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1848, gli spettri che tormentarono le notti dei papi e degli zar, dei padroni e dei loro lacche'. Siamo quelli di Parigi, anno di grazia 1871.
Abbiamo attraversato il secolo della follia e delle vendette, e proseguiamo la marcia.

Loro si dicono nuovi, si battezzano con sigle esoteriche: G8, Fmi, Wb, Wto, Nafta, Ftaa... Ma non ci ingannano, sono quelli di sempre: gli e'corcheurs che razziarono i nostri villaggi, gli oligarchi che si ripresero Firenze, la corte dell'imperatore Sigismondo che attiro' Ian Hus con l'inganno, la Dieta di Tubinga che obbed a Ulderico e annullo' le conquiste del Povero Konrad, i principi che mandarono i lanzichenecchi a Frankenhausen, gli empi che arrostirono Dozsa, i proprietari terrieri che tormentarono gli Zappatori, gli autocrati che vinsero Pugaciov, il governo contro cui tuono' Byron, il vecchio mondo che vanifico' i nostri assalti e sfascio' ogni scala per il cielo.

Oggi hanno un nuovo impero, su tutto l'orbe impongono nuove servit della gleba, si pretendono padroni della Terra e del Mare.

Contro di loro, ancora una volta, noi moltitudini ci solleviamo.

Genova. Penisola italica. 19, 20 e 21 luglio
di un anno che non e' pi di alcun Signore.



I principali e fondamentali articoli degli uomini e delle donne in lotta per la dignita', in relazione a quelle faccende da cui si sentono offesi
(giugno 2001)

Circolano molti scritti malvagi che, riguardo al radunarsi di uomini e donne contro i signori della Terra, gettano discredito su di loro dicendo: e' questo il frutto del nuovo movimento, un'accozzaglia di ribelli, incerta tra disobbedienza civile e terrorismo, che insegue i raduni dei Grandi senza nessuna proposta concreta? Gli articoli che seguono rispondono a questi criminali seminatori di falsita', e da'nno motivazione alla lotta di queste moltitudini contro il potere e l'arbitrio dei signori, arroganza senza limiti di nuovi feudatari.
Dunque, onesto lettore, leggi quel che segue con attenzione, poi giudica. Questi sono gli articoli:

Il primo articolo.

e' nostra volonta' e ferma risoluzione che in futuro nessuna assemblea abbia potere e autorita' nel prendere decisioni riguardo alla Terra senza che i suoi membri siano stati preposti dalla comunita' a svolgere questa precisa funzione. Dovessero poi condursi in maniera impropria, vogliamo avere il diritto di revocarli.

L'altro articolo.

In secondo luogo, siamo del tutto convinti che si debba ridurre l'iniquo divario tra il prezzo dei prodotti e il compenso di chi produce. Questa ricchezza dev'essere ridistribuita. Chiediamo quindi che in tutta la Terra venga fissato un compenso minimo, tale da assicurare a chi lavora un sostentamento decente e sufficiente per lui stesso e per i suoi.
Ciascuna nazione dovra' imporre il rispetto di questo requisito, affinche' in futuro nessuno sia costretto dalla poverta' a lasciare la sua terra o a vendere la sua stessa vita.

Il terzo articolo.

In molti luoghi della Terra e' costume che uomini e donne siano tenuti come proprieta' personali da chi da' loro un lavoro, il che e' assai riprovevole; come pure che uomini e donne per entrare in una nazione debbano vendersi a bande di frontalieri; che le nazioni povere siano schiave del loro debito nei confronti delle nazioni ricche, o ancora schiave della remissione del debito in cambio di appalti, e sempre pi schiave dei servigi che vengono loro richiesti per ottenere aiuto. Dunque vi garantiamo che di qui in avanti non sopporteremo pi tutte queste schiavit.

Il quarto articolo.

Troviamo insensato, poco fraterno, egoista e contrario alla dignita' il costume di impedire a uomini e donne migranti di attraversare liberamente le frontiere delle nazioni ricche, soprattutto dal momento che lo stesso costume non vale per i signori della Terra, lasciati irresponsabilmente liberi, come animali, di attraversare e devastare i Paesi degli stessi migranti. Pertanto e' nostro desiderio che la liberta' di movimento sia garantita a tutti gli uomini e le donne
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