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bambino con l'acqua sporca.

In un'intervista concessa ad alcuni redattori dei "Cahiers du Cinema" nel 1974, Michel Foucault traccio' una netta distinzione tra bambino e acqua sporca:

Dietro la frase "Non ci sono eroi" si nasconde un diverso significato, il suo vero messaggio: "Non c'e' stata lotta". [...] Si puo' fare un film su una lotta senza passare attraverso la tradizionale creazione di eroi? e' un vecchio problema che si presenta in una nuova veste.

In Italia, sin dai primi anni Novanta, un gran numero di persone ha rivolto la propria attenzione su un'ancor pi nuova veste del vecchio problema, dedicandosi a un'esplorazione pratica delle mitologie, per capire se fosse o meno possibile una loro decostruzione libertaria e non-alienante, una manipolazione e un riutilizzo dei miti.

Le fonti d'ispirazione erano antiche leggende sulle gesta di eroi popolari, il linguaggio utilizzato dall'Ezln, il cinema di genere e in genere tutta la cultura pop occidentale, oltre alle molteplici esperienze di beffe mediatiche e comunicazione-guerriglia a partire dagli anni Venti.
Il sottoscritto era completamente immerso in tali esperimenti, dato che era tra i membri fondatori del cosiddetto Luther Blissett Project, forse l'impresa di "tecnici culturali" pi disciplinata e devota a tale missione.
Luther Blissett era ed e' uno pseudonimo multiuso adottato da chiunque volesse contribuire alla reputazione sovversiva di un personaggio immaginario alla Robin Hood, il presunto leader (virtuale) di una comunita' aperta che prosperava su beffe mediatiche, mitopoiesi, scritti sovversivi, performance radicali e sabotaggio culturale. Il Lbp mosse i suoi primi passi nel 1994 e coinvolse svariate centinaia di persone in diversi Paesi, anche se l'Italia ne rimaneva l'epicentro.

Alla fine del 1995 il Lbp pubblico' un pamphlet intitolato Mind Invaders, il cui primo capitolo era una dichiarazione di poetica per quel che riguardava la mitopoiesi. Quest'ultima era legata alla vita, ai desideri e alle aspettative di una comunita' "aperta" e dai confini indefiniti. In quel capitolo, in un certo senso, si preconizzava l'ascesa del nuovo movimento globale(16).

Non intendo raccontare nei dettagli la storia del Luther Blissett Project, non sono ne' diventero' mai un blissettologo. Una grande quantita' di materiale utile e interessante e' reperibile in Rete, soprattutto al sito www.lutherblissett.net
In questa sede mi limito a far notare che alcune scoperte teorico-pratiche di Luther Blissett sono state utilizzate - forse istintivamente all'inizio, poi facendo espliciti riferimenti - dalle Tute bianche. Cio' non dovrebbe sorprendere, dal momento che entrambi i fenomeni erano ispirati dallo zapatismo, e che in seguito si sono ispirati a vicenda.
In particolare furono tramandati due "comandamenti":
1. Non ti curare delle antinomie (visibilita'-invisibilita', legalita'-illegalita', violenza-nonviolenza, statico-dinamico).
2. Dividi cio' che e' unito e unisci cio' che e' diviso, per creare strane sensazioni di prossimita' e distanza.
Su una famosa maglietta, lo slogan "Peace & Love" era associato all'immagine di un violento scontro tra manifestanti e forze dell'ordine.
Sovente le Tute bianche scatenavano una sorta di sommossa non-violenta, che aveva luogo in un'intersezione dello spazio pubblico che non apparteneva ne' al "legale" ne' all'"illegale". I compagni avanzavano verso lo schieramento di polizia, mani aperte e alzate, sapendo che sarebbero stati manganellati eppure cantando sull'aria di Guantanamera: "Stiamo arrivando | bastardi, stiamo arrivando!"

So che fuori dall'Italia riesce difficile capire il background e le tattiche delle Tute bianche. Cio' e' dovuto al fatto che vedete una catena a cui mancano tre anelli.
Il primo anello e' l'evoluzione del movimento della cosiddetta "autonomia", a dispetto della repressione dei tardi anni Settanta e delle difficolta' degli Ottanta e Novanta. Probabilmente Toni Negri e' il teorico pi noto, ma non e' certo l'unico. Di
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