<?xml encoding="utf-8"?>
<A HREF="066#b" NOPUSH><</A>
portano sempre le divise della King Edward's.
- Nient'altro?
- No.
- Tu cosa stavi facendo quando sono comparsi?
- Niente di particolare, riguardavo i miei vecchi racconti. L'ultima volta ascoltavo un allievo leggere.
- Mmmh. Cosa leggeva?
- Che importanza ha? Li ho visti io, non lui.
- Hai detto che lo ascoltavi. Dunque?
- Il Crist di Cynewulf. 
- Un brano in particolare?
- L'invocazione alla stella del mattino. Eala Eärendel engla beorhtast ofer middangeard monnum sended.
Il suono musicale dell'antico inglese fece sorridere Chris.
- Per noi comuni mortali?
- "Salve Eärendel, il più luminoso degli angeli, mandato agli uomini sulla Terra di Mezzo." - tradusse Ronald.
Si bloccò, la pipa a mezz'aria, colpito dalle proprie parole.
Chris si sporse in avanti.
- Non tenermi sulle spine, John Ronald. Si è accesa una lampadina?
- La prima volta che li ho visti stavo rileggendo un mio vecchio poema, una cosa che ho scritto prima della guerra. E' ispirato a questi versi del Crist. In effetti... - Ronald andò alla scrivania e recuperò un quaderno sotto una pila di libri. Prese a sfogliarlo. - Ecco qua.  - lo passò all'amico.
Chris lesse a bassa voce.
- "Sorse Eärendel dalla coppa dell'Oceano / sull'orlo tenebroso del mondo di mezzo; / Dalle porte della Notte come un raggio di luce / balzò oltre la linea del tramonto, / E lanciando la sua barca come scintilla d'argento / Dalla sabbia dorata / All'ultimo alito infiammato del Giorno / Egli salpò dall'Ovestlandia."
Ronald lo interruppe con un colpo di tosse.
- La seconda volta... era notte, ero seduto lì. - indicò la scrivania. - Leggevo un racconto e pensavo a tutti noi, sì, alla T.C.B.S.... Non so perché, ma ho pensato distintamente a questi versi. 
Chris chiuse il quaderno e vuotò la pipa nel posacenere.
- Grazie a Dio qualcosa abbiamo scoperto. Sembra che i fantasmi abbiano qualcosa a che fare con una stella. - fece fluttuare la mano in direzione di un ipotetico firmamento. - La stella del mattino, hai detto? E' Venere, l'eros... 
- Oh, non provare a spacciarmi le teorie di Freud. - sbottò Ronald. - Se dobbiamo scoprire che è colpa di mio padre che quasi non ho conosciuto, o di mia madre, riposi in pace... 
Chris mostrò i palmi. - Non ti arrabbiare. Per quanto ne so Freud si occupa di sogni, non di allucinazioni. Quello che intendevo dire è che se la nostra testa a volte funziona in modo bizzarro non significa che non ci sia un motivo. Capisci? Una ratio solo apparentemente illogica. Molti reduci possono confermarlo. Senso di colpa, spaesamento, nevrastenia... Si tratta di trovare il bandolo.
Ronald sentì la preoccupazione riaffiorare. Come aveva potuto, soltanto un'ora prima, sottovalutare la minaccia che incombeva sulla sua vita? Si sentiva di nuovo depresso.
- Non mi va di impazzire. Non voglio e non posso permettermelo.
L'amico gli toccò il braccio.
- Non credo che succederà. Devi soltanto trovare la risposta che ti dia pace.
- Non c'è nessuna domanda.
- Eppure a me sembra evidente. - disse Chris con occhi ridenti. - Chi è Eärendel?
Ronald scrollò le spalle.
- Per gli antichi Sassoni è una personificazione della stella del vespro e del mattino. Per i cristiani simboleggia il ritorno del Salvatore.
- Questa risposta va bene per i tuoi allievi. Ma temo che per te non sia sufficiente.
Ronald fu sul punto di ribattere qualcosa, ma poi tacque. Chris non aggiunse altro. Si lasciarono cullare dal silenzio, giocatori concentrati su una scacchiera invisibile.

L'indomani si salutarono al fischio del treno. Chris spese ancora qualche parola e il suo più mite sorriso per tranquillizzare Ronald. 
- Noi siamo qui e loro no. Non sottovalutare il senso di colpa, è una cosa molto comune. Ci chiediamo quale disegno possa esserci dietro tutto questo e abbiamo la vita intera per trovare la nostra risposta. 
Ronald gli strinse forte la mano.
- Grazie di essere venuto. Ti scrivo presto. 
- Mi raccomando.
Aspettò
<A HREF="068" NOPUSH>></A>