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capannelli di preti, chierici, curiosi, giocatori e popolani che affollano le piazze. Li disoriento con le indiscrezioni sui veri autori del Beneficio di Cristo. Non sono l'unico.
Gli Spirituali proveranno a risolvere la partita subito, approfittando del fatto che i cardinali francesi ritardano. Un percorso difficile il loro, sia per terra che per mare, attraverso i territori dell'Imperatore che ne ostacola l'arrivo.
Mancano i numeri per contrastare gli Spirituali, Carafa avra' bisogno di incutere tutto il suo proverbiale timore nel cuore degli indecisi.

Roma, 3 dicembre 1549

Fumata nera. 21 voti per Pole. Gliene servono 28 per raggiungere i due terzi necessari.
Come le notizie riescano a uscire da la' dentro e' sempre un mistero, ma si puo' star certi che almeno un paio di volte al giorno giungano puntuali e dettagliate.

Roma, 4 dicembre 1549

Fumata nera. Pole ha preso 24 voti. Il consenso aumenta, ma corre voce che i cardinali francesi stiano per arrivare. Se Carafa riesce a ritardare l'elezione di Pole ancora per un giorno, l'inglese potrebbe uscire dai giochi.

Roma, 5 dicembre 1549

Le voci dicono che Carafa ha lanciato l'accusa.
Non un attacco frontale, non fa per lui. Piuttosto un avvertimento, un invito a ragionare sui rischi che si devono evitare. Avra' di certo suggerito a quelle venerande orecchie quale paradosso e quale enorme problema rappresenterebbe ritrovarsi con un Papa coautore del Beneficio di Cristo, un libro scomunicato dal Concilio. Ha sicuramente sventolato davanti a quei vecchi lo spauracchio delle lotte tra vescovi e pontefici che la Chiesa ha gia' conosciuto nei tempi passati.
Ha insinuato il dubbio in coloro che gia' ricambiavano il serafico sorriso inglese.
Oggi pomeriggio la votazione.

Mi ha fatto pervenire un messaggio. Poche parole, sufficienti a trasmettere la tensione del vecchio Teatino. Gli Spirituali hanno preso accordi con tre cardinali neutrali: se Pole ottiene 26 preferenze, trasferiranno i loro voti su di lui. Se ce la fa, l'ordine e' di raggiungere immediatamente la casa madre dei domenicani.
Se ce la fa e' finita.
Tra un'ora la votazione.

Inganno il tempo nervosamente.

25 voti. Ne manca uno, uno solo.
Si sono guardati a lungo.
Nessun'altra mano alzata.
Fumata nera.

Roma, 6 dicembre 1549

Cardinali francesi in Conclave. Pole non puo' piu' farcela. Siamo stati appesi a un filo che non si e' spezzato.

Roma, 14 gennaio 1550

Estenuante. Sono chiusi la' dentro da quarantotto giorni. Non c'e' accordo: ogni giorno un nome nuovo, senza che nessuno ci creda.
Si scommette anche su chi non uscira' vivo dal Conclave. Potentissimi vecchi che si logorano dentro stanze chiuse nel tanfo di piscio ed escrementi. Immagino i volti stanchi, i corpi indeboliti, le menti annebbiate. L'ideale per Carafa.

Roma, 8 febbraio 1550

Fumata bianca.
Nuntio vobis magnum gaudium. Habemus papam. Sibi nomen imposuit Iulius III.
Settantatre giorni per doppiare la meta' di questo secolo e trovare il compromesso: Giovanni Maria Del Monte, vescovo cardinale di Palestrina.
Giulio III.


Capitolo 32
Ferrara, 21 marzo 1550

Scivoliamo silenziosi dentro il vicolo, senza guardarci alle spalle. Ci fermiamo fingendo di parlottare: nessuno ci segue.
Proseguiamo fino alla casa: tre colpi piu' uno.
- Chi e'?
- Pietro e Tiziano.
La porta si apre, una faccia tonda, barba nera arricciata e baffi a punta: - Venite, venite. Vi stavamo aspettando.
Ci conduce attraverso una bottega ingombra di attrezzi e tavoli da lavoro, il pavimento e' coperto di trucioli che scricchiolano sotto i nostri piedi.
Saliamo una scala fino all'abitazione, sono in quattro ad aspettarci, reclutati nell'ultimo anno e ribattezzati da Tiziano in persona.
Il falegname ci offre sgabelli che odorano di legno tagliato di fresco.
- Hai spiegato tutto?
- e' meglio che lo fai tu...
Annuisco prima che termini la frase.
Li squadro: facce deferenti.
- e' piuttosto semplice. Io e Pietro stiamo pensando di radunare i
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