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raccomandazione di Carafa. E questo significherebbe metterlo a parte dei miei sospetti.
Ci vorrebbero comunque mesi.
Continuare le ricerche qui a Venezia. Tenere d'occhio il Caratello, in attesa che torni.
Scrivere agli Inquisitori di Milano, Ferrara e Bologna per avere nuove informazioni su Tiziano l'anabattista.


Lettera inviata a Roma da Venezia, indirizzata a Gianpietro Carafa, datata 17 novembre 1548.

All'illustrissimo e onorandissimo Giovanni Pietro Carafa.
Mio signore, mi raggiunge proprio quest'oggi la Vostra urgentissima comunicazione. Riceverete questa mia al massimo due giorni prima del mio arrivo a Roma. Saro' a disposizione da subito per i compiti che la Vostra Signoria vorra' affidarmi.
e' mio dovere e desiderio informarVi che l'improvviso peggioramento della salute di Papa Farnese, mi allontana, con un dispiacere che non nascondo, da una pista feconda in merito alla diffusione del Beneficio di Cristo. e' mia presunzione immaginare che nei piani di Vostra Signoria per ostacolare Reginaldo Polo, ci sia proprio la questione di quel trattatello. Confido quindi che il precipitare degli eventi comporti soltanto la sospensione dell'indagine che ormai da mesi vado conducendo, poiche' essa e' ancora lontana dall'essere conclusa e dall'aver esaurito il suo interesse.
Fidando nella velocita' dei destrieri italiani per poter essere quanto prima a Vostra disposizione, bacio le mani di Vostra Signoria.
Di Venezia, il 17 novembre 1548
Il fedele osservatore di Vostra Signoria
Q.


Capitolo 31
Finale Emilia, confine doganale tra i Ducati di Modena e Ferrara, 2 aprile 1549

La stazione di cambio e' un cascinale isolato in mezzo alla terra piatta e uguale. Qualche boschetto sparso a interrompere la linea continua dell'orizzonte. Il cavallo e' stanco, la schiena e le gambe anche.
Il cortile interno e' un via vai di galline e passeri che si contendono briciole invisibili nella ghiaia. Un vecchio cane mi abbaia poco convinto, probabilmente costretto dal dovere degli anni persi a guardia di questo posto.
- Oila', stalliere, c'e' un posto per questo ronzino?
Un tipo robusto, baffi che scendono lungo il mento. Mi indica una porta bassa, l'anta superiore chiusa.
Smonto a fatica e faccio qualche passo con le gambe ancora allargate dalla sella.
Prende le redini: - Brutta giornata per viaggiare.
- Perche'?
Un gesto vago verso ovest: - Temporale. La strada diventera' un fiume di fango.
Alzo le spalle: - Vorra' dire che mi fermero'.
Scuote la testa: - Niente letti. Tutto pieno.
Mi guardo intorno in cerca delle tracce di sovraffollamento, ma il cortile e' vuoto, dalla casa neanche un rumore.
Lo stalliere schiocca la lingua, il baffo scatta all'insu': - Aspettiamo un vescovo.
- Potrei sistemarmi nel fienile.
Un'altra alzata di spalle, mentre sparisce dentro la stalla con il cavallo.
Il cane e' tornato a stendersi al sole, i ciuffi di pelo grigio intorno al muso ne fanno la copia animale dello stalliere. Quando lo vedo riemergere dall'ombra sorrido pensando alla somiglianza.
- Quanti anni ha?
- Il cane? Oh, otto, nove, piu' o meno. e' vecchio, sta perdendo i denti. Tra poco dovro' ammazzarlo.
Occhi stretti in fessure e zampe distese, solo un lieve movimento della coda e l'alzarsi di un sopracciglio. Anche le espressioni ricordano quelle del padrone.
Mi stiracchio producendo un notevole scricchiolio delle ossa.
- Dentro c'e' della zuppa calda se volete. Chiedete a mia moglie.
- Ottimo. Ma non vorrete servirla al vescovo, mi auguro?
Si ferma perplesso, grattandosi la nuca sudata: - Be', non abbiamo dei gran signori da queste parti. Non c'e' mai venuto un vescovo qui.
Mi chino per controllare che le ginocchia funzionino ancora, roteo la testa e sono come nuovo.
Ci pensa: - In effetti e' un bel guaio. Tutto il seguito, i lacche'...
- I segretari, i servitori, le guardie personali...
Sbuffa preoccupato e alza le spalle: - Si accontenteranno.
Sale le scale per rientrare in casa.
- Per i lacche' e le guardie la zuppa va
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