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riletto molte volte nel corso del tempo, nei frangenti più diversi, ma che non gli era mai suonato limpido come in quel momento. 
Merlino istituì la Tavola Rotonda a somiglianza della sfericità del mondo, che in essa si rappresenta. Nella Tavola Rotonda il mondo cristiano e pagano trovano conforto, e coloro che sono scelti a fare parte di quell'eletta compagnia si ritengono pieni di grazia e più onorati che se fossero i padroni di metà della terra.
Avvertì una lieve vertigine. Poi, un piede davanti all'altro, percorse la stanza sotto gli sguardi impassibili degli eroi defunti, incontro ai sorrisi di complice attesa e alle mani sulle spalle che lo accompagnarono oltre la soglia. 



Post Scriptum
Deyà, Maiorca, maggio 1935


Una volta lo invitarono a un ricevimento di nozze pieno di aristocratici e pari del regno. Si presentò in compagnia di un giovane sconosciuto e al maggiordomo che chiedeva i loro nomi disse: "I signori Lenin e Trotzky". Quando li annunciarono in sala, più di un calice finì sul pavimento. 
Basterebbe ricordarlo così e immaginarlo di nuovo in viaggio. E' caduto tante volte che è difficile credere che non si rialzerà ancora, spazzandosi la polvere dai pantaloni. 
La notizia è arrivata due giorni fa, insieme alle richieste dei giornali. Oggi che la narrativa mi ha reso abbastanza famoso da farmi diventare perfino un buon poeta, vorrebbero che scrivessi un'epitaffio in grado di dare coerenza alla sua immagine, forgiare il busto di bronzo che fissi in uno solo i mille volti dell'eroe. Ma lui ha combattuto la coerenza per tutta la vita e non sarò certo io a imporgli un ordine. Sono stato suo amico e cantore, non potrò mai esserne lo storico né il becchino.
Esopo racconta che un giorno un satiro vide un uomo soffiare in una ciotola di zuppa per raffreddarla e poi sulle proprie dita per sottrarle al gelo. Da ciò dedusse che non poteva fidarsi di uno che soffia caldo e freddo allo stesso tempo. 
Non posso dire se la morale della favola si addica al nostro principe bianco, perché il soffio caldo e freddo che spira da lui è legato alle sfaccettature della sua anima e a chi pretende di decifrarla. Fino alla fine ha covato la maledizione del dubbio di sé, che può diventare ostilità verso se stessi e perfino rinuncia a tutto ciò che si ama e si stima. Al nostro fianco ha capito di non essere un poeta, la sua musa era morta e voleva cancellarne il ricordo, non consacrare a esso la vita, anche se questo lo condannava a un'infelicità duratura. 
Negli anni che ci separano dal nostro incontro ci ha abituati a improvvise scomparse e clamorose riapparizioni, nel tentativo sempre frustrato di sfuggire alla nostalgia della ribalta. Ha cercato di tornare monaco crociato, servitore di cause maggiori, poi soltanto milite ignoto, con nomi nuovi, tutti precari e insufficienti a nasconderlo agli occhi del pubblico. Una ritirata sotto i riflettori in fondo alla quale ha trovato una curva cieca e un'ultima sbandata fuori strada. Da qualche tempo si era rifugiato nella sicurezza oleosa delle macchine - aerei, barche, motociclette - ed è stata proprio una di esse a tradirlo, per la gioia dei profeti postumi di sventura. 
Ora gli storici si contenderanno le spoglie dell'Achille di Britannia e gli ammiratori copriranno gli anfratti bui della sua anima con foglie di fico e cerimoniosa ipocrisia. E' il destino che guadagnano gli eroi; individui capaci di specchiarsi nelle pozze di sangue nemico e mettersi in posa per un verso, come per una fotografia, davanti alle macerie di Troia o Gerusalemme. 
Del resto gli eroi non sono che invenzioni di poeti. E i poeti sono uomini, a volte sciamani, che in mezzo ad antichi cerchi di pietre si accingono a evocare gli spiriti. Si dice che per chiamare uno spettro servano oggetti intimi: una spada, l'anello di un re, un mantello bianco, una penna. Riportare in vita i morti non è poi una gran magia. Pochi muoiono del tutto, basta soffiare sulle
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