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elaborata e' la struttura, pi elevata e' la forma di vita. La struttura di una stella marina e' considerevolmente pi complessa di quella di un'ameba, e la complessita' aumenta risalendo lungo la linea evolutiva, diciamo fino allo scimpanze'. Avviene la stessa cosa nella sfera culturale umana: la grossolana convinzione che l'energia e la forza possano essere rappresentate o interpretate abbandonando o rompendo ogni struttura e' confutata da tutto cio' che sappiamo dell'evoluzione e della storia della vita.

A Bologna, l' 11 marzo di ogni anno si ricorda Francesco Lorusso, ucciso dai carabinieri nel 1977. Francesco fu ammazzato nella fase discendente del grande ciclo di lotte iniziato nel Sessantotto. e' vero che i moti del Settantasette annunciavano nuove soggettivita', nuovi comportamenti, nuove pratiche di comunicazione, cionondimeno la fase era terminale, dopo vennero la repressione e il carcere, poi la caduta nella marginalita', l'eroina, il riflusso, la Reaganomics e il craxismo, la desertificazione sociale e per alcuni la resistenza disperatissima nelle nicchie delle citta'.
Per tutti gli anni Ottanta e Novanta, nonostante la generosita' e gli sforzi soggettivi di chi organizzava, tutti gli "11 marzo" si sono svolti sotto un cielo color ematoma.
Il primo anniversario della morte di Carlo Giuliani ha avuto in sorte un cielo diverso, in tutti i sensi. Ne sono fermamente convinto: Carlo e' stato ucciso all'inizio di un ciclo. Questa cosa a Genova si respirava a pieni polmoni. In piazza Alimonda si e' svolto un altro piccolo miracolo laico, una commemorazione semplice ma emozionante, poco zavorrata dall'ideologia, commossa ma non sconsolata, incazzata ma non obnubilata dall'odio.
Guardando i palloncini salire e allontanarsi, partecipando a un applauso lungo mezz'ora, ho pensato a Sabbiuno. Mi sono reso conto che stavo vivendo la stessa esperienza di chi, dopo la Liberazione, si ritrovo' su quel ciglio per assistere alla posa di quei massi. Ricordo di aver detto a Luca: - Che bella cosa...
Come a Treptow meno di un anno prima, ho pensato a mio nonno, al lavoro fatto per gli ultimi due libri, a Vitaliano... Poi mi sono venuti in mente tanti nomi, nomi di morti e di vivi [...]: Soriano Ceccanti, Giannino Zibecchi, Anna Maria Mantini, Mara Cagol, Francesco, Giorgiana Masi...
Ormai i palloncini erano pi piccoli di granelli di sabbia, e l'applauso continuava, nessuno voleva smettere. Poi qualcuno ha rotto l'incantesimo, lanciando uno dei soliti slogan, di quelli scontati, che fanno incartapecorire l'aria: "Carlo e' vivo e lotta insieme a noi eccetera". Poi "Hasta la victoria siempre", e un terzo che non ricordo. Qualcuno li ha ripetuti, ma l'applauso si e' di nuovo insinuato, e' ripartito ed e' durato ancora qualche minuto. Mi e' venuta in mente la scultura delle mitragliette su a Sabbiuno: superflua, sovracodificata, proprio come quegli slogan... Cio' non toglie che e' per interrogare i massi che si continua a salire su quel ciglio. Ed era per partecipare a un piccolo miracolo che siamo tornati a Genova.
Nel grande serpente che era il corteo, sia detto senza offesa, era facile distinguere chi era stato in piazza Alimonda da chi veniva da altre piazze tematiche: noi camminavamo a mezzo metro d'altezza.
Mi dicono che qualche sedicente "duro e puro", imbolsito dal proprio desiderio di sconfitta, si e' indignato vedendo un corteo felice: - Cosa c'e' da festeggiare? e' una vergogna!
A Sabbiuno, costoro non vedrebbero che aride pietre. A Treptow, vedrebbero solo il fantasma di Stalin. A Vallegrande, in Bolivia, vedrebbero solo buchi nel terreno. Le moltitudini, dal canto loro, sanno interrogare il mondo, e sono ancora in grado di stupirsi delle risposte.

"Giap", s. n., 24 luglio 2002;
"Il Domani di Bologna", 27 luglio 2002;
"l'Unita'", 1 agosto 2002;
"Carta", anno IV, n. 30, 1/7 agosto 2002.


Terza parte
Una bizzarra vicenda di lunghe marce,viaggi nel tempo e crociere interplanetarie

Eccetto Il viaggio di Dydo, allegoria fantascientifica
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