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21 agosto 1551

Carafa si espone in prima persona. Di fronte al Concilio ha accusato gli Spirituali di inadempienza, di non aver mai fatto niente per impedire la diffusione del Beneficio di Cristo. Sostiene che Pole e i suoi amici non hanno mai voluto rendersi conto della portata eretica del libro di Fontanini a causa dei loro ambigui intenti di riconciliazione con i luterani. Li sta accusando di essersi lasciati circuire dalle idee protestanti. L'imputazione e' gravissima.
Il vecchio teatino non era mai sceso in campo personalmente. Se gli Spirituali non sapranno reagire in tempo, sono destinati a soccombere.


Capitolo 37
Ferrara, 11 settembre 1551

Via della Gattamarcia. I nomi degli uomini non dicono nulla, quelli dei luoghi non vengono mai a caso.
Puzzo di letame e carogna. Carcasse rinsecchite di gatti, ciuffi di piume spiaccicati che devono esser stati polli, prima che i topi ne rodessero le ossa. Merda ovunque, quasi impossibile non pestarla. Da qui non ci passa nessuno, se non per incontri furtivi e loschi, le vere vie di transito sono all'interno delle costruzioni, interi quartieri coperti, cunicoli, passaggi, in un complicato incastro di abitazioni, officine, botteghe. Questa via stretta e' uno scarico di escrementi e rifiuti a cielo aperto.
Pietro Manelfi e' agitato, pedante, impaurito.
- ...e molte volte ho avuto la sensazione di essere seguito, spiato. Ma piu' di tutto come ti dicevo sono tutte quelle domande in giro, il mio nome fatto nelle osterie, persone mai viste che fanno domande. E poi tutte le cose che si sentono dire, che anche fuori cominciano ad alitare sul collo dei confratelli, in Romagna, nelle Marche. Si sentono tante cose, c'e' l'Indice dei libri, e tutto questo bordello sul Beneficio di Cristo. Non dovevano andare cos le cose, dicevi che questo Papa avrebbe avuto piu' misura, e invece sembra che nessuno sia piu' al sicuro, nemmeno i cardinali, figuriamoci noi. C'e' troppa gente che va in giro a fare domande, ci stanno addosso, preparano qualcosa. Anche qui. Hai visto cosa e' successo a Giorgio Siculo? Il duca non ci ha pensato due volte a bruciarlo. A Venezia, al concilio, s'e' parlato di nicodemismo, dissimulare la nostra fede, ma quando ti mettono le mani addosso come fai, quelli ti torchiano, usano le tenaglie roventi, se va bene ti sbattono in galera tutta la vita.
- Basta, Pietro! Capisco l'ansia di sentirsi braccati, ma il puzzo ignobile di questa fogna dove mi hai dato appuntamento ti sta annebbiando la mente. Pensavi che il clero di Roma potesse diventare nostro alleato!? O che i principi si sarebbero compromessi per spendere una parola in nostro favore? Perche' allora avremmo avuto bisogno di dissimulare? Non capisci che cercano di terrorizzarci? Questa e' la loro strategia: sospettare di tutti affinche' chi ha ragione di temere faccia un passo falso e si scopra.
Anche lui puzza, di sudore e paura: - Ma se mi prendono!? Io non voglio fare la fine del Siculo!
- Parli di me, soltanto di me e ritratti tutto. Dici che sono stato io a imbottirti di false credenze, che eri debole e che io sono stato bravo a spacciare falsita' per la giusta dottrina.
Si tortura le mani agitato: - E se prendono te?
Lo appendo al muro, la faccia contro la sua: - Sentimi bene, Pietro, vattene da Ferrara. Torna nelle Marche, chiuditi in un convento, scappa in cima a una montagna, ovunque tu ti possa sentire al sicuro e farti passare la paura. Non mi piacciono i pavidi che si lasciano paralizzare da qualche domanda fatta in giro -. Lo lascio scivolare giu' rattrappito. - La paura puo' essere un'alleata, se ti serve a essere piu' cauto e piu' astuto. Se ti caghi addosso, il nemico ti trovera' seguendo la puzza di merda.
Mi allontano, via da quel tanfo.


Capitolo 38
Ferrara, 2 ottobre 1551

Il Chiu' ha versato acquavite. Una battuta e un commiato veloce, verso la residenza dei Miquez.

Beatrice e' in piedi accanto a una grande voliera. Un merlo delle Indie becca una mela dalla sua mano.
Ogni volta che la vedo
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