<A HREF="antologiap039"><</A>
Costituzione, non i signori del potere, di ogni tempo, con i loro fondi "neri" e le loro dimore sfarzose, i loro parchi e le societa' di capitali, attorniati da ruffiani di cordata, che sono sempre pronti a osannarli, in attesa di ricevere l'agognata poltrona. Allora io andro' a Genova assieme alle decine di migliaia di giovani disoccupati, dei centri sociali e di altre organizzazioni democratiche, anche se certa stampa e troppe emittenti televisive ci hanno dipinti come feccia incivile e violenta, da reprimere con mano ferma. Chi verra' a reprimerci? Emilio Fede, forse, col suo lauto stipendio? No, non credo! Se cio' accadra' manderanno altri poveracci come noi a maltrattarci, e questo, ancora una volta, mi riempira' di tristezza. Ma stavolta sara' meno dolorosa rispetto al mio passato, perche' non dovro' combattere: mi limitero' a difendermi come potro' e, infine, a compatirli!
Andro' a protestare civilmente (senza armi d'offesa) anche per loro, sperando che avvertano il sentimento di fratellanza nei nostri sguardi, che ci deve unire, non dividere come nel passato, poiche', sebbene lo ignorino, noi stiamo lottando anche per il loro futuro e per quello dei loro figli.
Se la mano del nuovo potere risultasse violenta come quella di un tempo (che ho conosciuto bene), allora per il vecchio combattente "Gap" sara' un bel giorno per incitare quanti vorranno seguirmi. Poiche' saro' fra i primi ad avanzare a mani nude verso i nuovi "tutori dell'ordine", urlando con tutta la voce che avro' in corpo: - Avanti, hanno pi paura di noi! Hanno la forza, non la ragione! Avanti Tute bianche, dio boia, avanti!

Il vostro fedele Gap,

Vitaliano Ravagli
vitaliano_ravagli@hotmail.com




Coda
Lettera data in Genova, il giorno 28 di luglio 2001

Agli eminentissimi Signori della Terra.
Signori onorandissimi,
come da Voi richiesto, mi accingo a soppesare successi ed errori dell'operazione genovese e a illustrare, dacche' lo domandate, la mia modesta opinione circa le cose future, grato per l'eventualita' che m'offrite, d'esserVi utile.
Come gia' Vi dissi, non e' stato difficile lasciare campo aperto ai violenti, aizzarli anche, per giustificare l'uso della forza. I giovani ultra' nazisti del pallone si sono ben comportati e meritano gratifica. Allo stesso modo, ringrazierei i signori della scorsa legislatura, che' senza Quarta arma e Comparto sicurezza la gestione militare e senza mediazioni dell'ordine sarebbe stata pi ardua.
Abbiamo pero' sottovalutato alcune situazioni: in primis, la vasta presenza di fotografi e telecamere. Poi, la capacita' di controllo dei ribelli: nella giornata di sabato si prevedeva che un numero ben pi elevato si lasciasse andare a gesti violenti, dopo quanto accaduto il giorno prima. Ancora: la vastissima partecipazione al corteo del 21, quando invece, grazie alle parole del presidente Ciampi e del maggior partito d'opposizione, si sperava in qualcosa di pi ridotto, dunque pi violento, con meno testimoni, pi facile da annientare. Infine, nel dare carta bianca alle milizie, promettendo copertura, non si tenne in conto il livello di abiezione che esse possono raggiungere in simili frangenti, qualora si sentano protette. Senza quest'ultimo errore, non avremmo avuto le piazze di nuovo piene il giorno 24, cosa che ha ridato fiducia e compattezza ai rivoltosi.
L'importante, comunque, e' che pochi abbiano capito che Genova non e' ne' un episodio isolato ne' un evento "italiano" e che si tratta invece di una prova generale di come, nel Nuovo ordine mondiale, dev'essere gestita la protesta. Controlla o Reprimi.
A questo punto occorrono difesa e contrattacco: far cadere qualche "mela marcia"; coprire la strategia bellica ammettendo alcuni eccessi; confinare l'orrore tra le mura della Diaz e di Bolzaneto; colpire la fazione pi fastidiosa, gli Imbianchini, col benestare della sinistra, alla quale gli stessi hanno dato spesso da pensare. Alcuni membri dell'opposizione gia' indicano questa strada suggerendo che spranghe e scudi pari
<A HREF="antologiap041">></A>