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indirizzato sui suoi colleghi Usque di Ferrara.
Ed eccomi nei territori del duca Ercole II d'Este. Se dovessi stampare un libro dichiarato eretico dal Concilio e' indubbiamente questo il posto che sceglierei. Qui dove l'Inquisizione ha le mani legate dal duca, uomo sanguigno e insofferente di ogni tentativo d'ingerenza da Roma. Ferrara, a mezza via tra Venezia e Bologna, tra la Serenissima e lo Stato Pontificio, piccola marca indipendente con un facile sbocco al mare.
e' stato un lavoro lento, di attesa, ma ne e' valsa la pena. Battelli fluviali scendono il braccio del Po da Ferrara fino alla costa, dove imbarcano il carico su navi mercantili dirette a sud.
Vi sono buone ragioni per ritenere che gli Usque adottino lo stesso rimedio per far giungere le partite di libri alle navi veneziane che fanno scalo un paio di miglia al largo del litorale. Cos si spiegherebbe il diffondersi del Beneficio lungo l'Adriatico, attraverso le navi armate dai Mendesi a Venezia, spedite al largo delle coste ferraresi per aggiungere i libri al loro carico normale, e quindi dirette a sud, a circumnavigare la penisola.
Eppure tutto questo ancora non svela nulla. Poiche', signore mio osservandissimo, cio' che ancora sfugge e' il perche', perche' una ricca famiglia sefardita si interessa di diffondere un libro cristiano.
Per avvantaggiare gli avversari di Vostra Signoria, per aiutare il cardinale Polo e gli Spirituali. Questa e' la risposta probabile. Per far s che sia sempre piu' difficile isolare e colpire i promotori del libello eretico, come e' intenzione della Signoria Vostra.
A Venezia ho potuto rendermi conto delle sottili strategie di sopravvivenza adottate da questi ricchi giudei. I Mendesi reggono le proprie fortune su calibrati equilibri di potere, scambi di favori, partecipazioni commerciali, mazzette. Questo e' il modo con cui sono finora riusciti a scampare sempre alle persecuzioni. Gente come loro avrebbe tutto da perdere da un aumento di potere della Congregazione del Sant'Uffizio, dall'avvento dell'intransigenza. Con ogni probabilita' essi sperano che saranno quelli come Reginaldo Polo ad avere la meglio sugli Zelanti, ovvero uomini di lettere morigerati e tolleranti, oggi disposti a dialogare e patteggiare con i luterani, domani forse con i Giudei.
A Venezia questa gente e' assai potente, non fino a essere intoccabile, ma di certo difficilmente raggiungibile con mezzi normali. I Giudei in genere sono una componente essenziale della vita di quella citta', ne fanno parte al punto che senza di essi Venezia rischierebbe di sprofondare. Come la Signoria Vostra sa bene, l'ordine della Serenissima si regge su un delicato incastro di competenze e poteri, di politica e commercio, nel quale e' quasi impossibile trovare un varco. Attaccare una famiglia come i Mendesi significherebbe toccare un nervo vivo di Venezia, con tutte le conseguenze del caso.
Per il momento mi tratterro' a Ferrara in attesa di una risposta di Vostra Signoria e cercando di raccogliere ulteriori elementi sull'evolversi dell'affare Beneficio.
Bacio le mani di Vostra Signoria e alla Sua grazia mi raccomando,
di Ferrara, il giorno 13 giugno 1547
Il fedele osservatore di Vostra Signoria
Q.


Lettera inviata a Bologna dalla citta' di Viterbo, indirizzata a Gianpietro Carafa, datata 20 settembre 1547.

All'illustrissimo e reverendissimo Giovanni Pietro Carafa.
Signore mio onorandissimo, la notizia dell'assassinio del figlio del Papa, Pier Luigi duca di Parma e Piacenza, e' giunta fino qua, destando nel servitore della Signoria Vostra tristi presagi.
Credo infatti siano fondate le voci che attribuiscono al Gonzaga tale misfatto. Del resto non e' difficile inserire quest'omicidio nel quadro complesso degli eventi che va prendendo forma; se si pensa che Ferrante Gonzaga governa Milano per conto dell'Imperatore e che da tempo ha mire espansionistiche su Piacenza, non e' difficile capire quale losco baratto abbia avuto luogo: l'eliminazione di Pier Luigi Farnese avvantaggia il
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