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scontenti dell'aumento di potere dell'Inquisizione e dei cardinali intransigenti. Non v'e' citta' che non abbia i suoi circoli dove si coagula un profondo malcontento e la consapevolezza che un laccio soffocante si va stringendo. I valdesiani di Napoli, i cripto-calvinisti fiorentini, gli amici di Pole a Padova, i filo-riformatori veneziani. E poi a Milano, Ferrara... Principi come Cosimo de' Medici o Ercole II d'Este possono trovare in questi fermenti e in queste figure la sponda per tenere l'Inquisizione lontana dai loro confini ed essere quindi costretti a inaugurare una stagione di liberalita' e tolleranza. Il vecchio potere dei nobili casati puo' tornare utile per impedire l'avanzata del nuovo potere inquisitoriale. Queste grasse famiglie sentono l'ingerenza di Roma come un occhio puntato sui loro domini, una presenza incombente che toglie loro spazio. Se vedessero montare il dissenso delle popolazioni verso i privilegi e le gerarchie ecclesiastiche, potrebbero risolversi a contrastare i tribunali del Sant'Uffizio.
Il compito di noi battisti sara' quello di vincere la cronica irresolutezza di queste cerchie di letterati, pungolarli, spingerli a venire allo scoperto, prima che sia troppo tardi.
Ma esiste anche uno scontento popolare, diffuso nelle campagne e ovunque. Un'istintiva e quasi connaturata avversione verso lo strapotere del clero, dettato dalle condizioni miserabili in cui versano le popolazioni. Riuscire a essere la cesura tra lo spirito evangelico plebeo e il dissenso colto e' il difficile compito che dovremo assolvere.
Questo non deve avvenire necessariamente alla luce del sole, bensi' con la dovuta precauzione della dissimulazione delle intenzioni e della fede. Il nostro concilio deve servire a dare unita' d'intenti per l'immediato futuro a tutti i confratelli sparsi per la penisola. Si terra' a Venezia in ottobre e sara' clandestino. Io non ci saro'.
- Come!? Sei l'unico filo che puo' legare tutte le comunita'! Per tutti sei il punto di riferimento...
- Per me parlera' il documento che ti affidero'. Se e' vero che sono l'unica autorita' spirituale, e' meglio che rimanga nell'ombra. Che di Tiziano non si conosca il volto, ma la potenza della parola.
Manelfi abbassa lo sguardo, deferente, e stende il foglio sullo scrittoio. Una grafia minuta di annotazioni. Sara' il portavoce di Tiziano al concilio dei battisti italiani.


Il diario di Q.

Anversa, 3 settembre 1550

Lodewijck de Schaliedecker, alias Eloisius Pruystinck, alias Eloi.
Di mestiere copritetti.
Imputato della diffusione di libri eretici, di negare sostanza a Dio, di negare il peccato, di sostenere la perfezione dell'uomo e della donna, di praticare l'incesto e il concubinaggio.
Arso sul rogo come eretico il 22 ottobre del 1544, insieme a molti membri della sua setta, cosiddetta dei Loisti.
Il suo nome appare piu' volte negli annali delle autorita' anversane, associato a quello di David Joris, Johannes Denck, e di alcuni notabili e ricchi mercanti locali.
Gia' negli anni Trenta diversi suoi seguaci e fiancheggiatori furono arrestati.
Nonostante le umili origini Pruystinck e' stato uno dei perni dell'attivita' antiecclesiastica ad Anversa, ma inviso anche ai luterani.
Fu processato e condannato a una blanda pena nel febbraio del 1526 su delazione di Lutero, che dopo averlo incontrato a Wittenberg scrisse alle autorita' di Anversa per segnalarne la pericolosita'. Scampo' alla pena grazie a una ritrattazione completa e alle deboli sanzioni allora vigenti.
Nel 1544 fu sottoposto alla tortura affinche' confessasse le sue pratiche e le sue idee blasfeme.
Non riconobbe mai nessuno dei suoi complici o seguaci, firmando di proprio pugno la sentenza di morte.
Sentenza controfirmata da Nicolas Buysscher, domenicano, che ha raccolto le sue ultime deposizioni.

Il tedesco che sto cercando e' un morto che riempie un intero fascicolo nell'archivio dell'Inquisizione di Anversa.
Il morto oggi e' titolare di un bordello di lusso a Venezia.
Il tedesco che sto
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