<?xml encoding="utf-8"?>
<A HREF="067#b" NOPUSH><</A>
che entrasse nello scompartimento e abbassasse il finestrino. Il treno fischiò ancora e sbuffò impaziente.
- Chris?
- Sì?
- Ricordi l'ultima riunione della T.C.B.S. prima che io partissi per Oxford?
- Non la dimenticherò mai.
Le ruote si mossero. Ronald si incamminò a fianco del vagone.
- Cosa portai quel giorno?
L'altro sorrise.
- Non portasti un bel niente, vecchio mio. Quel giorno eri a mani vuote e ce ne meravigliammo tutti. - il treno prese velocità. - Dio ti benedica, John Ronald. 
Ronald rinunciò a proseguire e rimase in mezzo alla banchina, la mano alzata in segno di saluto. 

Lord Dinamite
Valle dello Yarmuk, Sud della Siria, novembre 1917


Il paesaggio scorre rapido oltre il finestrino. Montagne battute dal vento, strette gole nella roccia, torrenti che precipitano verso il fiume. Lo Yarmuk si stende sinuoso nella valle e striscia sotto gli archi della strada ferrata, per proseguire parallelo, verso il Giordano. Due serpenti, uno d'acqua, l'altro di ferro, che si corteggiano lungo la via.  
Il passeggero si liscia i baffi nero pece. E' nervoso e infreddolito, stringe il bavero del cappotto, mentre scruta il profilo nebbioso dei monti del Golan. 
Il Sanguinario. E' con questo nome che lo temono, dal Caucaso all'Hejaz. I racconti sulla sua crudeltà corrono davanti alla locomotiva e annunciano la sua missione: fermare i crociati prima che conquistino la Città Santa. L'offensiva è massiccia, non può lasciare che sia von Falkenhayn, con la sua spocchia teutonica, a reggerla al posto suo. Deve essere là dove l'aspetta la Storia. Anche Saladino combatteva gli inglesi. Il loro re Cuordileone non riuscì mai a espugnare Gerusalemme. Dopo otto secoli sono di nuovo lì, con la stessa caparbietà, pronti a spezzarsi le corna contro le antiche mura. Non fosse per l'ipocrisia, li stimerebbe avversari degni. Si chiede che tipo debba essere Allenby, l'uomo che li comanda. Lo chiamano il Toro, perché quando punta un obiettivo, lo persegue a testa bassa finché non l'ha colpito. Se soltanto la guerra fosse questo, lo scontro tra uomini d'intelletto e forza superiori, sarebbe un'impresa epica, un duello alla spada tra cavalieri. In fondo quello è lo scenario dove hanno combattuto faraoni, re, imperatori. Invece bisogna avere a che fare con truppe pigre e demotivate, con l'ostilità dei civili, con i topi che rodono i pilastri della Sublime Porta. Può sentire il rumore dei denti, piccoli morsi che infettano il corpo dell'impero. Infimi esseri che cercano spazio per la propria genia e sopravvivono in branchi. Ebrei, maroniti, curdi, greci, arabi. Armeni. Tanti, troppi gli armeni. Sembravano non finire mai: quando i mucchi di cadaveri erano più alti di un uomo e coprivano l'orizzonte, ancora si potevano vedere le code sgusciare via.
Forse l'unica cosa che differenzia l'uomo dalla bestia è l'intenzione del male per ottenere un bene maggiore. In altre parole, la guerra. Gli inglesi blaterano di condurre una guerra pulita, ma mentono. Hanno schiacciato le rivolte in India e i Boeri in Sudafrica con la determinazione di una razza superiore. Gli inglesi conoscono la crudeltà quanto lui, sanno qual è il prezzo da pagare per tenere unito un impero. Per questo hanno finto di non vedere le montagne di cadaveri, anche se gli armeni erano cristiani come loro. 
Allenby è un uomo scaltro. Sa come usare i topi a proprio favore. In questo gli inglesi sono maestri. Un anno prima la rivolta dei beduini era un piccolo fuoco in fondo alla penisola arabica. Poi c'è stata la faccenda di Aqaba e oggi minacciano tutta la ferrovia dell'Hejaz. I capi tribù non sono più fedeli alla Sublime Porta, accettano il denaro degli inglesi, si mettono in marcia e dichiarano d'essere una nazione. Sono sempre gli inglesi a raccontarglielo e la storia è talmente bella da incantarli come bambini. In questo sono molto diversi dai cospiratori di città, velleitari e chiacchieroni. Quelli li ha già fatti impiccare
<A HREF="069" NOPUSH>></A>