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parla pure.
- Martin Lutero e' morto.

***

Il vino scorre a fiumi dalle botti, mentre i bicchieri passano di mano in mano, in una lunga catena umana che serpeggia nella ressa del locale. Voco di donne e uomini allegri, mercanti, affaristi e perfino qualche aristocratico di rango minore.
Bindoni e' alle prese con la coscia d'un fagiano, che pilucca con cura, attento a non macchiare il vestito buono. Arrivabene si fa lisciare i capelli da una delle ragazze, ridacchiando alle frasi che gli vengono sussurrate all'orecchio.
Perna tiene banco a uno dei tavoli, raccontando aneddoti della vita passata tra una citta' e l'altra: - Noooo, signori, il Colosseo e' una fregatura... un postaccio, ve l'assicuro io, pieno di gattacci rognosi e topi grandi come vitelli!
Al tavolo a fianco quattro giovani rampolli della corporazione degli speziali spolpano cio' che rimane d'un maialino allo spiedo, scambiando occhiate molto esplicite con le ragazze sedute in fondo alla sala.
Dietro un capannello di teste, al tavolo appoggiato al muro, un uomo e una giovane donna si scambiano effusioni.
Avvicino donna Demetra dietro il bancone.
- Chi sono quei due seduti in fondo? Nessuno si porta l'amante in un bordello...
Scruta e annuisce: - Se e' la moglie d'un altro s. Lei e' Caterina Trivisano, moglie di Pier Francesco Strozzi.
- Strozzi? Il profugo romano? Quello che se la fa con l'ambasciatore inglese?
- Proprio lui. E quello che sta con lei e' l'amico del marito, aspetta... Donzellini, s, Girolamo Donzellini. e' dovuto scappare da Roma insieme a suo fratello e a Strozzi perche' lo perseguitavano. e' uno studioso, traduce dal greco antico, credo.
- E sai anche perche' lo perseguitavano?
Donna Demetra stringe gli occhi luminosi: - No, ma a Roma sembra non sappiano fare altro da un po' di tempo.
Rido e mando a mente il nome. Una cerchia di letterati dissidenti a portata di mano.
Poco oltre, tre tizi se ne stanno in disparte godendosi lo spettacolo dell'allegra brigata raccolta intorno a Perna.
Donna Demetra mi precede: - Mai visti prima. Dall'abbigliamento direi che sono stranieri.
Raccolgo una bottiglia e un bicchiere e mi avvicino al tavolo dei solitari, non prima di aver colto un frammento delle sparate di Perna: - ...Firenze, certo, Firenze, signor mio, lo metto anche per iscritto se volete, e' la citta' piu' bella del mondo!
I vestiti sono eleganti, tessuti e tagli raffinati, i tratti dei volti indubbiamente mediterranei: capelli neri, piu' lunghi del normale, raccolti dietro la nuca con nastri di' cuoio scuro. Barbe sottilissime, che scendono dalle orecchie fino a terminare in una punta appena accennata.
Mi rivolgo a loro in latino: - Salve, signori, sono Ludwig Schaliedecker, tenutario della casa.
Un lieve inchino del capo: - Purtroppo il mio latino cede il passo al portoghese e al fiammingo.
- Allora potremmo intenderci con l'idioma di Anversa, se credete. Spero abbiate gradito la cena offertavi dal Caratello.
Un po' stupito: - Il mio nome e' Joo Miquez, portoghese di nascita, fiammingo d'adozione -. Indica il giovane alla sua destra: - Mio fratello Bernardo. E questi e' Duarte Gomez, agente della mia famiglia a Venezia.
Se potevo serbare qualche dubbio sulla ricchezza di quest'uomo, l'anello d'oro massiccio che porta all'orecchio sinistro lo dissipa del tutto. Poco piu' di trent'anni, occhi neri intensi e un odore buono di concio, spezie ed essenze marine insieme.
- Volete bere con me?
- Saremo lieti di bere alla salute di chi ci ha offerto un pasto prelibato. Se volete onorarci della vostra compagnia... - Mi porge la sedia con un gesto elegante.
Mi siedo: - Veramente, sapete signore, oggi un vecchio nemico ha deciso finalmente di tirare le cuoia. Sono tentato di brindare a questo lieto evento.
I tre si lanciano un'occhiata incomprensibile, come se potessero parlarsi con il solo pensiero, ma e' sempre lo stesso a dare la voce a tutti: - Vorrete allora dirci chi era la persona che alimentava il vostro odio.
- Soltanto un vecchio frate 
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