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i generali mancano di fantasia.
Un risolino d'approvazione serpeggiò nel bivacco che si apprestava ad affrontare la notte. Oltre i vetri la città era sparita nel buio, sepolta sotto la neve.
- Io non riuscivo a convincermi che Medina dovesse essere il nostro obiettivo. Che senso aveva perseverare nell'assedio di una città già isolata, quando potevamo puntare al cuore dell'impero ottomano? Al diavolo Medina, io volevo Damasco. Era uno spreco costringere gli arabi a combattere una guerra di posizione, bisognava lasciare che conducessero le cose alla loro maniera. Colpire e sparire, come il vento del deserto che soffia a folate improvvise, ti acceca e passa, lasciandoti solo il ronzio nelle orecchie e il fucile otturato di sabbia. Gli altri ufficiali della missione inglese erano troppo devoti all'ortodossia per prendermi sul serio. - accompagnò un sogghigno a una scrollata di spalle. 
- Poi arrivò Auda. E tutto cambiò.

Lord Dinamite
Il Cairo / Deserto del Sirhan, maggio 1917 


- Una dentiera. 
Il professor Hogarth si protende verso la scrivania, l'espressione perplessa di fronte a quella sconsolata di Clayton.
- Prego?
L'ufficiale lo guarda da sopra il foglio che tiene tra le mani.
- Chiede una dentiera nuova per un certo... - gli occhi frugano la missiva. - ...Auda Abu Tayi. Inoltre mi comunica che non parteciperà all'accerchiamento di Medina, perché non ne condivide le finalità e... - legge di nuovo - ...un apporto demotivato da parte sua non sarebbe utile alle operazioni. Si sta spostando a nord per vagliare la possibilità di estendere la rivolta ed espugnare Aqaba. Nientemeno. 
Con un gesto stanco Clayton lascia cadere il foglio sul tavolo. 
- Questa lettera sembra il frutto di un colpo di sole. - Scorge il sorriso sotto i baffi del professore. - Lo trova divertente?
Hogarth alza una mano in segno di scusa.
- Mi perdoni. Conosco Lawrence da troppo tempo per stupirmi del suo spirito d'iniziativa.
- Spirito d'iniziativa? - Clayton trattiene a stento l'alterazione nella voce. - Mi chiedo se si renda conto di essere in guerra, sottoposto a ordini di servizio.
L'altro sospira paziente e per un attimo guarda verso la finestra che incornicia il cielo limpido del Cairo. 
- Mi dica della dentiera. 
L'ufficiale alza di nuovo il foglio.
- Al quartier generale di Feisal è arrivato questo Auda, un bandito piuttosto noto, a quanto pare. Sembra che in segno di fedeltà al principe abbia rifiutato di mangiare alla sua mensa con la dentiera regalatagli dal governatore turco Jemal e l'abbia spaccata su un sasso. - il tono è incredulo. - Adesso però quest'uomo non riesce più a mangiare e ha bisogno di una dentiera nuova. Lawrence chiede di mandargli un dentista esperto dal Cairo.
Lo sguardo dello studioso tradisce ammirazione.
- Auda Abu Tayi è il capo degli Howeitat, la tribù di predoni più agguerrita dell'Arabia settentrionale. E' molto temuto. Un combattente leggendario, oserei dire. Si raccontano molte storie sul suo conto. Finora si è fatto pagare dai turchi per rimanere neutrale. Il fatto che abbia deciso di abbracciare la rivolta è un ottimo affare per noi, la sua influenza è decisiva per coinvolgere gli altri capi della regione. Se vuole il mio consiglio, gli procuri dei solidi denti inglesi. E' un investimento di cui non si pentirà. 
La risposta è un mugugno basso e vibrato.
Il professore decide di insistere.
- I turchi non si aspettano un attacco degli arabi verso il Sinai. Alle nostre truppe impegnate a Gaza non può che tornare utile e Aqaba è l'ultimo porto turco sul Mar Rosso, la nostra ultima spina nel fianco.
- Esiste già un piano d'attacco navale ad Aqaba. - ribatte Clayton. - Lawrence ne è al corrente. 
Hogarth annuisce.
- Ma sa anche che il golfo di Aqaba è un cul de sac. Laggiù i turchi hanno cannoni a lunga gittata, possono bersagliare i mezzi da sbarco e inchiodare le truppe sulla spiaggia. Il dispendio di vite umane sarebbe enorme, il risultato 
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