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Una strada che non dorme mai: un gran da fare di conciatori, fabbri e calzolai di giorno; di cosce e tette di notte. Scivoliamo silenziosi dentro il vicolo, senza guardarci alle spalle. Ci fermiamo fingendo di parlottare: nessuno ci segue.
Proseguiamo fino alla casa: tre colpi piu' uno.
- Chi e'?
- Pietro e Tiziano.

***

A Ferrara si sta bene. e' una citta' in cui tutto gira a un ritmo particolare, tutto si incastra. Ma non come a Venezia. Venezia e' complicata, a Venezia muovi uno spillo e rischi sempre di pungere il culo di un gigante.
Ferrara e' piccola e abbarbicata contro il fiume, ma ti concede lo stesso di perderti nei vicoli piu' antichi. Ferrara e' piu' libera, verrebbe da dire piu' leggera, meno affollata, con meno sbirri e spioni. A Venezia hai sempre gli occhi di qualcuno addosso, qui no, passeggi senza doverti sempre fermare, fingendo d'aver perso la strada, per vedere se dietro di te c'e' qualche altro finto tonto. Un'abitudine salutare, ma inutile a Ferrara, qui stai tranquillo. Ercole II si riempie la bocca di sorrisi per il Papa, ma intanto lascia che nella sua citta' trovino scampo le menti piu' attive e pericolose d'Italia. Ama avere il palazzo pieno di letterati e non lascia mai spegnere il lume sulla tomba di quel Ludovico Ariosto, che qui venerano come un santo. Deve spiacergli davvero molto di non aver sottomano gente di quel calibro. Poi c'e' Renata, la vedova di Alfonso d'Este, che non si fa scrupolo di ostentare le sue simpatie calviniste. Sono in parecchi a essersi rifugiati tra le sottane della principessa per sfuggire a sbirri e inquisitori.
Anche i Giudei se la passano niente male, come a Venezia, ma qui piu' che altro fanno gli usurai, prestano il denaro a un interesse piu' basso che i loro fratelli lagunari e fanno buonissimi affari. Il denaro circola, non si ferma mai, e questo e' il segno della buona salute della citta'. La giustizia e' amministrata equamente, senza troppi magistrati e poliziotti e tribunali che impieghino mesi per decidere le rispettive competenze su un caso di rissa aggravata dal morto. Qui fanno presto, se ti fai notare troppo ti accompagnano ai confini. Se ammazzi qualcuno ti accompagnano dal boia, un vecchio ubriacone che vive sulle mura settentrionali e mentre lavora canticchia canzonacce oscene. Se due hanno dei conti da regolare si danno appuntamento al vicolo dei duelli, una viuzza stretta e chiusa su entrambi i lati da spessi cancelli: entrano in due, ne esce uno solo. Tutto senza troppo rumore, senza turbare la quiete attiva di questa citta'. Il mio anabattista ci sta come un pesce in uno stagno.
Ho raccolto una mezza dozzina di adepti, non soltanto ferraresi, disposti a partire alla volta di altre citta' per diffondere la nuova fede e ribattezzare. Intanto gestisco anche l'altra meta' di me, incontrando Beatrice in casa sua, dove entro passando da un pertugio sul retro.
I Miquez mi fanno pervenire messaggi tramite il Chiu', l'oste del Gorgadello, la migliore cantina della citta', proprio di fianco alla Cattedrale. Dicono che ci andasse a sbronzarsi l'Ariosto e qualcuno ricorda anche di averlo sentito declamare piu' d'una volta i versi del suo Orlando Furioso. Il Chiucchiolino, detto Chiu' da quelli a cui concede credito, e' un essere impressionante: gli occhi gli stanno ai lati della testa, come quelli di un rospo, e puntano in direzioni diverse. Una cresta leonina di riccioli neri, grossi e arruffati come le setole di un cinghiale gli ricopre la fronte. e' un uomo importante, essenziale per questa citta'. Se hai un problema puoi parlarne col Chiu' e vederti raccomandare presso una persona che quasi sicuramente risolvera' i tuoi guai. Il Chiu' e' la banca dei segreti. A lui puoi dire di tutto e stare certo che non aprira' bocca con nessuno, che accumulera' le informazioni nella cassaforte e te le restituira' con gli interessi sotto forma di consigli, nomi e recapiti a cui rivolgerti. Anche i miei segreti sono in quella banca. La chiave: pochi segni convenzionali. Vino:
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