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pronunciate come fossero le più banali del mondo. Questo è Lawrence.
Credo che per lui l'Arabia sia stata una folgorazione. Quando tornò mi parlò con entusiasmo del principe Feisal. Disse che aveva trovato quello che cercava. Poi ripartì.
Lo rividi soltanto nel '17. Era vestito da beduino e puzzava. Aveva attraversato il Sinai a dorso di cammello, praticamente da solo, per portarci in dote un'armata araba. 
Fu allora che nacque l'intesa con il generale Allenby. Quei due si piacquero dal primo momento e trovarono il modo di essere utili uno all'altro. Il resto fa parte delle cronache di guerra e della trionfale avanzata di Allenby fino a Damasco.
Questo è quanto posso dirti per soddisfare la tua curiosità. Si tratta di un uomo molto strano, sfuggente, lo definirei ambiguo se non avessi il timore di apparire ingiusto. Sono certo che non seguiresti mai il mio consiglio di non legarti troppo a lui, perciò te lo risparmio.  
E' troppo sperare che nella prossima lettera tu mi faccia sapere di voi? Se i miei calcoli sono esatti dovrebbe mancare poco al disvelamento del mistero: i Graves avranno l'erede maschio che nostro padre aspetta con ansia? Saluta tutti da parte mia e bacia la piccola Jenny. Soprattutto fai un grosso in bocca al lupo a tua moglie Nancy. 
In attesa della lieta novella,

	tuo fratello,
	Philip 

15. Soviet


Solo quando si chiuse il cancello alle spalle, Jack realizzò quanto fosse tardi. Lanciò un'occhiata alla casetta e finse di non vedere la sagoma dietro il vetro. Calcolò che non sarebbe mai arrivato al college prima del rintocco, ma inforcò la bici e pedalò fino a Cowley Road, con le gomme che slittavano sull'asfalto bagnato. Non poté evitare lo scroscio di pioggia che lo investì poco dopo. Durò appena il tempo sufficiente a trasformare i vestiti in una zavorra grondante. Quando attraversò il Magdalen Bridge e si lanciò sullo High gli facevano male le gambe. Frenò davanti al portone dello University College, legò la bici ed entrò.
Sulla seconda rampa di scale udì le voci, captò presenze, gli parve quasi di avvertire il calore corporeo di persone stipate nel salotto al piano di sopra. Socchiuse la porta e si intrufolò cauto. 
Erano tutti lì, intenti ad ascoltare. Nemmeno si accorsero di lui. Eccetto Darsey, che gli fece cenno di girare dietro l'oratore e raggiungerlo. Chi parlava era Walton, uno dei più anziani, che si era guadagnato i gradi di capitano durante l'ultima offensiva tedesca. Parlava a voce alta, come stesse ancora incitando i suoi uomini a resistere.
- ...al St. Jonh's hanno organizzato un consiglio studentesco per migliorare le condizioni del convitto. Mensa, orari, regolamento.
Una voce si alzò dal fondo.
- Vuoi dire un soviet?
Walton non batté ciglio.
- Sono stati tutti sotto le armi, come buona parte di noi dello Univ. Hanno disciplina e spirito organizzativo. Cose che non mancano a chiunque abbia fatto la guerra. 
Alcuni sorridevano, scambiando commenti e mormorii, altri annuivano seri.
Jack camminò lungo la parete. Non voleva farsi notare, aveva voglia di ficcarsi a letto senza dare spiegazioni a nessuno.
- Qualcosa di simile accade anche in altri college. - continuava Walton. - Al Keble, per esempio, a All Souls.
- Bella forza, hanno il Principe della Mecca!
Molti risero. Chi aveva parlato ricevette una sonora pacca sulla spalla.
Walton annuì.
- Certo. E non sarebbe una cattiva idea formare una delegazione che andasse a parlare con il colonnello Lawrence e gli chiedesse di rappresentare tutti gli studenti.  
Le risatine si fecero più nervose. 
- Sì, fondiamo un emirato socialista sovietico! - suggerì qualcuno.
Jack avvertì la loro eccitazione. Scherzavano per allentare la tensione del momento. Erano giovani, avevano scampato la morte, si sentivano diversi da chiunque altro pestasse la terra di quel paese, almeno quanto si sentivano fratelli di ogni sopravvissuto. Jack pensò che anche per lui sarebbe stato
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