av), davanti a tutti, sorridente e serafico alla facciaccia (di merda) di Pio Laghi, Biffi e tutti gli altri; un ragazzo con un cartello legato davanti a mo' di protezione improvvisata, con su scritto "Luther Blissett is here"; una signora sulla sessantina che mi ha chiesto se ero del "Resto del Carlino"; uno spagnolo con una bandiera rossa legata a mantello, incordonato con me, che mi ha chiesto se ero comunista; dei tizi di non so quale confessione, tutti vestiti di arancione dal turbante alle scarpe; un gruppo di turchi che tirava di scherma con la polizia (bastoni contro manganelli); Fabian Tompsett, un vecchio amico londinese che non vedevo da anni: un McDonald's completamente devastato; giovani cechi sbattuti contro le camionette e ammanettati, a poche centinaia di metri dal luogo in cui arse vivo Jan Palac; un ragazzo americano urlare al megafono: "La citta' e' nostra!"; e molto, molto altro ancora.

2. "Buoni" e "cattivi".

Ho chiesto a un basco che ha lavorato molti anni come operatore sociale in Brasile cosa ne pensava dell'enorme diversificazione del movimento post Seattle. Mi ha detto che anche durante la Guerra civile spagnola arrivarono brigate di volontari da tutti i Paesi e che la diversita' comporta dei problemi, ma non si puo' che vederla come una ricchezza: la globalizzazione capitalistica riguarda tutti, e' ovvio che ci si trovi in mezzo alla gente pi differente. Dai cristiani sociali agli Autonomen, dagli anarchici spagnoli ai freakettoni americani, dalle Tute bianche ai buddhisti, dai sindacalisti ai punk, dai pacifisti non-violenti ai lanciatori di molotov, dagli animalisti ai trotzkisti.
Credo che quel basco avesse ragione. Basta non dimenticare che la Guerra civile spagnola e' stata una sconfitta proprio perche' le diversita', in quell'occasione, divennero conflitto interno. Uno scenario che non e' possibile ignorare.
La battaglia di Praga e' stata una vittoria, e proprio per questo il governo ceco ne sta facendo pagare caro il prezzo agli ultimi manifestanti rimasti. Ma gli "stili" messi in campo sono stati di due tipi molto diversi. Non e' solo il manicheismo cui i media sembrano essere approdati da un po' di tempo a questa parte (distinguendo tra "buoni" e "cattivi") che mi fa dire cio'. La differenza e' stata lampante per chiunque fosse la'. Anche per questo e' stato importante dividere il corteo in tre tronconi, per assecondare gli stili e le pratiche differenti dei vari gruppi. Il black bloc che e' sfociato nella guerriglia urbana non ha rispettato l'accordo generale sottoscritto da tutti i partecipanti al coordinamento della protesta, ha scelto la via delle molotov e ne ha pagato le conseguenze. Resto convinto che nell'attuale contingenza storica sia una strada inutile e fondamentalmente controproducente, ma finche' i sostenitori dell'old style barricadero fanno i "loro" cortei, per i fatti loro, non ho niente da
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