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...Grandi figli di buona donna, cara mia, se ti prendono di mira non ti mollano piu'. E vorrebbero infilarsi dovunque, ascoltare tutto...
Sbraita come un dannato, e intanto la mano rovista sotto la gonna. Settantacinque piu' ottantuno fa centocinquantasei... s, piu' sedici.
- ...Ah ma qui a Venezia hanno vita dura gli sgherri di Carafa, mica ci lasciamo mettere i piedi in testa... venire a ficcare il naso nei nostri affari. Ce li risolviamo noi i conti con gli eretici e i bestemmiatori...
Piu' sedici, e piantala stronzo, piu' sedici: centosettantadue.
- ...e poi, bellissima, tu lo sai chi e' il cardinale Carafa? No? Te lo dico io, un vecchiaccio rugoso e sdentato che se lo vedi di notte te la fai sotto dalla fifa... Io l'ho conosciuto, s, ma mica si fa vedere molto il vecchio, no, non gli piace... preferisce l'oscurita', come i diavolacci, come gli stregoni.
Con la coda dell'occhio scorgo un frullare di mani dentro sottane e scollature. Ecco appunto, sottrarre la paga delle ragazze, dunque...
- Un gran spione, vorrebbe sapere tutto di tutti, io poi, cara mia, sarei il primo della lista solo perche' mi piacciono il vino e le puttane.
Dodici, piu' quindici, piu'...
- Non si sa mica quanti anni ha, quello c'e' da sempre, quello gia' spiava quando io e tua madre prendevamo ancora il latte. Spiava l'Imperatore, il re d'Inghilterra, spiava Lutero, spiava i principi e i cardinali. Poi il Papa lo ha fatto contento, gli ha messo su l'Inquisizione, cos s che puo' divertirsi. E s'e' fatto riconoscere, altroche'... Ha richiamato tutte le sue spie sparse in giro per l'Europa, s, per infiltrarle dentro la Chiesa -. La paga delle ragazze. - Quello e' nato per spiare, te lo dico io, e' pericoloso, se non fosse che a Venezia stiamo in campana, quello verrebbe anche qui a metterci in riga tutti quanti... - spiava Lutero, ventisette scudi, spiava Lutero, richiamato tutte le sue spie sparse in giro, ventisette piu' quarantadue, l'Inquisizione, c'e' da sempre, gia' spiava quando io e te prendevamo ancora il latte, spiava Lutero, ventisette piu' quarantadue fa sessantanove, c'e' tutto il resto ancora, richiamato tutte le sue spie per infiltrarle dentro la Chiesa, l'Inquisizione, preferisce l'oscurita', sessantanove, tu lo sai chi e' il cardinale Carafa? Aggiungi quindici del vino, non si sa mica quanti anni ha, quello c'e' da sempre, spiava l'Imperatore, spiava Lutero.
Spiava Lutero.
Alzo gli occhi, i conti si dissolvono: solo le ragazze, niente piu' mulinio di mani. Sedia vuota. Pressione in testa, dietro gli occhi e alla base del collo, pesa come un sasso.
- Dov'e' andato?
Un'alzata di spalle, mostrano le monete tra le dita.
Fuori. e' notte, scivolo sul selciato viscido, un blaterare lontano dice che va verso Rialto. Corro, veloce o lo perdo, corro. Un angolo, un altro, un ponticello, seguendo la voce, e' una canzone biascicata, in veneziano, giu' a dirotto nella notte, in fondo alla calle un'ombra grassa ondeggia di vino.
I miei passi pesanti lo fanno trasalire, sguaina uno stiletto lungo almeno due spanne.
- Non temete! Sono il gestore del Caratello.
- Ho pagato, messere...
- Lo so. Ma non avete assaggiato il vino che teniamo in serbo per gli ospiti di riguardo.
- Mi prendete in giro? - Strizza gli occhi arrossati, la testa deve girargli parecchio.
- Nient'affatto, offre la casa, non posso permettervi di andarvene senza avere assaggiato quella bottiglia.
- Ah be', quand'e' cos, se volete farmi strada, vi seguiro' volentieri.
Lo afferro sotto il braccio: - Ce la fate a non finire in canale?
- State tranquillo, Bartolomeo Busi ne ha prese di peggio...

***

- Bartolomeo Busi, un tempo frate teatino. Prima che i corvacci neri di Carafa mi buttassero fuori. Solo due anni fa, sissignore, servo di Dio, e a modo mio lo sono ancora, eccheccazzo. Vado con le puttane, certo, forse esagero un po' con il vino, ma son cose che a spiegarle bene, al buon Dio non fanno troppi problemi, no. Adesso mi tocca rompermi il culo all'Arsenale, a cucire vele 
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