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galla...
Arrivarono le birre. Un altro brindisi, poi uno scoppio di risa alle loro spalle li constrinse a tacere per qualche secondo e frustrò la curiosità di Jack. Gli altri tre erano immersi in una discussione su Shakespeare iniziata al bancone. 
- Hai letto quello che ha pubblicato sui giornali? - chiese Vaughan.
- Sì. - mentì Jack.
- Adesso accusa il governo per quello che succede in Medio Oriente, ma se c'è qualcuno che ha imbrogliato gli arabi è proprio lui. Sta cercando di salvarsi la coscienza e la reputazione. 
Jack avvertì un'agitazione nuova, come se la tensione di quei mesi avesse trovato un solco dove incanalarsi.
- Non seguo la politica. Come fai a dire che mente?
- Oh, non ho certo le prove. Ma so chi è. E so chi lo ha addestrato a fare quello che ha fatto. Conosci il professor Hogarth?
- Dirige l'Ashmolean.
- Certo. Ma è anche uno dei più importanti consulenti del Foreign Office sul Medio Oriente. E' stato allievo di Evans a Creta, parla sei lingue, conosce bene il Mediterraneo, ha viaggiato nei paesi musulmani. E' lui che ha reclutato Lawrence quando era studente. Gli ha fatto imparare l'arabo, lo ha mandato in Siria, gli ha insegnato quello che c'era da sapere. Io ero qui, ho visto quei due diventare padre e figlio.
- Reclutato?
- Hai mai sentito parlare della Tavola Rotonda? Non Artù, Lancillotto e compagnia. Parlo di una società fondata da Lord Milner e ispirata alle idee di Sir Cecil Rhodes. Ci sono dentro parecchi pezzi da novanta. Politici, ministri, direttori di giornali, accademici. 
Jack scosse il capo.
- Scrivono su una rivista che porta il nome della società. Il direttore è Lionel Curtis, ex-studente qui a Oxford e tutt'ora fellow di All Souls. Ti dice niente? 
A Jack venne la pelle d'oca.
Vaughan continuò.
- Qualche anno fa Curtis ha pubblicato un libro davvero illuminante, The Commonwealth of Nations. Te lo consiglio.
- Chi sono? Cosa c'entra Lawrence?
- Sono gli eroi di mio padre. Gente che si trova nei posti chiave, e non per caso, istruita a dirigere l'impero dall'interno, senza passare per il Parlamento. Hogarth è uno di loro. Mi chiedo cosa penserebbe Lenin di questo genere di imperialisti. 
- Non m'importa niente di Lenin, non hai risposto. 
In quel momento Leo Baker propose il terzo giro e la parlantina allegra di Barfield tornò a indirizzarsi su di loro. 
Vaughan si strinse nelle spalle: - Leggi il libro. - sibilò. 
Quando uscirono dal pub si salutarono tutti con una stretta di mano. Jack avrebbe voluto chiedere a Vaughan di fare ancora due passi, ma il suo appartamento era a Summertown. 
Così si incamminò da solo, attraverso le strade deserte. L'aria fresca gli avrebbe snebbiato la mente.
I presentimenti prendevano la forma di una rivelazione, un raggio di luce in mezzo alla foschia. Lawrence incarnava l'ipocrisia del dopoguerra, tutto ciò che di quell'epoca si potesse odiare. Era incredibile che poeti come Sassoon e Graves non se ne fossero accorti. Di più: era vergognoso.
Quando entrò nella sua stanza trovò Darsey che russava già profondamente. Si spogliò al buio per non svegliarlo e sperò di addormentarsi in fretta. La mattina dopo doveva alzarsi presto per accompagnare Warnie alla stazione.

Lord Dinamite
Gerusalemme, gennaio 1918


Christian Street. Un caleidoscopio di razze e tipi umani lungo la via che porta alla Chiesa del Santo Sepolcro. Ebrei russi con i riccioli che spuntano dagli zuccotti; sacerdoti greco-ortodossi con cappelli neri e barbe che sfiorano la pancia; vecchi nomadi del deserto, ritratti viventi dei profeti della Bibbia; bottegai turchi con fez e pantaloni alla zuava; mercanti arabi dai sorrisi falsi sulla soglia delle botteghe.
Gerusalemme. Crocevia tra Oriente e Occidente. Odore di spezie, sporcizia, umanità varia. Corrono voci, leggende che portano lontano, fino al deserto. 
Dopo lo sfondamento del fronte a Gaza e Bersheeva, gli inglesi sono entrati in città senza sparare un colpo.
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