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gli ribolliva dentro.
- Quello non ispira nessuna fiducia. 
- Non ne ha bisogno. - T.E. aveva assunto un tono pomposo. - E' stato il segretario di Yeats.
Robert aveva risposto con un gestaccio e T.E. aveva riso.
- A proposito, ha detto che il vecchio sta al 5 di Broad Street. Che ne dici di andare a suonare il campanello e scappare? 
Robert aveva declinato l'invito. Per sopportare le idiozie di Pound si era riempito di birra e non era in condizione di correre.

La sera dopo salì i gradini due a due e bussò alla porta, ma nessuno rispose. Fu Burnes a fare capolino dalla stanza di servizio.
- Il colonnello Lawrence è fuori, signore.
Robert si sentì deluso, ringraziò e fece per tornare di sotto, ma la voce dell'inserviente lo fermò.
- Oh, no, signore, non da quella parte.
Robert si voltò, lo vide aprire la porta dell'alloggio e lo seguì all'interno. Burnes indicò la finestra aperta.
- Di là.
L'espressione di Robert valse più di una domanda.
- Il colonnello ha detto che se lei fosse venuto avrei dovuto farla passare.
- Di là? - chiese Robert incredulo.
- Sissignore. Il colonnello ha detto che lei è uno scalatore e non avrebbe avuto problemi a salire.
Robert si sporse all'esterno e guardò in su, ripensando che l'ultima volta che aveva affrontato una parete rocciosa era stato prima della guerra. Per fortuna si trattava soltanto di issarsi sul davanzale e salire sul tetto inclinato. Operazione che eseguì con facilità.
Sull'altro lato, il tetto spioveva verso la fila di guglie e merli e segnava un comodo camminamento lungo tutto il quadrilatero. Udì qualcuno confabulare a poca distanza e individuò tre sagome sedute in cima. Quando T.E. lo scorse si alzò in piedi, imitato dagli altri. Robert notò, aperta in mezzo al loro, la planimetria della città. Un paio di taccuini e una custodia da occhiali impedivano che il vento la portasse via.
- Vi presento il capitano Graves. - disse T.E. - Con lui non ci sono segreti.
- Non è del tutto vero, - lo corresse Robert sarcastico, - ma a questo punto sono curioso.
Erano due studenti dall'aria sveglia, che si presentarono come Archer e Neville. Avevano la faccia entusiasta di chi si sente parte di una confraternita di invincibili. 
- State organizzando un altro sciopero? 
- No. - rispose T.E. - Un rapimento.
- Non il preside, spero.
- Oh, no. Molto meglio. - disse Archer. - I daini del Magdalen College.
Seguì un momento di silenzio. Robert li guardò tutti e tre e si convinse che erano seri.
- Perché?
- Rappresaglia. - spiegò Neville. - Il Magdalen ci ha soffiato un finanziamento per rifare il campo sportivo. La scusa è stata che devono mantenere il loro bel prato per la mandria. 
Robert si rivolse a T.E.
- E' un'idea tua?
- Hai presente che al Magdalen hanno sempre quell'aria da "noi abbiamo i daini e voi no"?
Robert sorrise.
- E come vorreste fare?
T.E. si chinò a indicare un punto sulla mappa.
- Agiremo di notte. Neville ha fatto i sopralluoghi: si tratta di rompere il lucchetto della cancellata posteriore. Si entra nel parco, si radunano i daini e li si spinge fuori. A quel punto li guidiamo fino a qui. - indicò di sotto. - e li facciamo entrare dal cancello grande.
- Grazie alla copia della chiave del custode che ci siamo procurati. - aggiunse Neville.
- E quando quelli del Magdalen vengono a reclamarli, gli si dice che quella è la mandria di All Souls dal 1475! - concluse Archer, scoppiando a ridere.
- Effettivi utili: cinque. - disse T.E. - Servono altre due persone fidate. 
- Uno è Williams. Non è molto agile, ma può stare di vedetta.
Robert vide T.E. voltarsi verso di lui.
- Capitano Graves, - disse in tono marziale. - anche se non è membro del convitto saremmo onorati di poter contare sulla sua esperienza.
Robert trattenne a stento una risata e batté i tacchi.
- Per il re e per la bandiera.
La discussione proseguì intorno alla data dell'operazione e su questo trovare l'accordo non fu facile.
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