<?xml encoding="utf-8"?>
<A HREF="069#b" NOPUSH><</A>
deserto è il vero nemico da tenere a bada, oltre i bastioni della Città Santa e di Damasco. Il resto è l'ordinaria amministrazione della guerra. Conteggio di morti, danni, chilometri persi o guadagnati. L'impresa che si accinge a compiere con la fredda dedizione per cui è famoso. 
Un'altra galleria. Di nuovo il buio inghiotte il passeggero.
- Devo partire. Al mio ritorno deciderò che fare di te. 
Mentre scivola fuori dal letto e inizia a vestirsi, la sente muoversi tra le lenzuola.
- Non vuoi che ti racconti la fine della storia?
Si volta a guardarla distratto. Il piccolo corpo è avvolto come in un sudario.
- Il finale è scontato, dolce Miriam. Prima o poi lo prenderemo. E scopriremo che anche le leggende sanguinano.
Il chiarore oltre il vetro annuncia l'uscita dal tunnel. 

25. Barton Street


Bussò due volte prima di provare a entrare. La porta non era chiusa a chiave. Appena varcata la soglia Andy fu investito dal puzzo di buio stantio. 
- Ned... Ned?
Raggiunse la finestra, tirò le tende e la spalancò, lasciando che il giorno irrompesse nello studio. Appoggiò il sacchetto sul tavolo fermandosi a osservare il caos sul pavimento. Fogli accartocciati, torsoli di mela, tazze sporche.
Controllò il bagno, si riaffacciò sul pianerottolo. Nessuno. Trasalì quando scorse la mano che spuntava da sotto la coperta gettata sul divano. La sollevò con cautela.
- Cristo, Ned...
Un rantolo a occhi chiusi.
- Cazzo, mi hai fatto paura. Sembravi stecchito.
Lo afferrò sotto le braccia per aiutarlo a mettersi seduto ed ebbe la percezione esatta di quanto fosse leggero. Ned si ritrasse con fastidio e si tirò su da solo, pallido e spettinato, la barba non fatta.
- Non mi dire che sei chiuso qui dentro da martedì. 
- Dove dovrei andare? - riuscì a dire prima che i colpi di tosse gli mozzassero il fiato.
Andy scosse il capo e indicò il sacchetto sul tavolo.
- Ti ho portato qualcosa da mangiare.
- Non te l'ho chiesto.
Andy scrollò le spalle.
- Fai come vuoi. Ma se non mangi ci resti secco sul serio.
Ned si alzò, raggiunse il lavabo e si versò l'acqua sulla testa. Prese ad asciugarsi con meticolosità.
Andy ne approfittò per dare un'altra occhiata in giro. Prima non si era accorto del plico di fogli sul tavolo.
- Hai scritto tutta la notte? - Misurò l'altezza della risma passandoci sopra una mano. - Non hai fatto altro, vero? Mi sa che hai qualche rotella fuori posto.
Ned non rispose. Andò alla finestra e respirò l'aria di Londra. 
- Che giorno è?
- Venerdì.
Tornò a sedersi sul divano e si guardò attorno come se non riconoscesse quel posto. 
- Hai portato anche il giornale? - chiese distratto.
- Nel sacchetto. Ma è di ieri.
Andy lo vide sfilare il quotidiano dalla busta e spiegarlo sulla scrivania. Per qualche minuto gli occhi chiari guizzarono da una riga all'altra. La carta attutì il rumore del pugno sul tavolo.
- Maledetti. 
Mentre lui tornava alla finestra Andy sbirciò il giornale. In prima pagina c'era la foto di un arabo con la barba scura. La didascalia lo indicava come il principe Feisal.
- Lo conosci?
Ned rispose senza voltarsi.
- Sì.
Andy scorse l'articolo. Spesso durante i lunghi pellegrinaggi per la città leggeva i giornali abbandonati sulle panchine dei parchi. Non che le notizie gli interessassero granché, non ne trovava nessuna che potesse riguardare la sua meschina esistenza. Ma era un modo per ingannare le lunghe attese dei clienti.
- Pare che se la passi piuttosto male.
Ned si lasciò cadere sulla sedia.
- E' colpa mia.
Andy non capì a cosa si riferisse, ma non fece domande.
Si ritrovò addosso uno sguardo torvo, lo stesso blu del mare profondo.
- Quando eri in Francia ti è mai capitato di tradire qualcuno?
Andy scosse la testa.
- Se ne possono dire parecchie sul mio conto, ma laggiù ho fatto il mio dovere. Nessuno ha avuto da lamentarsi di me. Una volta ho perfino salvato la vita a un sottufficiale.
Ned annuì.
- Allora non
<A HREF="071" NOPUSH>></A>