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succederebbe se Il Beneficio di Cristo si trasformasse in un libro molto piu' pericoloso di quello che e'? Cosa succederebbe se qualcuno s mettesse ad andare in giro ribattezzando la gente con il Beneficio in mano?
Carafa e suoi segugi si metterebbero in caccia. Ma soprattutto il cardinale Reginald Pole e tutti gli Spirituali sarebbero costretti a scendere in campo e a dar battaglia per difendersi dall'attacco degli Zelanti. e' meglio che cio' accada prima che venga fatto Papa un intransigente, uno zelante, un amico di Carafa, o ancor peggio Carafa stesso. Meglio che si arrivi subito alla resa dei conti, prima che i delatori e gli spioni del principe nero riescano a incastrare Pole l'onesto e i suoi ingenui seguaci.
Accelerare il conflitto. Costringere Pole a ribattere colpo su colpo invece di continuare a incassare in silenzio. Spingere quel bell'intelletto inglese a impugnare le armi. Deve essere lui il prossimo Papa. Deve fare fuori il vecchio teatino.
Lo specchio rimanda gli anni tutti insieme, ma c'e' ancora un guizzo negli occhi. Qualcosa che deve essere balenato sulle barricate di Mnster, o tra le schiere contadine della Turingia. Qualcosa che non s'e' persa per strada, perche' la strada non poteva ucciderla. Follia? No, ma come disse Perna: la voglia di vedere come va a finire.
L'uomo nello specchio ha i capelli piu' lunghi. Anche la barba si allunghera'. Vestiti meno eleganti, niente tessuti veneziani, ma i vecchi stracci tedeschi.
La faccia segnata quasi si appiccica al vetro, sguardo acuto, che scava dentro e ogni tanto punta in alto, a consultare il Padre.
- Ieri ho chiesto a un bambino di cinque anni chi fosse Gesu'. E lui ha risposto: una statua...
Il vecchio pazzo ghigna divertito.
Ho trovato l'anabattista.


Lettera inviata a Trento dalla citta' pontificia di Viterbo, indirizzata a Gianpietro Carafa, datata 1 gennaio 1547.

All'illustrissimo signore mio Giovanni Pietro Carafa in Trento.
Signore mio osservandissimo, lo strano fatto di cui m'accingo a riferire merita d'essere ponderato adeguatamente.
So per certo che Il Beneficio di Cristo ha ricominciato a circolare su varie piazze. Negli ultimi mesi e' stato acquistato a Ravenna, Ancona, Pescara, e anche piu' a sud, lungo il litorale adriatico. Cio' significa che le partite viaggiano via mare, su bastimenti in grado di trasportare discrete quantita' di libri. E non deve trattarsi di poche centinaia di copie, mio signore, ma di migliaia, al punto che riesce difficile credere sia al lavoro una sola stamperia. Data la zona di diffusione deve trattarsi di qualche stampatore veneziano o ferrarese, di certo residente nei territori di quegli stati che piu' osteggiano l'ingresso dell'Inquisizione romana.
So che l'autorita' della S.V. non si estende fino al territorio della Serenissima, ma ciononostante potrebbe risultare utile mettere la pulce nell'orecchio degli inquisitori veneziani e del duca Ercole II d'Este. Non credo infatti che costoro vorranno dare di se' l'immagine di chi permette la stampa di un libro scomunicato dal Concilio.
Cosa strana e' che qui a Viterbo nessuno sembra sapere nulla dei responsabili di questa nuova diffusione. Sembra proprio che questa volta il cardinale Polo e i suoi amici non c'entrino. V'e' da sospettare si tratti di un'operazione vasta, con una mente brillante a dirigerla, ma estranea alla cerchia degli Spirituali.
Ebbene, come il mio signore sa, a Venezia trovano rifugio molti radicali cripto-luterani. Potrebbe dunque essere utile raccogliere maggiori informazioni sulle loro attivita', senza insospettire i veneziani, che com'e' noto, sono assai suscettibili riguardo alle ingerenze nei loro affari da parte della Santa Sede.
Baciando le mani della Signoria Vostra, alla Sua grazia mi raccomando,
di Viterbo, il giorno primo dell'anno 1547
Il fedele osservatore della Signoria Vostra
Q.


Il diario di Q.

Viterbo, 14 gennaio 1547

Sul Concilio
L'Imperatore non ha perso tempo. Il vecchio leone ha ancora gli artigli. Ha fatto
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