<A HREF="Q_secondaparte086"><</A>
bene. Ma per il vescovo ci vorrebbe della cacciagione... A proposito, chi e'?
Si ferma sulla porta: - Vescovo cardinale, Sua Signoria Giovanni Maria Del Monte Ciocchi. Viene da Mantova, in viaggio verso Roma.
- Ah s. Sara' per il Conclave... Dicono che il Papa stia male, ma si sa che i papi sono duri a morire...
Si guarda la punta delle scarpe perplesso, indeciso se mandarmi al diavolo o darmi corda.
- Io non so un bel niente. Devo soltanto ospitare il vescovo e il seguito per una notte.
- S, s. Ma non avete cacciagione da servire per cena.
Diventa paonazzo, se non ci fosse la scala a dividerci temerei per il mio collo: - Oggi non ce n'e'! e' una stazione di cambio, non un albergo!
Entra in casa.
Ridacchio da solo e mi avvicino al cane. Adesso sembra tranquillo, si lascia accarezzare, non deve aver piu' una gran voglia di ringhiare, e nemmeno di vivere. Tra poco scocchera' la sua ora.
- Tu non stai meglio del Papa. E almeno non hai uno stuolo di avvoltoi che ti gira sulla testa.
Il cardinale Del Monte.
Zelante o Spirituale?
Con Carafa o con Pole?
Mantovano.
Il cagnaccio mi pianta in faccia uno sbadiglio sdentato.
Mantovano, come frate Benedetto Fontanini.
Zelante o Spirituale?

***

Le insegne vescovili sugli sportelli della carrozza sono schizzate di fango. Una dozzina di uomini armati bivacca sulla ghiaia del cortile. Andirivieni su e giu' per le scale. Lo stalliere si affretta a ripulire lo stemma con uno straccio.
I soldati mi lanciano appena un'occhiata stanca. Il vestito buono che indosso deve darmi l'aria del cortigiano.
Un tipo smilzo scende le scale a piccoli saltelli, chiuso in una cappa elegante, un cappello ridicolo in testa. Sulla trentina.
Si rivolge allo stalliere: - Sua Signoria gradirebbe l'acqua calda prima di desinare -. Tono saccente e schifato.
Il baffone annuisce con l'aria piu' stolta del mondo, lascia perdere la carrozza e si precipita su per le scale.
Mi avvicino.
- A queste stazioni il servizio lascia sempre piu' a desiderare.
Lo colgo alla sprovvista, non trova di meglio che annuire: - e' davvero scandaloso...
- Un uomo di quel calibro...
Non riesce a guardarmi, l'aria cordiale lo disorienta: - Dopo tanta strada, alla sua eta'...
- E con tutte quelle preoccupazioni...
Decide di reagire, occhietti grigi che guardano dall'alto: - Siete per caso conterraneo di Sua Signoria?
- No, messere, io sono tedesco d'origine.
- Ah -. L'espressione di chi ha colto una profonda verita'. - Io sono Felice Figliucci, segretario di Sua Signoria.
- Tiziano, come il pittore -. Un lieve inchino reciproco. - Andate a Roma immagino.
- Infatti. Ripartiamo domattina.
- Tempi duri...
- Gia'. Il Papa...
Restiamo in silenzio per un istante, guardando in basso, come stessimo riflettendo su profonde questioni teologiche; so che vorrebbe congedarsi, ma non gli lascio il tempo: - Se posso fare qualcosa per Sua Signoria, non esitate a chiederlo.
- Gentile da parte vostra... Certo... Per l'appunto e' il caso che torni su a sincerarmi che tutto vada bene.
Si congeda imbarazzato.

***

Piove a dirotto, ma ho una gran voglia di fumare un sigaro. Al riparo sotto una tettoia soffio il fumo in faccia al temporale. Del vecchio cane neanche l'ombra. Il riflesso degli occhi di un gatto, prima che scompaia oltre una grata.
Battezzero' con metodo, la gente giusta che possa costituire il nucleo di una vera e propria setta. Agli inquisitori le sette piacciono, ci puoi favoleggiare sopra all'infinito, puoi attribuire loro di tutto: lo scontento popolare, la peste, la prostituzione, la sterilita' di tua moglie... Servono degli apostoli, che vadano in giro a ribattezzare, proprio come fece il vecchio Matthys. Qualcuno ce l'ho gia' in mente, qualche ferrarese, ma devo arrivare piu' lontano: Modena, Bologna, Firenze. Poi ci sono le Romagne. Sembra che gli abitanti di quelle terre siano i piu' turbolenti tra tutti i sudditi del Papa. Potrebbe essere interessante raggiungere qualcuno laggiu'. Eresia e rivolta: cosa
<A HREF="Q_secondaparte088">></A>