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piacere vecchio mio, non puoi nemmeno immaginare cosa ci e' capitato... Le vendite sono andate a gonfie vele, praticamente in casa del Cattolicissimo Imperatore, ma cazzo il Sant'Uffizio non ci voleva proprio!
Freno la lingua di Perna salutando i due fratelli: - Ben tornati.
Una pacca sulla spalla: - Spero non ci lascerai all'asciutto. Abbiamo fatto pochissime soste durante il viaggio.
- Prendo una bottiglia. Sedetevi e raccontatemi tutto.
Perna agguanta una sedia e attacca: - L'abbiamo scampata bella, cazzo. Stavano per farsi il tuo amico giudeo, s s, adesso se la ride, ma se l'e' vista brutta te lo dico io, e se non era per i soldoni sonanti che ha sborsato a quel frataccio, altro che brindare, capito? Adesso stava a far compagnia ai topi nelle segrete di Milano.
- Con calma. Spiegatemi tutto dall'inizio.
Perna si mette buono, le mani frementi sul tavolo. e' Bernardo a parlare, mentre Joo sfodera uno dei suoi sorrisi accattivanti.
- L'Inquisizione l'ha tenuto in stato di fermo per tre giorni. L'hanno accusato di vendere stampa eretica.
Guardo il maggiore, che invece resta zitto e fa continuare il fratello: - Un sacco di domande. Qualcuno deve aver fatto la spiata. C'e' andata bene, e' bastato allungare i soldi alle persone giuste e l'hanno rilasciato, non era gente seria, ma un'altra volta potrebbe non andare cos liscia.
Un istante di silenzio, Perna freme, aspetto che Joo dica qualcosa.
Incrocia le dita affusolate poggiando i gomiti sul tavolo.
- Esagerano. Quelli non sapevano niente del Beneficio, solo sospetti generici. Qualcuno ha fatto il mio nome e mi sono venuti a cercare. Tutto qui. Se davvero avessero fiutato una pista non avrebbero accettato i miei soldi... - un gesto di scherno, - o avrebbero chiesto di piu'.
Il nostro libraio scoppia: - S, s, la fa facile lui, ma dobbiamo stare attenti. Lo so anch'io che non sapevano un cazzo quei quattro corvacci, ma chi ci torna a Milano adesso? Chi? e' una piazza bruciata, terra che scotta, capito? Tutto il ducato, chiuso, nisba, non possiamo piu' metterci piede, a nostro rischio e pericolo. Come recuperiamo gli incassi delle partite che abbiamo consegnato?
Joo lo tranquillizza: - Ci rifaremo da un'altra parte.
Verso il secondo giro di vino: - Per un po' lasciamo perdere Milano. Comunque teniamo tutti gli occhi bene aperti: l'Inquisizione si sta organizzando meglio. Paolo III e' un pavido, un maneggione, ma non durera' in eterno. Sul prossimo Papa si giocheranno tutti i destini. Anche i nostri.
I tre soci annuiscono all'unisono. Non c'e' bisogno di dire altro: condividiamo gli stessi pensieri.


Il diario di Q.

Milano, 2 maggio 1547

La lettera di presentazione di Carafa ha sortito il suo effetto: l'ho letto sulla fronte imperlata di sudore di frate Anselmo Ghini e nei gesti affettati dei suoi collaboratori. Uno strano ronzarmi intorno. Orecchie tese e occhi bassi.
Frate Anselmo Ghini, 42 anni, gli ultimi due passati a vagliare scrupolosamente testi in odore d'eresia, per conto della Congregazione del Santo Uffizio. Si e' tormentato le mani per tutta la durata del colloquio, dietro uno degli scrittoi della sala di lettura del convento dei domenicani. L'andirivieni agitato alle mie spalle non si e' fermato un istante, quasi fossi io l'inquisitore. Un nervosismo palpabile in tutti i presenti della sala. Abbiamo parlato a bassa voce.

Giovanni Miches, il nome e' stato fatto da un libraio trovato in possesso di dieci copie del Beneficio di Cristo. Constatata la sua presenza in citta', Miches e' stato fermato il 13 marzo. Era accompagnato dal fratello Bernardo, dal loro attendente Odoardo Gomez e dal libraio Pietro Perna, che non sono stati trattenuti. Il primo interrogatorio e' stato condotto da frate Anselmo Ghini.
Richiesto sui motivi della sua presenza a Milano, Miches ha parlato di un incontro imminente con il Governatore duca Ferrante Gonzaga riguardo un'intercessione presso l'Imperatore per sbloccare alcune proprieta' di famiglia nelle Fiandre.
Ha negato di
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