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aver preso i pidocchi la' dentro in mezzo a quei vecchiacci, piu' morti che vivi. Settantaquattro anni, piu' vecchio del Papa, e quasi non dorme.
Vorrei avere le stesse energie. Invece sono qui, in attesa di ordini, fermo da settimane, a fare inutili passeggiate per i colli di Roma, a rallegrarmi del clima mite di questa stagione, come un vecchio arnese alla fine dei suoi giorni.
Ho scritto di nuovo agli inquisitori di mezza Italia per reperire informazioni su Tiziano. Ancora niente.

Roma, 30 aprile 1550

Tiziano a Firenze.
Pier Francesco Riccio, maggiordomo e segretario di Cosimo de' Medici.
Pietro Carnesecchi, vecchia conoscenza viterbese, gia' processato nel '47 e assolto per intercessione papale.
Benedetto Varchi, lettore dell'Accademia Fiorentina, proveniente dal circolo degli Infiammati di Padova.
Cosimo Bartoli, console dell'Accademia Fiorentina, e gia' lettore del Beneficio di Cristo.
Anton Francesco Doni, letterato, staffetta tra Firenze e Venezia.
Piero Vettori, amico di Marc'Antonio Flaminio e corrispondente del cardinale Pole.
Jacopo da Pontormo, pittore eccellente, e il suo allievo Bronzino.
Anton Francesco Grazzini, detto il Lasca, poeta fustigatore della Chiesa.
Pietro Manelfi, chierico marchigiano.
Lorenzo Torrentino, stampatore.
Filippo Del Migliore e Bartolomeo Panciatichi, patrizi.
La nutrita cerchia dei cripto-luterani fiorentini. Trascorsi differenti, approdati nello stesso posto, sotto l'ala protettrice del duca Cosimo I de' Medici, mecenate e avversario acerrimo dei Farnese, sempre pronto ad attizzare il fuoco della polemica anti-papale per il proprio interesse.
Tiziano ha sguazzato per tutto lo scorso inverno in quello stagno. L ha trascorso i giorni del Conclave, tra i piu' accaniti sostenitori di Reginald Pole.
Gli inquisitori riferiscono che piu' di tutte preferisse la compagnia del pittore Pontormo e del suo allievo Bronzino.
Ormai sessantenne, Jacopo da Pontormo trascorre notte e giorno a quello che sembra il suo sforzo piu' grande, l'affresco della basilica di San Lorenzo, commissionatogli da Pier Francesco Riccio per conto di Cosimo I. La massima segretezza avvolge i lavori, anche le bozze dei disegni preparatori sono celate. Solo il Bronzino e pochissimi altri possono accedere alla visione di cio' che il maestro sta facendo.
Voci, missive anonime recapitate all'Inquisizione fiorentina, l'occhio indiscreto di qualche frate: Pontormo sta rappresentando in dettaglio Il Beneficio di Cristo nell'abside della chiesa in cui dovra' essere tumulato Cosimo de' Medici.
Dalla fine del Conclave non si hanno piu' notizie di Tiziano a Firenze.

Roma, 8 maggio 1550

Carafa contava sui francesi. Ma le notizie che giungono dalla Francia dicono che Enrico II non puo' permettersi di riprendere la guerra contro l'Asburgo la' dove suo padre l'ha lasciata, perche' gli occorrono dei finanziamenti che nessuno e' disposto a concedergli.
Carafa dice che l'Imperatore si sta impegnando per trovare un accordo con i teologi luterani e se ci riuscisse gli Spirituali potrebbero ancora avere la meglio.
Carafa vuole allontanare Pole da Roma. Lo vuole fuori dall'Italia.
Carafa dice che in Inghilterra sta per scoppiare una guerra di successione. Enrico VIII e' morto lasciando dietro di se' uno stuolo di figli che si contendono la corona.
Carafa dice che bisogna preparare il terreno per la riconquista cattolica dell'Inghilterra e che bisogna fare in modo che l'impresa sia affidata a Pole.
Carafa dice che devo andare in Inghilterra per prendere contatti con i sostenitori di Maria Tudor, devota al Papa, intenzionata a contestare la corona del fratellastro.
Carafa parla di un incarico delicato e importantissimo, che puo' assegnare soltanto al suo servitore piu' fidato. Carafa non ha mai parlato in questo modo.
Carafa serve cicuta in una coppa d'argento.

Prima o poi doveva succedere.
Carafa mi toglie dalla partita maggiore, quella che ho seguito dall'inizio.
La stella di Qoelet e' tramontata.

In Inghilterra. A
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