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casate che forniscono vescovi e magistrati alla Repubblica, sempre inclini allo sperpero, devono a noi buona parte dello sfarzo di cui si ammantano. Per costoro il nostro denaro e' importante come l'aria che respirano: devono riflettere prima di contrastarci. D'altra parte, noi dobbiamo sapere che il sodalizio non durera' troppo a lungo.
La frase del nipote: - Avere un bagaglio leggero.
Sorride: - La corruzione e' un filo sottile che pesi e contrappesi mantengono teso. Questa e' la cautela di cui vi parlavo -. Un'espressione preoccupata le scivola sul volto. - Bisogna sapere da chi guardarsi, quali sono le forze che possono rompere l'equilibrio. C'e' questa nuova razza di inquisitori, gente scaltra e fanatica, sospinti dal cardinale Carafa, pericoloso come nessun altro. Da decenni sempre nel posto giusto, ha promosso la Congregazione del Sant'Uffizio, che il Papa ha istituito per lui, e dal '42 ne tiene le fila, allevando una muta di segugi feroci, devoti e incorruttibili. e' da costoro che bisogna guardarsi, fiutano la preda, la puntano e la incalzano finche' non cade.
Donna Beatrice riesce a comunicarmi tutta l'inquietudine, una paura antica, che sembra accompagnarla dalla notte dei tempi. Ho un brivido.
- Conosco la razza. La paura e' l'arma con cui soggiogano gli uomini. La paura di Dio, del castigo, e di quelli come loro. Non possiamo radunare eserciti per combatterli, ma spingere perche' siano altri a farlo. C'e' questo partito di cardinali avversi all'Inquisizione, gli Spirituali, ma purtroppo si tratta di gente poco avvezza allo scontro: mentre gli altri serrano i ranghi, questa e' l'unica mossa di rilievo che sono riusciti a fare.
Estraggo dalla manica il volumetto.
Annuisce: - Il Beneficio di Cristo. L'ho letto con grande attenzione e sono d'accordo con voi. Forse non basta a tenere a bada i cani, ma ha una forza di cui nemmeno gli Spirituali sono consapevoli. Esiste un'ampia fauna di preti, dottori, chierici, letterati e anche uomini importanti della Chiesa che puo' accogliere queste idee. Paolo III e' un imbelle, ma se il prossimo Papa fosse uno Spirituale, magari quell'inglese stimato da tutti, Reginaldo Polo, allora l'aria cambierebbe -. Ancora un sorriso. - Mettetevi in affari con noi, don Ludovico.
Mi stringe una mano tra le sue.
- Che coppia fenomenale!
Joo Miquez irrompe nella stanza, Duarte Gomez lo segue. Dentature smaglianti e rumore di stivali.
- Allora, Beatriz, hai circuito a dovere il nostro invitato? Guarda che lui, al contrario del tuo nipote pervertito, predilige le donne.
Donna Beatrice ha la risposta pronta: - Ma si circonda di ragazzine nel fiore degli anni, a quanto mi hai detto.
Mi guardo intorno spaesato. L'imbarazzo mi sovrasta: - Smettetela, vi prego.
Miquez si esibisce in un ampio inchino e Gomez scoppia a ridere. Mi sottraggo al tiro incrociato.
- Amici, poche persone mi hanno accolto con familiarita' e cordialita' pari alla vostra. Le raffinate intuizioni di cui siete capaci non smettono di sorprendermi, aprendomi affascinanti orizzonti. Il marchio che grava sulla vostra gente mi appare ora in tutta la sua inconsistenza. Bisogna aver camminato il mondo in lungo e in largo, per poterlo dipingere con tale chiarezza. Vi sono grato della fiducia che mi accordate. Attendo ancora che torniate a onorare la mia tavola, Joo. Quanto a voi, donna Beatrice, ciascuna delle ragazze che frequentano il Caratello dovrebbe rinascere tre volte prima di acquisire un fascino pari al vostro.
Joo e Duarte applaudono divertiti.
- Il mio commiato non puo' che essere di poche parole: considerate il nostro primo affare gia' contratto.


Capitolo 17
Venezia, 7 ottobre 1546

Quarantacinque ducati. Piu' trenta, ottantuno, sedici. Sottrarre la paga delle ragazze, le vivande e il vino.
- Demetra! Non c'e' piu' inchiostro!
La voce arriva scherzosa e irriverente dalla cucina: - Usa la memoria, Ludovico, la memoria!
Quarantacinque piu' trenta: settantacinque. Piu' ottantuno: settantacinque piu' ottantuno...
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