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- Nuove disposizioni da casa. 
- Hogarth?
Woolley annuisce.
- Pare che le mappe del Sinai vadano aggiornate.
La notizia costringe il giovane a sedersi sulla branda. - Allora ci siamo? 
- Sì. Hogarth è convinto che in capo a un anno saremo in guerra.
- Il Sinai... - ripete il giovane tra sé. - I turchi sospetteranno.
- Sospettino pure. L'ambasciatore ha ottenuto i permessi. Sarà una spedizione archeologica sulle tracce di Mosé. - Un sospiro profondo. - Spero avanzerà il tempo di tornare qui per gli ultimi imballaggi e chiudere gli scavi.
Rimangono a lungo in silenzio, valutando ciò che li aspetta.
- Che faremo quando scoppierà la bufera? - chiede Lawrence.
Woolley ripiega i fogli.
- La nostra parte. Come abbiamo fatto finora.
Il tempo di sdraiarsi e la lampada viene spenta con un soffio. Il buio riconquista lo spazio tra i due uomini lasciandoli in balia dei pensieri. 



El Urens
inverno 1920



13. Rinascita

Il treno rallenta fino a fermarsi in un clangore di elmetti e gavette. L'ultimo scossone strappa le imprecazioni dei soldati. 
- Sveglia!
Il portello si spalanca sulla pianura e gli uomini saltano giù, goffi sotto il peso degli zaini, le mani a proteggere gli occhi dal riverbero del cielo bianco. Davanti a loro, sul muro della stazione, campeggia una scritta malconcia: Béthune. 
- Sveglia!
Spinti dalle urla dei sergenti, formano una fila assonnata lungo la strada fangosa che costeggia un gruppo di casette, simili a funghi spuntati dopo la pioggia. Viene dato l'ordine di cantare e comincia la nenia, mentre una banda di ragazzini smagriti sbuca dalle tane e corre lungo la colonna in marcia.
- Tommee, donnez-moi viande en boîte! Donnez-moi viande en boîte, s'il vous plait, Tommee!
- Sveglia, Robert!

La gomitata lo riscosse. Impiegò qualche secondo a tornare in sé, mentre la canzone del reggimento rifluiva nella voce del professore di letteratura. Stava parlando di Coleridge.
- Sognavi di nuovo a occhi aperti. - sussurrò Edmund.
Robert lo ringraziò con un tocco sulla spalla. Gli capitava spesso di essere rapito da immagini e ricordi, le sensazioni erano tanto vivide da coinvolgere i sensi. Sentiva ancora il puzzo delle carcasse di vacca, fuori dal villaggio di Béthune. 
Provò a concentrarsi sulla lezione, ma l'argomento non veniva in suo aiuto. Quasi si pentiva di avere lasciato il corso di letteratura classica per quello di letteratura inglese: i professori erano genuflessi sulle tombe dei poeti del XVIII secolo. Perfino l'insegnante di anglosassone leggeva il Beowulf raccomandando di non perdere tempo a cercarvi un qualche valore letterario. I rozzi vichinghi che avevano cantato le gesta del loro antico eroe non potevano avere niente da dire all'orecchio dei contemporanei. La letteratura poteva fiorire solo nel languido Distretto dei Laghi, non certo nella gelida Danimarca. Per non parlare del modernismo: una parola da mormorare nei corridoi, attenti che nessun professore fosse nei paraggi.
Quel mare di conformismo accademico si gonfiava in burrasca in occasione dei rendiconti trimestrali al consiglio d'istituto, dove vecchi gargoyle nero-togati sputavano sentenze sui saggi degli studenti. Ci avevano messo poco a superare la soggezione verso i giovani salvatori della patria e a riacquistare la sicumera di prima della guerra, con buona pace di chi aveva versato il sangue per consentire loro di comandare ancora. Il rimprovero più comune era di avere un gusto letterario. Preferire significava scegliere e una selezione poteva indurre la tentazione di eccellere: un'eresia appena meno grave della sodomia e della convivenza more uxorio. 
Eppure era come se adesso incontrassero una certa resistenza passiva. Quegli ex-soldati che avevano abbandonato l'uniforme per reindossare i pastrani neri, iniziavano a fare una cosa nuova: si guardavano in faccia e si riconoscevano. Le parole sarebbero seguite presto. I fatti, forse. Qualche segnale già si leggeva, voci, 
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