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bolognese Horst Fantazzini? Certo, anche lui a modo suo. E Pietro Cavallero? E Paolo Casaroli, morto pittore? Anche loro. Dopo che e' finito bandito Ettore, il commovente partigiano di La paga del Sabato di Fenoglio, tutto puo' accadere. Volendo vedere le cose dal punto di vista opposto, la medesima idea suona cosi': "Anche il famoso Pancho Villa, il piu' grande bandito che c'era al mondo, s'e' messo nella Rivoluzione. Ha cominciato come bandito, poi com'e' finito? Niente! Generale... Be', per conto mio e' finito a merda "(11).

Tiziano l'Anabattista ha stampato e diffuso clandestinamente Il Beneficio di Cristo, libro di frontiera tra cattolici e riformati. Ma non c'e' da scandalizzarsi. La lotta impone di ricorrere a sottili stratagemmi e le regole delle aurorali narrazioni sul malizioso imbroglione sono ben note. Lo hanno chiamato trickster, riferendosi a colui che strappa impegni, scivola astutamente tra le fazioni in lotta, scompone i fronti contrapposti, sabota i poteri da cui finge di dipendere, li beffa impietosamente, ne produce la crisi, chiosando il tutto con una gustosa, crassa e irridente risata. Prometeo fu il piu' antico dei trickster, e nel deserto Breckenridge racconta, tra le altre cose, il mito di Prometeo.
Del mito si dice nelle prime due sezioni di questo volume, laddove e' condotta una flessibile ricognizione sui territori delle storie ed e' fissato il nesso tra mitopoiesi (produzione di miti) e movimenti.

I miti, oltre a essere ripresentati con scarti minimi ma determinanti, oltre a essere riutilizzati su differenti supporti simbolici, non necessariamente arcaici e premoderni - Luther Blissett e' stato trickster, guerrillero e brigante alla fine del Secolo XX e lo e' ancora oggi - sono suscettibili di sfacciate adulterazioni. Di variazioni condotte non in nome di un ribaltamento critico del passato sul presente, bensi' secondo le maniere di inattesi de'tournement. L'effetto coincide con quello di una mordace ironia. La scelta iconografica del sito wumingfoundation.com fiancheggia organicamente il  procedimento che agisce sul materiale mitico con una vigorosa tensione spiazzante. Il viso di Antonio Gramsci montato sul corpo di un santone induista, il volto barbuto di Marx associato alla muscolatura di uno skinhead, Guevara con una lunga kaffiya palestinese sono alcuni esempi che illustrano la pratica. Sarcastico contenimento di un'ortodossa iconomania.
Questa forma di mitopoiesi opera attraverso imprevedibili sincretismi, si riferisce a tempi diversi, rappresenta, con una punta di sano associazionismo neosurrealista, l'idea che tanti altri mondi sono stati e sono possibili.
Fantascienza o rivoluzione sociale?
Il petroliere sceicco Osama bin Laden, nelle vesti di un improbabile zio Sam, invita il popolo americano a bombardare l'Iraq(12). David Bowie fu l'icona di un comunismo alternativo e anticastrista dal rock umano(13). Il Bartleby di Melville e' riemerso dai sotterranei di the Tombs, l'infame prigione di Manhattan, e se ne va in giro predicando il rifiuto del lavoro(14). Scoperto l'elisir di eterna giovinezza, Giuseppe Garibaldi, eroe dei due mondi, e' giunto in Argentina, su un cargo uruguaiano, per partecipare ai moti del cacerolazo. Ed e' certo che una subdola dittatura mistico-operaista, alla meta' del XXI secolo, esercitera' il suo dominio pervasivo, capillare e telepatico(15). Se fossimo piu' saggi, ne prenderemmo coscienza e cercheremmo di porvi rimedio. Purtroppo non lo siamo.
Passato, presente, futuro, realta', folli ucronie, finzione, altre dimensioni e universi alternativi... Chi ha detto che la potente creativita' delle moltitudini debba rispettare convenzionalita' logiche e linearita' crono-logiche? Cosi', V Nguyen Giap porta tranquillamente a battesimo, nei lavacri telematici del III millennio, un'inedita comunita' di lettori, autori e riproduttori di storie, che condivide, insieme a molti altri esseri umani, una centralita' iniquamente disconosciuta nei processi della produzione sociale. Perche' no? Tanto, 
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