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ritmo delle rotative e mi ricorda le scadenze di consegna. 
Perdona quindi se sarò conciso, spero di riuscire a scriverti con calma in tempi migliori.
Come avevo previsto, non hai seguito il mio consiglio di non prenderti troppo a cuore il nostro Ned Lawrence. Ti conosco fin troppo bene, continui ad andare a caccia di sirene. Questa volta però non posso esserti di grande aiuto. All'epoca, fuori e dentro l'Arab Bureau circolavano le voci più incontrollate sulle imprese di Lawrence, alcune anche a tinte fosche. Molte le mettevamo in giro noi, per sviare lo spionaggio nemico, altre erano gonfiate dal passaparola della truppa. 
A questo aggiungi che i rapporti di Lawrence erano regolarmente evasivi e pieni di lacune; ci ha sempre fatto sapere quello che lui riteneva dovessimo sapere. Era molto geloso dei suoi legami con gli arabi e credo che lo Stato Maggiore lasciasse correre per via dei brillanti risultati. Seguire i suoi spostamenti era pressoché impossibile, non credere che non ci abbia provato. Una volta, poco prima della conquista di Aqaba, ci informò che sarebbe andato a nord, fino ai dintorni di Damasco, per prendere contatti con la resistenza cittadina. Un viaggio attraverso il fronte di guerra, in una regione in subbuglio. Chissà se ci andò davvero. Un'altra volta disse di essere stato catturato dai turchi e poi rilasciato senza che l'avessero riconosciuto e nemmeno sospettato di essere un agente inglese. 
Quell'uomo non ci ha mai raccontato tutta la verità. Ti confesserò il presentimento che nutrivo allora - anche se non l'ho mai esternato -, e cioè che Lawrence avesse mantenuto i contatti con la rete di informatori che gestivamo insieme quando era al Cairo. Credo che alcuni di loro non rispondessero al Bureau o al Servizio Informazioni, ma a lui stesso, senza che noi ne sapessimo nulla. Non so come altro spiegarmi il fatto che avesse sempre notizie di prima mano, fotografie, resoconti dettagliati, di cui entrava in possesso prima di tutti.
Però a differenza di te, io ho smesso da un pezzo di interrogarmi sui misteri che quell'uomo si è intessuto attorno. Probabilmente perché ho altri rompicapi di cui occuparmi, visto che le rivolte adesso squassano il nostro di Impero. 
Tutto questo per dire che in effetti sentii parlare dell'episodio a cui fai riferimento, ma nessuno al Servizio Informazioni ebbe modo di confermarlo. Eravamo sul finire di una campagna militare delle più imponenti, il caos regnava sovrano, le informative si susseguivano una dietro l'altra, non tutte verificabili, come puoi immaginare. Quello che sapevamo era che gli arabi avevano annientato la IV armata turca e che erano stati fucilati dei prigionieri a Tafas, un piccolo villaggio vicino a Deraa, sulla via di Damasco. Ma di quella storia non esiste alcuna versione ufficiale. Quindi, fratellino mio, credo proprio che tu non abbia altra scelta che chiedere al diretto interessato, anche se dubito che vorrà risponderti. 
Tic-tac tic-tac, adesso devo lasciarti. Promettimi di pensare alla tua salute, niente scherzi. Guardami Oxford, mi raccomando, e leggimi sul Times ogni tanto. 
Un abbraccio a tutti,
	Philip

P.S. Ho ricevuto Country Sentiment, grazie. La mia preferita? Manticor in Arabia, ovviamente. E' una specie di Chimera orientale, vero? Ci leggo lo zampino del nostro comune conoscente. Ho saputo che prepara qualcosa di grosso insieme al reddivivo Churchill. Quando "Manticor restaurerà il suo potere e dominerà le pianure arabe ancora una volta"? 


Si alzò, i sensi ridestati, la stanchezza arginata dalla pressione dei pensieri. 
Prese la giacca senza riflettere e si accorse di Nancy, sulla porta della cucina.
- Stai andando da lui?
Robert non rispose. 
- Io non sono Penelope. Non ti aspetterò.
Il cuore batteva forte, mentre usciva nel buio della sera.

Il college sembrava già assopito. Nessuno lo notò salire. Bussò alla porta dell'alloggio senza ottenere risposta. Provò con la stanza di
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