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sistema dell'informazione.
Notizie di fasulli riti satanici catalizzano nel giro di pochi mesi l'attenzione, seriosa e isterica, di numerosi giornali e telegiornali. La denuncia della scomparsa di un famoso illusionista londinese mobilita, per mezza Europa, la redazione della trasmissione Chi l'ha visto? Ovviamente? Tutto falso.
Quando un quotidiano locale rese pubblica la confessione di una prostituta, che ammetteva di aver diffuso intenzionalmente il virus dell'Hiv, la citta' di Bologna conobbe un momento di panico collettivo. Luther, intanto, se la rideva nell'ombra, dal momento che le iniziali della perfida untrice erano, guarda caso, L. B. Vale la pena ricordare che, negli anni Ottanta, circolava una leggenda metropolitana. Qualcuno aveva raccontato a qualcun altro, che poi si era confidato con un terzo, che un tipo aveva rimorchiato una donna. In un bar, in una discoteca, all'uscita di un cinema, non faceva differenza. Dopo averci passato la notte, il malcapitato si risvegliava da solo, come in certi romanzi gialli. Ma al posto dell'immancabile, e a questo punto auspicabile, cadavere, trovava una scritta tracciata col rossetto su uno specchio: "Benvenuto nel fantastico mondo dell'Aids". Quello che si dice un brutto risveglio. Nessuno puo' dire se Mr. Blissett fosse al corrente del racconto. Ma la leggenda, in un modo o nell'altro, e' ritornata(1). Amen.

Le stangate organizzate da Luther crearono un black out nell'apparentemente indiscutibile concetto di verita'. Se dietro ogni notizia poteva celarsi una beffa, diventava impossibile, in linea di principio, distinguere l'autentico dal suo contrario. Nello specchio di incontenibili e smodate brame, i media fissavano ipnotizzati la loro immagine riflessa. Per troppo tempo avevano diffuso menzogne sotto forma di verita' e finalmente smettevano di allenarsi con un inadeguato sparring partner. Con le meritorie, ma inefficaci, campagne di controinformazione.
Cominciava l'incontro, ed ecco che si presentava, come nella commedia di Plauto, il gemello indesiderato. Il doppio in senso letterale, che puo' farti fare una gran bella figura di merda. Colui che, assumendo la cinica sovrapposizione tra vero e falso, spacciava il falso nella forma del vero e sul vero gettava un dubbio. Sempre ragionevole. Sempre fondato.

Luther Blissett non e' mai esistito.
O meglio, non e' mai esistito nella maniera con cui comunemente si riferisce un nome a un'identita', certa e definita. Luther Blissett e' stato un nome multiplo, adottabile da chiunque, senza distinzioni di sorta. Luther il Condividuo, che ha acquisito il nome di un epico calciatore rossonero. Il collante di pratiche diverse, in grado di varcare i confini tra individuo e collettivita', capace di consacrare, nella sfera dei miti, le azioni di resistenza ludica al funzionamento della macelleria neoliberista. Spazio privilegiato di intervento? L'informazione, la comunicazione in senso lato, l'arte e la cultura(2). I covi? Disseminati ovunque nelle oscure plaghe del corpo sociale, dove abita il mucchio selvaggio dell'intelligenza collettiva e una boutade, detta a caso, si muta spesso in un'idea. Un poco strana, certamente, ma in fondo brillante.

Dopo ogni truffa, il ritornello era immancabilmente lo stesso. "Chi e' stato?" si gridava in coro. E i media abbacinati sempre li' a rispondere: "e' stato Luther Blissett", che e' come dire Nessuno. Un'altra storia che ritorna.

Nel 1999, una cellula che operava nella colonna bolognese del Luther Blissett Project siglo', col nome del celebre Condividuo, un romanzo a intreccio storico, un grandioso western teologico ambientato nei primi trent'anni della Riforma protestante.
Attraverso le vicende di un eretico dai molti nomi e del suo antagonista, la fidata creatura del cardinale Carafa, l'intreccio da' voce a folte schiere di umiliati e offesi. A coloro che, per realizzare il paradiso in Terra, ingaggiarono una guerra contro tutti i poteri e contro tutti i padroni. Contro gli esponenti del Vaticano, i nuovi
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