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Ora che ho preso le misure al mio predicatore anabattista posso accorciare i tempi. Dieci giorni, due settimane al massimo.
Questa notte ho sognato Kathleen ed Eloi. Solo immagini confuse, non ricordo altro, ma mi sono svegliato con la sensazione di qualcosa di incombente sul destino di tutti. Come un'ombra scura che preme nella mente.
Ho scacciato il malumore con una passeggiata fino a San Marco, raccogliendo i saluti di molta gente che non conosco. Mentre tornavo ho avuto la sensazione di essere seguito, forse una faccia che avevo gia' notato questa mattina in Campo San Casciano. Ho fatto un giro largo, solo per confermare il sospetto. Due tizi, palandrane nere, trenta passi dietro. Forse sbirri. Non deve essere stato difficile intuire chi puo' aver mozzato la mano di quel marinaio greco. Dovro' abituarmi ad avere qualcuno appresso nei miei spostamenti in citta'. Motivo in piu' per ripartire subito.

***

- Te ne vai di nuovo?
e' comparsa in silenzio alle mie spalle, gli occhi smeraldo sulla borsa appena chiusa.
Cerco di evitare il suo sguardo.
- Saro' qui tra due settimane.
Un sospiro, Demetra si siede sul letto accanto alla sacca da viaggio. Perdo tempo annodando un fazzoletto al polso: da qualche tempo un reuma non mi da' tregua e devo limitarne i movimenti.
- Se fossi restato qui, Sabina avrebbe ancora il suo bel viso.
Finalmente la guardo: - Quel bastardo l'ha pagata. Nessuno torcera' piu' un capello alle ragazze.
- Dovevi ucciderlo.
Trattengo l'agitazione: - Cos avremmo avuto gli sbirri addosso. Stamattina mi hanno seguito al mercato.
Un altro sospiro per mandare giu' la voglia di sbattermi in faccia quello sfregio.
- e' per questo che riparti? Hai paura?
- C'e' una cosa che devo fare.
- Piu' importante del Caratello?
Mi fermo. Ha ragione, le devo una parola in piu'.
- Ci sono cose che vanno fatte e basta.
- Quando gli uomini parlano cos o stanno per andarsene per sempre o hanno una vendetta da compiere.
Sorrido alla sua saggezza, sedendomi accanto a lei: - Io tornero'. Di questo puoi stare certa.
- Dove vai? C'entrano i giudei con cui ti sei messo in affari?
- Questo e' meglio che tu non lo sappia. C'e' un vecchio conto da regolare, hai ragione. Vecchio quanto me.
Demetra scuote la testa, un velo di tristezza offusca il verde degli occhi: - Bisogna saperseli scegliere i nemici, Ludovico. Non metterti contro la gente sbagliata.
Le regalo un sorriso aperto, e' piu' preoccupata per me che per il bordello.
- Non temere: ho portato fuori la pelle da situazioni peggiori. e' la mia specialita'.


Il diario di Q.

Viterbo, 5 aprile 1547

Movimenti impercettibili. Uno strisciare lento di insetti, che puoi cogliere soltanto se fissi lo sguardo e ti lasci incantare dal sottile incresparsi dei fili d'erba.
Difficile immaginare se vi sia un ordine segreto in quel brulicare, un'armonia, un fine.
Devo seguire l'intuito. Scoprire dov'e' il formicaio. Individuare i percorsi che lo riforniscono.

Sono in partenza per Milano. Ho scritto a Carafa che seguivo una pista per scoprire i responsabili della nuova diffusione del Beneficio di Cristo. e' la verita'. A Viterbo non c'e' piu' molto da fare ormai, qualcuno sta avvantaggiando gli Spirituali a loro stessa insaputa, diffondendo il libro in lungo e in largo. Cosa sperano di ottenere? Adesioni, aiuto, scatenare una rivolta filo-riformatrice?
e' essenziale capire chi sono costoro, scoprire cosa vogliono.

Milano. Gli inquisitori di lassu' hanno fermato un giudeo convertito, con l'accusa di contribuire alla diffusione di un'opera eretica: Il Beneficio di Cristo.
Pare che sia veneziano, originario del Portogallo: tale Giovanni Miches.
Che cosa c'entrano i Marrani in questa storia?


Capitolo 24
Venezia, 10 aprile 1547

Joo e Bernardo Miquez si stagliano sulla porta come due giganti, rispetto al piccolo uomo stempiato che fa capolino in mezzo a loro, contrabbandiere di libri ed esperto di vini. Mi saltella incontro afferrando la mia mano tesa.
- e' davvero un
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