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senza nemmeno consultarci. Cucine, lavanderia, pulizie, cura dei locali. Se sparisce un penny o il laccio di una scarpa siamo noi che vengono a cercare. Se il cibo fa schifo se la prendono con noi, anche se è la direzione che tira al risparmio con i fornitori.
Mentre Burnes parlava, Robert mise in fila gli indizi incontrati arrivando lì. Studenti senza berretto che si affrettavano nel cortile. Un paio di professori che scambiavano commenti indignati sotto il portico.
- Una cosa inaudita.
- Da non crederci.
E adesso quella parola, la più incredibile.
Sciopero.
Da qualche tempo stava succedendo qualcosa. Un disciplinato subbuglio attraversava i college, animato dai reduci. Era come se la soglia dell'attenzione collettiva si fosse d'improvviso innalzata a una vetta prima sconosciuta. Si iniziava a discutere ogni cosa, anche i piccoli dettagli della vita comune. 
Aveva fatto molto scalpore la prima conquista ottenuta dagli studenti del suo college, il St. John's, guidati da un generale di brigata appena venticinquenne e con un braccio solo. Grazie alle proteste contro il pessimo servizio di refezione, il consiglio d'istituto aveva dovuto nominare una commissione cucine con un rappresentante stabile degli studenti al suo interno. Una piccola scaramuccia che poteva preludere a battaglie su più vasta scala. Non erano gli ammutinamenti di soldati dell'estate precedente, ma era la prova che le cose potevano cambiare anche lì, dove ogni pietra avrebbe potuto raccontare l'intera storia d'Inghilterra. Tu quoque, Oxford. Se perfino gli inservienti si mettevano a scioperare, forse i tempi stavano davvero cambiando. 
Robert rimpiangeva di dormire fuori città e non partecipare a quello slancio. Andava al college solo una volta al mese, per recuperare l'assegno di studio. Si ripeteva che mancavano poche settimane alla nascita e doveva restare accanto a Nancy, ma la verità era che stava poco anche a casa, e il tempo libero dalle lezioni lo trascorreva in compagnia di Lawrence.
T.E. appariva divertito dall'idea che gli studenti prendessero parte attiva alla vita dell'università. Spesso si intrufolava nelle assemblee di All Souls, per ascoltare cosa veniva detto. Una volta Robert lo aveva accompagnato, per sentirlo intervenire sulla necessità di sistemare il prato del Quadrangolo, ridotto in condizioni pietose. Ma le sue parole non erano state prese sul serio. Tutti avevano pensato a una posa, un modo di dimostrare simpatia alla truppa da parte di uno che doveva avere ben altre preoccupazioni per la testa. Ad esempio i destini del Medio Oriente, o la stesura del suo importante memoriale. Quando lo aveva visto rimanerci male, Robert aveva capito che invece T.E. era serissimo. Voleva partecipare - come ultimus inter pares, gli disse - e se non volevano ascoltarlo avrebbe fatto da sé. Aveva rintracciato un micologo alla facoltà di biologia per farsi spiegare come gettare spore nel cortile e farci nascere i funghi. Così non avrebbero avuto altra scelta che rifare il manto erboso. Robert lo aveva sconsigliato, prendendolo in giro: la sua era "una fuga in avanti solitaria".
Riemerse dalle riflessioni e arrancò dietro a Burnes, che continuava a parlare.
- ...e lui ha detto "Tagliate i rifornimenti". Sissignore, proprio così. Neanche ce n'eravamo accorti che fosse lì, ma io ho riconosciuto subito la voce. Ci siamo voltati tutti. Era in un angolo che sbucciava una mela. Credo fosse sceso nelle cucine perché aveva fame, o forse aveva sentito della nostra riunione, chi lo sa. Qualcuno ha fatto notare che potevano sbatterci fuori. Mica siamo operai o minatori, quelli sono organizzati. - Burnes rallentò il passo, il volto ridente. - Non ci crederà, signore. Si è alzato, è venuto in mezzo a noi e ha detto: "Credete che a stomaco vuoto e senza mutande pulite il rettore potrà dettare condizioni?"
Burnes scosse la testa e non trattenne un risolino. 
- Stamattina il consiglio d'istituto firma la resa. 
Si
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