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liberi di solcare il mare?
Bernardo lancia alcuni ordini al capitano della nave, da un capo all'altro del ponte risuonano fischi e avvertimenti.
Le sorrido: - Hai ragione.
Non aggiungo altro. La figlia e la giovane serva l'accompagnano alla cabina.
Joo, dal castello di poppa mi fa segno di raggiungerlo.
- Il capitano dice che il vento e' favorevole. Meglio non perderlo. Arriverete a Lissa in un paio di giorni al massimo. Poi Ragusa. Altri due giorni per Corfu'. Una volta raggiunta Zante, sarete fuori portata dei veneziani.
- Cosa significa?
Abbassa lo sguardo: - Io e Bernardo torniamo a Venezia.
- Sei impazzito!? Vi vogliono morti.
Il sefardita fissa la linea della costa sfumata dalla nebbia.
Sospira.
- Ludovico, tu non puoi capire. Noi siamo una famiglia: abbiamo un patrimonio da difendere. Il mio compito e' quello di recuperare quanto e' possibile dalle grinfie dei veneziani. E credimi, non me lo sono scelto io.
Mi volto d'istinto verso la cabina di Beatrice.
Il sorriso dei Miquez: - In un certo senso anch'io, come tutta la gente che vedi su questa nave, sono sul libro paga.
Torna a fissare la costa: - Non possiamo lasciare a Venezia tutto quanto.
- Credi che si faranno portar via il malloppo sotto il naso, dopo tutto quello che hanno fatto per fottervi?
- Nient'affatto. Dovro' usare la diplomazia, l'inganno e forse anche la forza. Tutte le armi dell'arsenale dei Miquez.
Mi strappa una risata.
- E poi c'e' anche un altro motivo per tornare indietro. La famiglia di cui ti parlo e' vasta quanto un popolo. A Venezia ci sono cinquemila Marrani, come li chiamano, e rischiano tutti di essere imprigionati o uccisi. Bisogna trovare il modo di portarne fuori il piu' possibile.
Annuisco.
- Cosa faremo nelle terre del Sultano?
- Costantinopoli ti piacera', vedrai. La citta' piu' grande del mondo, oltre mezzo milione di uomini. Anche l sono in molti a doverci dei favori, Solimano in testa a tutti.
- Che genere di favori? Quelli di cui ti accusava un certo Tanusin Bey?
Sorride: - Ludovico, la casa dei Miquez e' grande quanto il mondo. Per ogni porta che si chiude, un'altra se ne deve aprire -. Una robusta pacca sulla spalla. - Hasta luego, amico mio. Ci rivediamo a Costantinopoli.
Joo scende sul ponte, dove Duarte lo sta gia' aspettando insieme al fratello.
Raggiungono la piccola imbarcazione attraccata sotto la nave. La vela si spiega al vento con uno schiocco.
La guardo scivolare via, mentre il capitano dell'ammiraglia da' l'ordine di issare l'ancora.

***

Al largo delle coste romagnole ho smesso di indugiare sull'orizzonte, intirizzito dal freddo.
Sotto coperta distendo le ossa indolenzite su una branda. Beatrice mi attende, ma prima un groviglio di pensieri e sensazioni pretende di essere sciolto.
Fogli decrepiti, ormai polvere sui trent'anni trascorsi.
La moneta del regno di un solo giorno.
La copia di un libro che non lascera' traccia.
Un taccuino fitto di appunti.
La piu' strana eredita' che il destino potesse affidarmi.
Heinrich Gresbeck, o qualunque fosse il suo nome, e' l'ultimo volto che prende posto nella galleria dei fantasmi. Forse i suoi giorni migliori sono stati quelli trascorsi al mio fianco. Forse e' cos che dovrei ricordarlo.
Desiderava che fosse la mia mano e non quella dei sicari di Carafa a farlo cadere. Invece e' rimasto vittima del piu' ridicolo dei miei nemici e della sua stessa macchinazione. Il Mulo: miserabile pappone che voleva vendicare un affronto subito, approfittando della canea scatenata contro i Giudei. Avrei dovuto ucciderlo allora. La risata che mi ha accompagnato negli ultimi tempi torna a salirmi in gola: i destini dei potenti e degli uomini appesi al gesto dell'ultimo coglione.
La confessione di Manelfi e' bruciata. Gli uomini non sapranno mai che quelle poche pagine avrebbero potuto cambiare per sempre il corso degli eventi. I dettagli sfuggono, le ombre minori che hanno popolato la storia scivolano via dimenticate. Lenoni, piccoli chierici meschini, fuorilegge senzadio,
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