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Gonzaga di Mantova, il Giberti di Verona, il Soranzo di Bergamo, il Cortese. Qualche dubbio sul Cervini e sul Del Monte. Amici di Pole, ma pavidi quest'ultimi, piccoli uomini.
Sua Santita' Paolo III sceglie i membri del Sacro Collegio con la bilancia: uno Zelante per uno Spirituale; un intransigente per un moderato. Questa politica d'equilibrio ha vita breve, i conti dovranno essere saldati. Paolo III Farnese e' un uomo antico, di maneggi, di nepotismo e figli illegittimi da collocare nei posti di potere. Ultimo Papa d'un'era morente, abbarbicato dietro al suo scranno e ai suoi intrallazzi ridicoli, ignaro che quel tempo e' finito, che s'avanzano nuovi soldati, quaggiu' come nelle terre del Nord: i santi predestinati di Calvino, commercianti votati alla causa della fede riformata e del loro Dio terrificante; gli uomini dell'Inquisizione, zelanti, inesorabilmente devoti al loro piccolo e meschino compito di poliziotti ligi al dovere, pignoli raccoglitori di informazioni, voci, delazioni.
Ignazio di Loyola e il suo ordine di soldati di Dio, la Compagnia di Gesu'; Ghislieri e i nuovi domenicani; e dietro a tutti Gianpietro Carafa, l'uomo del futuro, settantenne incorruttibile ed efficiente signore della guerra spirituale, della battaglia per il controllo degli animi.
E io nel mezzo. Anch'io tra coloro che hanno pagato il prezzo del tempo, degli eventi che hanno vissuto. Lutero, Mntzer, Matthys. Non rimpiango gli avversari lasciati sul campo, ma colui che li ha affrontati, il me stesso di allora. Oggi m'e' concesso un Pole, pio letterato che crede Dio voglia esser servito con onesta'. Lui e i suoi amici non sanno cos'e' la vera fede, non hanno mai dovuto provare il sacrificio, degli altri prima che di se stessi e di se stessi attraverso l'annientamento degli altri; l'omicidio, s, lo sterminio, il tradimento della buona fede. Mntzer, gli Anabattisti, e chissa' quanti; quanta maledetta buona fede, quanta innocenza in quella follia. Quanto spreco. Ma la peggiore presunzione d'innocenza e' davvero questa, quella che si cela dietro la penitenza piu' facile, dietro l'onesta'. E ci tocca in sorte ancora un Tommaso Moro, un Erasmo, un Reginald Pole. Folli idioti, pronti a morire per l'incapacita' di capire il potere: di servirlo, come di combatterlo.
Siete piu' vecchi di me, persi dietro un sogno tanto distante dal trono, quanto dal fango dei pezzenti. Mi disgustate e vorrei avere lo stomaco di un tempo, ma l'ho perduto lungo la strada che mi ha portato fino qui. Gli anni non rinforzano lo spirito, lo indeboliscono, e finisci col guardare negli occhi gli avversari, col guardarli dentro, per vederci il vuoto, la miseria dell'intelletto e scoprirti disposto a graziare la stupidita'.

Nel mezzo. Fino a quando gli occhi sono ancora buoni a qualcosa, fino a quando scopriranno che la fede ti sta abbandonando e che ormai solo ubriaco riesci a calare la mannaia, come un vecchio boia annebbiato.


Capitolo 15
Venezia, 28 luglio 1546

Il piccolo italiano mi stringe forte in un abbraccio fraterno.
- Amico mio, ho fatto buonissimi affari. Milano e' una gran piazza, te l'assicuro, piena di mangiacrauti come te, ma anche un sacco di spagnoli, svizzeri, francesi. Buoni lettori anche i milanesi, gente che sa apprezzare un'opera, ho venduto quasi trecento copie del Beneficio e ne ho lasciate cento a un libraio mio amico, che mi fara' avere il rendiconto delle vendite al piu' presto.
L'unico modo di fermarlo e' prenderlo per le spalle e costringerlo a sedersi. Si zittisce, scruta il mio sguardo eloquente, storce la bocca: - Cosa e' successo? - Il tono e' quello di chi si aspetta una sciagura.
Mi siedo di fronte a lui e chiedo a una delle ragazze di portarci da bere.
Un colpo di tosse: - Senti Pietro, sono successe parecchie cose. E non tutte gravi.
Alza gli occhi al soffitto: - Lo sapevo, io lo sapevo che non dovevo andarmene...
- Lasciami dire. Hai saputo della scomunica del Concilio?
Annuisce: - Certo, dovremo stare piu' attenti, ma era gia' nei
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