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venire. Di questo dobbiamo ringraziare la miopia di Lloyd George e dei vecchi gufi come Sir Henry.
Marsh incassò il colpo con stile, battendo con delicatezza la sigaretta sul bordo del posacenere.
- Ammetto che all'interno del governo ci sono sfumature diverse nel valutare la situazione in Medio Oriente. 
Un tono evasivo. Stava cercando di provocarlo per spingerlo a scoprire le carte. Tanto valeva accontentarlo e scalfire quella maschera di cortesia. 
- La permanenza in Palestina ci è già costata otto milioni di sterline e ne abbiamo spesi trentatre per schiacciare la rivolta in Mesopotamia. Abbiamo novantamila uomini impegnati sul campo e riusciamo soltanto a trasformare in ribelle ogni ragazzino che può tenere in mano un fucile. Senza considerare le guarnigioni che manteniamo in Turchia, Persia e Irlanda. Con l'India in subbuglio non possiamo più nemmeno trasferire reggimenti attraverso il Golfo Persico. 
Marsh non batté ciglio.
- E' evidente che hai dei buoni informatori. 
- Sono gli interlocutori che mancano.
- E se ti dicessi che ne hai trovato uno?  
- Tu?
- Oh, io non conto nulla. Il mio capo invece ha manifestato un certo interesse. 
Ned si concesse qualche secondo per registrare l'informazione.
- Churchill? E' a lui che devo questo incontro?
Marsh annuì.
- Precisamente. 
Questa volta rimase zitto.
- I conti non lasciano scampo, è vero. - riprese Marsh. - Non possiamo più permetterci l'attuale impegno militare su un fronte così vasto. Aumentare la pressione fiscale è fuori discussione, ne va della tenuta del governo. Churchill lo ha capito e questo lo mette un passo avanti agli altri. Sta cercando di convincere Lloyd George ad approvare un piano di ritiro da Baghdad e dalla Siria orientale, ma si scontra con le resistenze dell'Esercito.
- Quale piano?
Marsh sostenne il suo sguardo. 
- Sul tavolo ci sono varie ipotesi. Ma il tempo stringe. E' per questo che Churchill vorrebbe ascoltare la tua proposta. Ammesso che tu ne abbia una.
Erano arrivati al punto. Non era il caso di esitare.
- C'è una sola via d'uscita onorevole. Ma senza il consenso di Lloyd George non si può fare niente.
Marsh spense la sigaretta con gesti affettati.
- Ipotizziamo per un momento che il consenso arrivi.
- Mandato limitato o carta bianca? 
- L'appoggio del Ministero delle Colonie sarebbe sufficiente? 
- Certo.
- Vai avanti.
- Dobbiamo creare stati autonomi in tutta l'area. - disse Ned. - Andranno sostenuti nell'aministrazione finché non saranno in grado di reggersi sulle proprie gambe. Bisognerà addestrare i loro eserciti, la polizia. Mentre imparano, noi disimpegnamo i nostri contingenti. L'operazione può avvenire in meno di un anno, ma bisogna muoversi subito. Tra sei mesi potrebbe essere troppo tardi. 
- Sei davvero convinto che gli arabi possano governarsi da soli?
- Sì, se scegliamo i capi giusti e li facciamo eleggere con un mandato popolare. Per questo servono leader carismatici, che abbiano preso parte alla lotta di liberazione, ma non siano compromessi con l'amministrazione coloniale. 
Marsh incrociò le dita sul ventre.
- Suppongo che tu voglia suggerirne qualcuno.
- I figli di Hussein della Mecca. Soprattutto Feisal. Abbiamo lasciato che i francesi lo cacciassero da Damasco senza dire una parola. Deve essere risarcito. E' l'uomo che ci serve a Baghdad.
Osservò Marsh accendersi un'altra sigaretta. Prendeva tempo, buon segno.
- Questo progetto trascura un particolare non irrilevante. Il petrolio. Da quelle parti il sottosuolo ne è pieno e a detta di molti sarà la risorsa strategica dell'immediato futuro. In Parlamento il partito del petrolio è il maggiore ostacolo per Churchill.
La vecchia volpe aveva tenuto per ultima l'obiezione più forte. Non per niente era sopravvissuto a un paio di governi e poteva ancora accompagnarsi a giovani poeti di bell'aspetto.   
- Quello è il deserto, Marsh, lo conosco bene. Il petrolio non si mangia e non si beve. I nuovi stati 
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