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mani e piedi. Su di lui sagome scure e massicce che parlavano una lingua gutturale e astrusa, di cui pure gli parve di riconoscere alcuni suoni famigliari. Pungolavano il prigioniero con i coltelli, strappandogli lamenti a denti stretti. Le risate gracchianti si interruppero di colpo, quando uno di loro si voltò. Occhi di serpente, una faccia mostruosa, grugno che fiutava l'aria. Ronald si acquattò e quando tornò a sbirciare si erano allontanati. Quanto bastava per strisciare fino al prigioniero. Lo raggiunse, e lo chiamò per nome. 
Tùrin... Tùrin...
Sembrava esanime. Lo trascinò via, fuori dalla portata degli aguzzini. Con la lama che si ritrovò in pugno recise le corde sui polsi, poi passò alle gambe e in quel momento l'uomo mugolò, aprì gli occhi, li sbarrò su di lui. Erano di un blu acceso. Appena lo riconobbe, Ronald trasalì. Lui gli saltò alla gola, il viso deformato dalla furia, il ciuffo biondo che gli frustava la fronte. Ronald avrebbe voluto parlare, ma l'aria non uscì dalla strozza. Con un colpo di reni si sollevò di scatto e scalciò via il lenzuolo che gli impediva di respirare. Si ritrovò seduto sul letto, trafelato, oppresso dalla percezione netta che qualcuno fosse stato nella stanza mentre dormiva. 
Perlustrò l'ambiente, ma ogni cosa era come l'aveva lasciata. Dalla strada veniva il cinguettio dei passeri. L'inquietudine scemò. Con un gesto stanco raccolse il quaderno dal pavimento e lo rimise sullo scaffale. 

37. Mad Jack 


- Diciannove volte dal dentista. Diciannove! Un calvario. 
Mentre lo ascoltava parlare, Robert si chiese come Siegfried riuscisse a mantenere quell'aria fin-de-siécle senza scadere mai nella caricatura di se stesso. Si fermava mezzo pollice prima di sconfinare nel farsesco, con una battuta, spesso giocando con la fama di soldato maledetto. Sass l'eroe di guerra. Sass che aveva buttato nel fiume la Croce Militare e inviato la sua protesta allo Stato Maggiore. Sass che per una notte intera si era aggirato furente nella Terra di Nessuno, a caccia di tedeschi, per vendicare la morte del suo giovane Patroclo. Sass detto "Mad Jack", che aveva assaltato da solo una trincea tedesca con le bombe a mano. Al rientro una solerte sentinella inglese l'aveva scambiato per un nemico, mandandolo in ospedale con una ferita di striscio alla testa. Questione di millimetri e insieme a Wilfred Owen avrebbero dovuto piangere anche lui. Nichols era convinto che si fosse trattato di un complotto del Comando per sbarazzarsi di un ufficiale scomodo, ma Robert aveva sempre trovato l'ipotesi troppo fantasiosa e il fatto che fosse Nichols a sostenerla non deponeva a favore. 
Versò ancora birra nei bicchieri, sperando che la riserva bastasse. Era venuta gente da tutto il circondario e anche da Oxford. Merito dei giornali che avevano dato la notizia dell'inaugurazione con titoli pittoreschi: "UN NEGOZIO SUL PARNASO".
Non era facile crederci. Stava per diventare un commerciante. Un poeta commerciante. Un socialista commerciante. Sempre meglio che sotto padrone. Dopo il congedo dall'esercito aveva giurato a se stesso che non sarebbe mai più stato alle dipendenze di qualcuno. 
Ad ogni modo Nancy aveva studiato un metodo per superare la contraddizione etica. Era piuttosto eccitata mentre spiegava la sua strategia di ridistribuzione dei costi.
- E' molto semplice, Robert. Ritocchiamo il listino dei prezzi a seconda di chi si presenta. Alle massaie di Wootton facciamo lo sconto su tutta la merce. Ai residenti dei villini di Boar's Hill rincariamo il prezzo del dieci per cento.
A ognuno secondo i suoi bisogni, da ognuno secondo le sue possibilità.
Robert aveva qualcosa da ridire su quel marxismo applicato, ma era rimasto zitto. Aveva mesi di presenza intermittente da recuperare e del resto se l'iniziativa avesse funzionato sarebbero usciti dalle secche economiche. 
Pensò alla faccia che doveva aver fatto suo padre. Prima un sorriso all'idea che suo figlio si era
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