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spazio fino a Cimafo, sede del raduno dei Grandi pianeti, era una vera impresa. Ma Dydo non poteva permettersi l'astrobattello, ne' tanto meno un costosissimo teletrasporto, e non aveva scelta. Partito per tempo, superati gli asteroidi Boylo dopo solo una settimana, con ampie bracciate puntava dritto su un globo biancastro. Poznode? Forse. Da qualche ora gli riusciva difficile orientare la cartina. Quando la guida intergalattica lo informo' che Poznode era nota per il colore verde smeraldo, decise di cercare qualcuno e chiedere. Passarono alcune ore. Alla fine, seduta su un tappeto di lamiera, Dydo riconobbe la sagoma di un poznodiano.
- Scusi, un'informazione... - classica frase imparata a scuola. Forse non troppo bene, perche' l'altro non diede cenno di risposta.
- Io... capisci quello che dico?
Il poznodiano annu.
- Ottimo... Volevo solo sapere se vado bene per Poznode, - e indico' il pianeta con un dito. - e' quello? Il poznodiano annui' ancora.
- Ah, molto bene, credevo di essermi perso -. Doveva ricordarsi di aggiornare la guida. - Be', grazie, buona giornata!
Il poznodiano saluto' con un gesto. Dydo non si intendeva di usanze poz, ma insomma, non spiccicare parola gli sembrava piuttosto maleducato.
- Ehi, ti hanno tagliato la lingua?
Il poznodiano srotolo' tra le labbra un metro buono di carne nera.
- E allora? Ti sto antipatico? Ho detto qualcosa che non va?
Il poznodiano frugo' nella bisaccia da viaggio ed estrasse un oggetto molto antico, un libro. Lo porse a Dydo e gli fece cenno di sfogliarlo. Era un vocabolario inglese basic-poz moderno.
Dydo lo apri. La prima pagina era piena di timbri. Uno per ogni definizione.
Dydo guardo' meglio. Aabrul, n: Fuoco. Sopra, inchiostro rosso: Marchio Reg. 245-Pna Assicurazioni. Abbaj, a: nervoso. Brevetto 675-Istituto di Psichiatria "N. Kos". Sfoglio' ancora. Ogni parola, un timbro. Migliaia di timbri e poche, sterili eccezioni.
Tocco' a Dydo non riuscire a parlare.
Il poznodiano con ampi cenni gli fece capire di tenersi il dizionario.
Sotto la fila scura degli occhi si allungo' uno strano sorriso: - Cimafo! - disse. - Cimafo!
Neoliberismo o fantascienza?

* * *

Alla seconda settimana di navigazione, Dydo era ormai prossimo al confine di Yzo, uno degli otto Grandi pianeti, i cui rappresentanti si sarebbero riuniti a Cimafo per discutere i problemi della Galassia.
Durante una sosta, gli si avvicino' un temibile robot piazzista per proporgli l'ultimo modello di mutande Mexi.
- Grazie, non ne ho bisogno, - rispose Dydo con un candido sorriso.
- Errore! - gracchio' il piazzista. - Il Primo comandamento della Nuova fede intergalattica impone di accettare qualsiasi acquisto, a meno che il rifiuto non sia strettamente necessario. "Al caval Mercato non si guarda in bocca", come dice il proverbio. Ecco, sono quattrocento scudi.
- e' troppo caro! - protesto' Dydo.
- Errore! - strillo' ancora il robot. - Rifiuto non strettamente necessario. Non puoi discriminare un prodotto in base al prezzo. Ecco, sono quattrocentocinquanta scudi.
Dydo allungo' una mano sulle mutande e subito la ritiro': - Ahi, pizzicano! Di cosa sono fatte?
- Errore! Materiale segreto. Comunque, non puoi rifiutare l'acquisto per via del prurito. Nessuno ha dimostrato che e' nocivo per la salute. Anzi, secondo alcuni stimola la circolazione. Eventuali reclami devono essere rivolti alla ditta Mexi. Ecco, sono cinquecento scudi.
Quando capi che non c'era niente da fare e che non poteva proseguire senza acquistare le mutande, Dydo si rassegno'. Il prezzo era salito a settecento scudi. Unica alternativa per farsi rimborsare: dimostrare che le mutande erano oggettivamente dannose.
La ditta Mexi si trovava su Yzo. Dydo riprese a nuotare. Alla dogana, una guardia lo blocco' con tentacoli meccanici: - Alt! Mostra il tuo Documento di utilita' per Yzo.
- Non ce l'ho. Sono solo di passaggio.
- Allora non puoi entrare. Secondo comandamento della Nfi: Solo chi e' strettamente necessario a un pianeta puo' abitarlo.
- Davvero? -
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