<A HREF="antologiap014"><</A>
formazione dal "basso" di saperi e tecniche. Il serbatoio potenzialmente inesauribile dei saperi e della cooperazione va essiccato, reso scarso, e successivamente colonizzato, messo al lavoro, a profitto.
"Se non c'e' rendita, non c'e' innovazione", dice Schumpeter, l'inventore della "distruzione creativa" che regola il capitalismo e il mercato. La rendita, eccola l'ossessione paranoica e monopolista, il dogma che presiede l'inflessibile dittatura del pensiero unico nazional-liberista. e' grazie a questo dogma che gli stessi concetti di proprieta' intellettuale, o di copyright, possono esistere.
Le leggi attuali, Paese dopo Paese, che regolano la cosiddetta proprieta' intellettuale, rappresentano la camicia di forza, repressiva e anacronistica, paradossale e inefficace, alla produzione di intelligenza, alla cooperazione e allo scambio di risorse e saperi come open source, sorgente aperta e a disposizione dello sviluppo della comunita'. Esemplare, a questo proposito, l'ultima avventura di Alice nel paese delle meraviglie. Una storia a tutti gli effetti "di pubblico dominio": i diritti d'autore di Lewis Carroll sono decaduti da un pezzo. L'anno scorso, la Adobe Systems, grande produttrice di programmi per computer, ha tentato di lanciarsi nel mercato degli e-book, i "libri elettronici". Per pubblicizzare il software Glassbook Reader, ha realizzato una versione digitale della prima edizione inglese di Alice, con disegni dell'autore e caratteri tipografici perfettamente riprodotti. Poi ha reso disponibile il file attraverso il suo sito. Una volta scaricato il libro sul computer, il cyber-lettore entra davvero nel paese delle meraviglie. Basta che legga, sulla pagina di presentazione, la lista delle permissions:

Nessuna selezione del testo puo' essere copiata negli Appunti. Non e' permessa la stampa del libro. Non si puo' prestare o regalare il libro a qualcuno. Il libro non puo' essere letto ad alta voce.

Un delirio. In particolare l'ultima affermazione, degna del Cappellaio matto.
Cos'e' successo? La Adobe, nel tentativo di riprodurre le caratteristiche di un libro in carta e inchiostro su un supporto digitale, ha ideato diverse funzioni: il computer puo' leggere il testo, si puo' decidere di prestare il file a qualcuno, nel qual caso non lo si puo' utilizzare finche' non viene restituito, oppure lo si puo' regalare, cedendo ad altri la chiave per accedervi. Copia e stampa del volume funzionano come per qualsiasi altro documento.
Da questo punto di vista, la Adobe ha intrapreso una strada interessante: aprire, attraverso il software, una serie di possibilita' che nel mondo digitale non sono affatto scontate e vengono spesso inibite direttamente dall'hardware (Cd-Rom protetti da copia e altre nefandezze). Perche' allora non ha abilitato queste funzioni per Alice? Perche' non le ha rese una caratteristica fissa dei suoi e-book? Semplice: le case editrici si sono preoccupate. Hanno chiesto di poter scegliere volta per volta se un e-book possa o meno essere regalato, copiato, letto ad alta voce dal computer (i diritti audio potrebbero gia' essere stati venduti). Il fatto che nel mondo reale i libri si possano prestare non e' affatto conveniente: meglio non importare questa caratteristica scomoda anche nel "nuovo" mondo digitale.
Tuttavia, grazie alle proteste di molti, la versione pi recente di Alice ha fatto qualche passo avanti. Stavolta, si puo' leggere e stampare.
Su questa nota positiva, ci piace concludere i nostri tre brevi appuntamenti. Abbiamo deciso di occuparci di storie, e forse a qualcuno sara' sembrato un argomento un po' futile, a fianco di dichiarazioni di guerra, commemorazioni di stragi, appelli per la giustizia. Speriamo di aver mostrato che il Mondo fantastico non e' un facile rifugio, ma condivide con l'intero Pianeta, e con lo Spazio virtuale, la necessita' di proteggere beni e risorse collettivi, di lottare perche' diritti "scontati" non divengano concessioni e impedire che, al pari di piante e semi, anche le storie finiscano
<A HREF="antologiap016">></A>